:: Assassinio sul molo di Anne Perry (Fanucci 2010) a cura di Giulietta Iannone

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asLondra, estate del 1864. William Monk, ispettore della polizia fluviale di Wapping, è impegnato in un rischioso inseguimento sul Tamigi per catturare Jericho Phillips, accusato dell’omicidio del piccolo Walter Figgis, detto Fig. Un monello, un ragazzino di strada, che si guadagnava da vivere recuperando sulle rive del fiume oggetti smarriti, viti, oggetti d’ottone, frammenti di porcellana, pezzi di carbone, tutto quello che poteva avere anche un minimo valore tanto da essere venduto. Il suo cadavere era stato recuperato nel fiume a Greenwich con la gola tagliata, segni di bruciatura sulle braccia e segni di abusi in altre parti del corpo.
Subito era parso chiaro dal modo in cui era stato trattato che era quasi certo che fosse finito nelle mani di quei delinquenti che vendevano i bambini ai bordelli o ai pornografi. I ragazzini servivano fino a quando non iniziavano a cambiare voce e a mostrare i segno della pubertà, allora gli uomini a cui piacevano i bambini non nutrivano più interesse per loro e solitamente venivano venduti come mozzi ai capitani di mercantile.
Forse Fig si era ribellato in qualche modo e questo ne aveva decretato la morte.
Durante le indagine tenute dal comandante Durban, prima della sua morte, un informatore gli riferì che Jericho Phillips teneva sulla sua barca una specie di via di mezzo tra un bordello e un locale di spogliarello e costringeva i bambini a pratiche contro natura, fotografandoli e vendendo le foto per guadagnare altri soldi oltre a quelli di chi assisteva di persona.
Dopo una serie di appostamenti e nuovi riscontri, alla fine dell’inseguimento, Monk finalmente riesce a catturare Phillips e a consegnarlo alla giustizia. Ma un nuovo colpo di scena si sta per verificare.
Durante il processo Phillips ha come avvocato difensore Oliver Rathbone, uno dei migliori avvocati di Londra, incaricato della difesa da un misterioso filantropo pronto a pagare tutte le spese in nome della giustizia. Grazie alla bravura di Rathbone che riesce a insinuare nella giuria una serie di dubbi sulla correttezza dell’operato della polizia, Phillips viene giudicato innocente e sfugge al capestro.
Monk non ostante lo sconcerto, in memoria del vecchio capitano Durban che era certo della colpevolezza di Phillips e della sua implicazione in un giro di prostituzione minorile, riprende le indagini e senza esitare è pronto ad addentrarsi negli squallidi e degradati vicoli dei bassifondi e a infiltrarsi nei pericoli della malavita di Londra pur di raccogliere prove e testimonianze che incastrino una volta per tutte Phillips.
Quello che scoprirà andrà ben oltre le peggiori aspettative fino a far luce, nel sorprendente finale, sui vizi e le perversioni inconfessabili di alcuni personaggi illustri e insospettabili della moralista e perbenista buona società londinese. Assassino sul molo,uscito in questi giorni per Fanucci, appartiene alla serie ambientata nella Londra del periodo vittoriano che la scrittrice inglese Anne Perry ha dedicato all’ispettore William Monk.
Anne Perry è una narratrice straordinaria, capace di trasportarti in un epoca lontana con una facilità e una naturalezza che evidenzia la sua profonda conoscenza del periodo. Oltre alla cura per le psicologie dei personaggi, l’accuratezza nella descrizione degli ambienti, dei costumi, della mentalità, la Perry non trascura l’analisi di questioni etiche e sociali, anche scabrose, come in questo caso trattando la prostituzione minorile.
Dosando sapientemente suspense e colpi di scena, la Perry, attraverso riflessioni e osservazioni dettagliate, ci porta a scoprire i lati più oscuri della luminosa e puritana società vittoriana che sotto una patina di progresso e ottimismo nascondeva sordidi crimini indegni di una società civile.
La scrittura è elegante, il linguaggio ricercato, per gli amanti del mystery di stampo classico una lettura da non perdere.
Assassinio sul molo di Anne Perry Traduzione Sara Brambilla, Fanucci Editore, collana Vintage, pagg. 371, 2010.

Anne Perry, pseudonimo di Juliet Marion Hulme (Londra, 28 ottobre 1938), è una scrittrice britannica, condannata in gioventù per omicidio.
Figlia del professor Henry Hulme, medico e rettore dell’Università di Canterbury in Christchurch, alla giovane Anne (all’epoca ancora Juliet) venne diagnosticata la tubercolosi, così che fin dalla tenera età viaggiò in molti posti caldi del mondo (Caraibi, Sud Africa, ecc.) nel tentativo di migliorare la sua salute. All’età di 13 anni si riunisce con il padre, che si trasferisce all’Università di Cambridge della Nuova Zelanda.
Qui diviene amica intima di Pauline Parker, un’amicizia in cui molti all’epoca vollero vedere connotazioni omosessuali. La famiglia Hulme, però, era vicino al divorzio, e così Juliet pensò che poteva tornare in Inghilterra con l’amica. La madre di quest’ultima, Honora Rieper, era decisamente contraria, così nel 1954 Juliet e Pauline la uccidono. Il processo per omicidio ha eco internazionale e solleva l’indignazione pubblica. Il 29 agosto 1954 Juliet e Pauline vengono condannate per omicidio, ma essendo appena sedicenni ottengono una pena inferiore: cinque anni di detenzione e il divieto assoluto di incontrarsi di nuovo.
Finita la detenzione, Juliet parte dalla Nuova Zelanda per l’Inghilterra, poi dopo un periodo negli Stati Uniti si trasferisce in Scozia, nel paese di Portmahomack, dove vive tuttora con la madre. Suo padre ha avuto una carriera da eminente scienziato, guidando il programma britannico della bomba all’idrogeno. Juliet si cimenta con la scrittura e nel 1979 dà alle stampe il suo primo romanzo: Il boia di Cater Street (The Cater Street Hangman). Per tagliare i ponti con il passato, prende lo pseudonimo di Anne Perry, dal cognome del suo patrigno. Inizia così una prolifica carriera letteraria, che affronta i vari generi della letteratura gialla.
Sia Anne Perry che l’amica di una volta, Pauline Parker, vivono in Gran Bretagna, ma dal giorno del processo non si sono più incontrate.

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Una Risposta to “:: Assassinio sul molo di Anne Perry (Fanucci 2010) a cura di Giulietta Iannone”

  1. solcodellaterra Says:

    Interessante

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