:: Academy Street, Mary Costello (Bollati Boringhieri, 2015) a cura di Valeria G.

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ac“Qualche giorno dopo, su un affollato vagone della metropolitana, un uomo seduto accanto a lei le sfiorò accidentalmente un piede. Indossava un completo blu di tessuto leggero e dall’aspetto costoso. Notò le belle mani appoggiate sui pantaloni; la gamba sinistra era parzialmente a contatto con la sua. Sentì il ritmo del suo respiro, intravide i muscoli della coscia contrarsi sotto la stoffa. Illanguidita, lasciò scivolare le braccia in grembo. Il bisogno di toccarlo era incontenibile. A una curva il treno rallentò, spingendola lievemente contro di lui. Chiuse gli occhi e lo immaginò mentre sollevava il braccio per stringerla a sé. Lui cambiò posizione per liberarsi dal contatto …
La porta si aprì … premette il viso sulla sua schiena chiudendo gli occhi … Mi scusi … lo disse in tono rapido e schietto “…

Mary Costello non è una sconosciuta nonostante  Academy Street sia il suo primo romanzo che ha visto la luce tra gli scaffali delle nostre librerie. In precedenza, lei ha pubblicato una raccolta di racconti inediti intitolata  The China Factory  che è stata finalista al Guardian First Book Award. Lo stesso “The Guardian” ha riconosciuto in lei uno di quei talenti che sognano gli aspiranti scrittori : avere il dono di trasformare storie semplici in grandi romanzi. La sua naturalezza è stata paragonata alla penna della grandissima Alice Munro che come lei, appunto, ha la capacità di trattare temi di un notevole spessore attraverso storie di vita quotidiana.
Certo, per una scrittrice che nasce dell’East Galway è sicuramente più facile trarre ispirazione per le proprie storie. L’Irlanda, si sa, è di per sé una terra ricca di visioni e mistero, di sogni e di una natura maestosa nella quale l’uomo è un ospite che non può lasciarsi andare a troppe invadenze: il fiume Shannon, il più lungo di tutto il paese che divide i territori dell’ovest, le alte scogliere che si lasciano frustare dal mare,  le terre incolte, i prati colore dello smeraldo. E poi i piccoli porti, con intorno un cerchio di case dalle tinte vivaci, dai quali in passato partivano le navi dirette nel Nuovo Mondo. Infine, la solitudine dei piccoli centri abitati dove sembra che il tempo e l’uomo si siano entrambi fermati in attesa di un cambiamento divino.
Da questa terra verde e selvaggia parte  Academy Street  pubblicato da Bollati e Boringhieri, tradotto da Mary Guidieri Berner. È Tess Lohan la protagonista: una bambina irlandese che conduce una vita parzialmente tranquilla nella residenza di Easterfield fino al giorno in cui perde la mamma.  E la sua iniziazione al dolore, la porta che si apre sulla vita adulta. La sua esistenza prosegue lenta accanto a quel che resta della sua famiglia che la mancanza della figura materna ha reso triste e silenziosa. Poi, per seguire le orme della tanto amata mamma fa domanda per diventare infermiera e si trasferisce a Dublino. Ma non è qui il suo futuro. Lascia il suo paese natale a bordo di un aereo. Siamo negli anni 60 e Tess, sebbene abbia l’appoggio di sua sorella Claire che vive in America da tempo, approda a New York con il marchio di immigrata irlandese. Le sue giornate nascono nel piccolo appartamento in Academy Street e spesso si concludono in ospedale. In questa città che sta cambiando sotto l’effetto di una nuova guerra, la sua vita povera di evasioni si scontra improvvisamente con la bellezza ruvida di David del quale lei si innamora perdutamente e dal quale avrà il suo unico figlio, illegittimo, Theo.
Quello che emerge è un personaggio speciale e affascinante che si lascia amare già dalle prime righe, una bambina inizialmente, e poi una donna che nella seconda e terza parte del romanzo non smette mai di amare, incondizionatamente e a senso unico, soffrendo per ciò che il destino sembra non volerle concedere. Una donna sola, che vive una solitudine monacale e ingiusta. Una personalità sensibile, all’apparenza fragile, che si affida alla preghiera e alla lettura per non soffocare, ma che sa esprimere un fascino e una forza interiore tale da catturare il lettore il quale vorrebbe non finissero mai le centocinquantasette pagine che compongono il testo, e che vorrebbe, naturalmente, il lieto fine. Qualora l’intento della Costello sia stato quello di descrivere una donna invisibile, mi permetto di dire che non ci è riuscita perché non ci si può dimenticare di Tess Lohan.

Mary Costello è nata nell’East Galway e oggi vive a Dublino. È autrice della raccolta di racconti The China Factory, finalista al Guardian First Book Award. Academy Street, finalista al Costa First Novel Award 2014, è il suo primo romanzo.

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Una Risposta to “:: Academy Street, Mary Costello (Bollati Boringhieri, 2015) a cura di Valeria G.”

  1. Giuliano Says:

    Gran libro. Veramente.

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