:: “Le risposte di Padre Pio” (Edizioni Segno; prefazione di Mons. Pasquale Maria Mainolfi) di Alberto Politi, a cura di Daniela Distefano

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E’ giunto anche il 25 dicembre 2022, un Natale diviso per l’Italia. Al Nord il gelo, al Sud temperature temperate. Un Natale di povertà da un lato, e di spreco dall’altro, in tutto il Paese. Sotto l’albero quest’anno tanta incertezza, e un serbatoio di fiducia, la Fede. Leggendo questo libro, qualche settimana fa, mi sono imbattuta nelle conversazioni dei Santi, nei consigli dei saggi, nella lungimiranza dei vecchi. Chi lo ha scritto così si è presentato nell’introduzione: “Sono un cittadino di Benevento e ho deciso di scrivere questo libro perché, come devoto di Padre Pio, nato in un paesino, Pietrelcina, a pochi chilomentri dalla mia città, ho raccolto e conservato da oltre 30 anni molte riviste sul venerato Padre e letto molti libri a lui dedicati”.

Il titolo allude al tesoretto di consigli, rimproveri, considerazioni religiose, di battute sagge o divertenti, di profezie del Santo di tutti dei nostri tempi così assetati di Bene, così rinsecchiti di spiritualità.

Cos’era la Santa Messa per San Padre Pio? Era “Tutto il Calvario. Tutto quello che Gesù ha sofferto nella sua Passione inadeguatamente lo soffro anch’io per quanto ad umana creatura è possibile. E ciò contro ogni mio merito e per sola sua bontà”.

Come mai il Signore permette dolori fino a tale intensità? Padre Pio risponde: “Il Signore lo fa per non dire che ci regala tutto. Egli, per umiliare la sua creatura, vuole da essa quel tantino – sebbene quel tantino glielo dia Lui stesso – affinché la creatura stessa glielo possa offrire”.

Per il Santo di Pietrelcina, poi, “la severità fraterna è di più grande valore che tutto il sentimento nel mondo messo insieme”. E più avanti: “Se tu sapessi come soffro nel dover negare l’assoluzione. Ma sappi che è meglio essere rimproverati da un uomo su questa terra che da Dio nell’altra vita…”.

San Padre Pio, nel rispondere ad una figlia spirituale, che gli domandava come fosse possibile per lui vivere con tanti dolori fisici e mistici disse: “Su una spalla ho la Chiesa di Dio combattuta e calunniata, sull’altra l’umanità alleata con l’antico nemico. Prega perché non resti schiacciato! Quello che mi fa piangere è che sulla terra non ci sarà più cuore!”.

Guardiamo le nostre mani, i nostri occhi, la nostra voce, non allo specchio dove abbelliamo la nostra anima, ma guardiamo dentro di noi, all’interno del nostro cuore, cosa vediamo al suo posto? Siamo ancora capaci di amare chi ci maltratta? Chi ci sottostima? Chi si volta dall’altra parte? Chi ci dice addio senza lacrime? Siamo ancora capaci di farci amare da chi ci chiede perdono? Da chi ha bisogno ma te lo dice camuffandosi? Da chi è troppo a terra per ringraziarti della tua coperta alla stazione centrale? Un pezzetto di croce a Natale, Signore, concedila anche a noi, come spiega San Padre Pio è un dolore che ti offriamo perché Tu tutto ci doni gratis, ma fà che questa croce possa essere di Amore, un incendio che prevalga sul nostro sfruttato ego.

Tanti auguri di Buon Natale a tutti i lettori di Liberi di scrivere.

Daniela

Source: libro del recensore.

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