:: Un’intervista con Adriano Barone, direttore editoriale di Acheron Books

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acheronbooks_logo_payoff-2Benvenuto Adriano su Liberi di Scrivere e grazie di aver accettato questa intervista. Sei il direttore editoriale di una nuova casa editrice digitale, Acheron Books, che si prefigge di pubblicare narrativa fantastica (fantasy, fantascienza, horror) in lingua inglese, ma scritta da autori Italiani. Come è nato il progetto?

Gli investitori che hanno creato l’azienda si chiedevano da tempo se fosse possibile aumentare la readership della letteratura di genere in Italia. In Italia i lettori di fantascienza, fantasy e horror sono una piccola nicchia del mercato librario di un paese che legge sempre meno.
Il presupposto di partenza è che se il meglio di questa produzione viene tradotta in inglese, può raggiungere una readership decisamente più ampia e con numeri che abbiano un senso economico.

Come vi ponete nel mercato internazionale? Che tipo di promozione farete?

Abbiamo attivato i canali social e ci promuoveremo presto presso siti specializzati nella letteratura fantastica. Tutta una serie di attività di promozione sono in corso, ma abbiamo iniziato davvero da troppo poco per parlarne.

Tradizionalmente la letteratura fantastica, o di immaginazione che dir si voglia, vede gli autori anglosassoni come assoluti dominatori. Voi siete una sorta di apripista. Come vi sentite in questo ruolo?

Si tratta di un esperimento e di una scommessa. In realtà molti autori anglosassoni sono curiosi di sapere che tipo di letteratura di genere si scrive in altri paesi. Lavie Tidhar, per esempio, che curava un sito dedicato alla SF non anglofona, ci ha promossi subito su Twitter.
Contiamo anche sul fatto che la specificità dell’ambientazione e della storia italiane si rivelerà interessante, dato che l’Italia rimane un luogo ancora considerato affascinante per storia culturale e artistica a livello internazionale.

La vostra è anche una sfida, atta a dimostrare che gli autori italiani, se gli si forniscono gli strumenti, sono assolutamente in grado di competere nel mercato internazionale?

Senz’altro l’obiettivo è quello. Siamo appena agli inizi e c’è ancora molto da fare.

Poison Fairies, Imago Mortis, The Ministry of Thunder, Demon Hunter Severian, Black Tea and Other Tales, e Elves and Bullets sono i vostri primi titoli. Come è possible acquistarli, dove sono reperibili?

I titoli sono acquistabili sul sito www.acheronbooks.com, su Amazon, e sui principali store di libri elettronici on line.

Cosa ci puoi dire dei vostri autori. Come li avete selezionati? Sulla base di quali criteri curate il vostro catalogo, come scegliete i testi da pubblicare? C’è un indirizzo a cui inviare materiale?

Gli scrittori sono stati individuati e giudicati in base alla qualità di quanto pubblicato in precedenza, presso grossi o piccoli editori, o tramite autopubblicazione. Poi sono stati discussi i singoli pitch con ciascuno di loro. Al momento non accettiamo proposte che non abbiamo richiesto noi, in quanto facciamo uno scouting preliminare rispetto appunto ad opere già pubblicate per valutare l’originalità delle idee dell’autore e la qualità della scrittura. In poche parole è molto difficile (ma non impossibile) che pubblichiamo un autore che non abbia pubblicato nulla in precedenza.
Inoltre è molto difficile che un’opera già scritta vada bene per i nostri criteri, che salvo rarissime eccezioni, prevedono una forte componente di “italianità”, a livello di ambientazione, e se possibile anche a livello di folklore, o di riferimenti storici e/o artistici. Per questo motivo anche se riceviamo un pitch da un autore contattato da noi, lo modifichiamo assieme all’autore stesso finché non viene incontro alle nostre esigenze in maniera precisa.

Sono opere scritte direttamente in inglese, o avete uno staff di traduttori che lavorano per voi?

Abbiamo selezionato uno staff di traduttori madrelingua che hanno esperienza nella traduzione letteraria.

Non solo in inglese, dunque. Una selezione di opere sarà distribuita anche in italiano per il mercato nazionale?

Dei nostri primi sei titoli, tre sono stati pubblicati anche in italiano. Poison Fairies può essere stampato tramite POD su Amazon e presto lo sarà anche Demon Hunter Severian.
In futuro prevediamo comunque di rendere disponibili tutti i nostri titoli come ebook in italiano.

Parliamo delle cover, tutte molto curate, artistiche. Chi sono i vostri disegnatori?

Tra i disegnatori abbiamo: -Rom-, autrice di fumetti che al momento ha firmato alcuni albi per Top Cow, Antonio De Luca, attivissimo come illustratore in diversi campi (cover artist videogiochi, card per diversi tipi di game), e Diramazioni, uno studio grafico di Milano.

Vi avvalete di editor madrelingua?

Sì, americani.

Siete usciti da pochi giorni, ma che aria tira? Come siete stati accolti sul mercato internazionale?

Le persone che lavorano nel settore sono prima stupite dall’idea, poi si professano molto interessate. Diversi scrittori di fantascienza e fantasy ci hanno fatto un grosso in bocca al lupo per l’originalità e il coraggio dell’esperimento.

Che dire ancora, un grande in bocca al lupo. Se comunque c’è ancora qualcosa che vuoi aggiungere a te la parola.

Per far funzionare Acheron ci farebbe piacere avere il supporto della community di fan italiani, non semplicemente considerandoli acquirenti, ma preziosi alleati per diffondere la conoscenza dei nostri libri presso i loro contatti internazionali, cioè tutti i lettori appassionati di fantasy, horror e fantascienza, in qualsiasi paese essi vivano, che leggano ebook in lingua inglese. Maggiore il successo di Acheron, maggiori saranno le possibilità per la casa editrice di pubblicare un numero maggiore di autori e di opere che possano differenziarsi dal resto della produzione internazionale.

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2 Risposte to “:: Un’intervista con Adriano Barone, direttore editoriale di Acheron Books”

  1. andreasfiligoi Says:

    Two thumbs up and best of luck!

  2. Acheron Books e Poison Fairies di Luca Tarenzi Says:

    […] Intervista ad Adriano Barone per Liberi di scrivere: https://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2015/01/12/unintervista-con-adriano-barone-direttore-edit… […]

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