:: Giovanni Choukhadarian recensisce “Ho perdonato Hitler” di Gian Piero Moretti.

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Fino all’anno scorso, Gian Piero Moretti ha fatto il giornalista; è stato infatti corrispondente da Sanremo prima per La Gazzetta del popolo, poi per La Stampa. Appena in pensione, s’inventa il viaggio immaginario nell’aldilà di Giuditta Modena, 13enne ebrea bolognese che viene deportata a Mauthausen, dove l’intera famiglia viene sterminata e lei subisce ogni genere di tortura. Tornata in una Bologna che più devastata non la si può immaginare, ha un incidente in macchina e, nel coma, conosce l’aldilà di cui sopra. V’incontra Adolf Hitler, Anna Frank e infiniti altri personaggi, più o meno conosciuti. Si tratta di un viaggio che l’autore racconta con lingua rapida, forte capacità visiva e una ricchezza di rimandi intertestuali invero non consueta: dall’Antico Testamento fino alla letteratura concentrazionaria del Novecento, passando beninteso per la Commedia. Al di là della trama, peraltro ben costruita e sviluppata, restano bene in evidenza: il Male, la colpa e il perdono. Esordio sorprendente sia per il coraggio nella scelta dell’argomento, sia per l’autenticità con cui è trattato.

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