::Recensione di Appello Mortale di Rocco Ballacchino

Il torinese Andrea Corioni è un professore di matematica, un uomo dalla vita tranquilla, schematica, assorbito da un susseguirsi di giorni in cui si alternano lezioni a scuola e solitarie serate a casa. Poi accade l’imprevedibile, viene svegliato nel cuore della notte da una telefonata.
L’amico Ugo gli annuncia che Giovanni Corsi un loro ex compagno di scuola è stato assasinato nel suo appartamento e probabilmente conosceva l’assassino. Non si tratta di un omicidio a scopo di rapina poiché non è scomparso niente a casa della vittima più che altro sembra che sia stato giustiziato.
Andrea a malapena si ricorda il volto di Giovanni, ma è l’occasione per fare un salto nel passato per riesumare da scatoloni impolverati i vecchi diari delle scuole medie.
Ma non è tutto.
Giovanni non è il primo dei loro ex compagni a morire in circostanze alquanto sospette. Ugo gli parla di una maledizione, del fatto che ormai sono rimasti solo dodici alunni su quindici di quell’antica classe.
Come nel celeberrimo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie gli alunni iniziano infatti a morire uno ad uno e Ugo e Andrea si trovano costretti, anche per salvare le proprire vite, ad improvvisarsi detective per fermare il diabolico piano dell’assassino.
Appello mortale- Sfida dal passato è un breve giallo strutturato come un’enigma ad incastri dove i delitti si svolgono in un ambiente circoscritto e l’assassino e presumibilmente uno del gruppo come nella migliore tradizione classica in cui detectives dilettanti si mettono sulle tracce dell’assasino, svelandone nel finale il movente, e riportando l’equilibrio.
La concatenazione dei fatti è estremamente consequenziale, logica e rigorosa, non da spazio a sbavature e la suspance è accresciuta dalla scarsità di tempo e dal susseguirsi repentino degli aventi.
Secondo lavoro del torinese Rocco Ballacchino, Appello mortale denota una grande cura per i particolari e una buona dose di ironia. Più complicato del precedente, non disdegna una certa analisi psicologica dei personaggi e soprattutto dell’assassino che fino all’ultimo agisce indisturbato consumando la sua vendetta e solo nelle ultime pagine se ne capirà il motivo.

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