:: Ogni giorno come fossi bambina, Michela Tilli, (Garzanti, 2014) a cura di Elena Romanello

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OgniArgentina è anziana, ma vive ogni giorno con l’entusiasmo di quando era bambina, ricordando il paesino in Basilicata che lasciò all’inizio degli anni Cinquanta per venire a vivere a Milano con il marito ormai morto. Arianna non ha ancora diciotto anni, soffre per il suo sovrappeso e bullismo e bocciature l’hanno portata a chiudersi in casa davanti al pc e in mezzo ai libri.
Due persone più diverse tra di loro non potrebbero esistere, ma quando Arianna viene praticamente costretta dai genitori ad accettare un lavoro come dama di compagnia di Argentina pena il non poter più usare il pc per rimanere in contatto con i suoi amici e scrivere sul suo blog letterario, tra queste due donne di età diversa nasce qualcosa di indescrivibile, che le porterà a rivoluzionare le loro vite, Argentina per quello che le resta, Arianna per trovare un nuovo inizio.
Il tema del rapporto tra generazioni è un evergreen e un qualcosa che torna molto nei romanzi di questi anni, soprattutto nelle storie al femminile. Nella storia che Michela Tilli racconta però sono tanti gli elementi interessanti e attuali, oltre che un’ambientazione per una volta italiana e non straniera, tra le metropoli del Nord e i paesini da cui tante persone sono partite anni e anni fa, per non tornare ma lasciando lì una parte del loro cuore.
Argentina, capace di raccontare storie appassionanti e di avere ancora sogni nel suo cuore, è un’anziana, che la figlia in carriera sopporta a fatica, perché è lontana anni luce dagli standard di efficienza della nostra società ed ormai è ai margini della vita. Arianna rappresenta un altro problema di oggi, l’emarginazione dei giovani soprattutto di genere femminile che non si adeguano ai canoni e ai modelli familiari e sociali, perché è sovrappeso, intelligente ma timida, persa in un suo mondo tra pc e libri da cui è difficile uscire e in cui lei sta bene e che i genitori non capiscono.
Da due marginalità, nate in maniera diversa ma sempre marginalità, nasce complicità e amicizia, perché Argentina darà a Arianna considerazione e stima, e Arianna darà ad Argentina la voglia di dare un’ultima svolta alla sua vita, perché non c’è un’età giusta per inseguire i propri sogni.
Tutto questo non è scontato né retorico, in una società come la nostra che discrimina anziani e diversi, dove aumenta il numero di ragazzi e ragazze, per la crisi ma non solo, che decidono di chiudersi in casa perché il mondo fuori ragiona per stereotipi: si chiamano hikikomori, termine giapponese perché nel Paese del Sol levante ci sono stati i primi studi su di loro, ma ormai ci sono in tutto il mondo occidentale.
Un libro che parla di ieri e di oggi, della vita nei decenni passati e di come si vive oggi, di amicizie improbabili ma vere, della difficoltà ma anche della ricchezza di essere diversi, dell’importanza di saper capire cosa si vuole e qual è il nostro posto nel mondo, anche se non si ha la fortuna di incontrare una Argentina nella propria vita.

Intervista con Michela Tilli qui.

Michela Tilli è nata a Savona e vive a Monza con il marito e i due figli. Dopo gli studi in filosofia ha intrapreso la carriera di giornalista che ha poi lasciato per dedicarsi alla scrittura narrativa. È stata autrice per la TV e attualmente lavora per il teatro.

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2 Risposte to “:: Ogni giorno come fossi bambina, Michela Tilli, (Garzanti, 2014) a cura di Elena Romanello”

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  2. :: Un’ intervista con Michela Tilli, a cura di Elena Romanello | Liberi di scrivere Says:

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