:: Mailèn – Una verità nascosta di Lorenzo Marotta (Vertigo Edizioni, 2016) a cura di Giulietta Iannone

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Sempre nei momenti di crisi, economica, politica, e sociale, le derive autoritarie fanno capolino come l’unica strada percorribile, pur senza riflettere su cosa realmente comportino, e quanto sia irreversibile il passo che porta alla soppressione della libertà, alla limitazione se non all’annientamento dei diritti umani, e alla violenza che tutto questo stato di cose determina. Ce lo ricorda Lorenzo Marotta, scrittore e critico siciliano, con il suo romanzo Mailèn – Una verità nascosta edito nel 2016 con Vertigo Edizioni, nella collana Approdi. Protagonista è uno scrittore italiano, un gentiluomo all’antica molto sensibile al fascino femminile, che si reca in viaggio a Buenos Aires, la più europea delle città sudamericane. Qui incontra una donna misteriosa che gli affida una storia da narrare. Una storia che affonda le sue origini nel passato più buio dell’Argentina, quella dittatura militare che ha insanguinato il paese dal 1976 al 1981. Storia recente, ma che forse molti non conoscono, caratterizzata da una sistematica e violenta soppressione dei dissidenti. La violenza inaudita che fu esercitata in quei anni da quel regime rimanda ad altri tipi di dittatura, e non è un caso che molti nazisti trovarono rifugio proprio in questo paese sudamericano e si può dire importarono, oltre che i loro capitali, anche le loro tecniche di tortura. L’Olocauso argentino, se mi permettete il termine forse improprio, non vide all’opera forni crematori per la dissoluzione dei corpi delle vittime, ma l’oceano diventò la loro tomba. I voli della morte portarono i tanti desaparecidos a scomparire per sempre nel mare, cancellando tracce e ricordi. Ed è la memoria di questi fatti che Marotta ci tramanda nel suo libro dedicato a un argentino illustre, Jorge Mario Bergoglio, che visse in prima persona gli effetti di quella barbarie. Marotta con stile poetico ci narra quindi una storia dolorosa ma necessaria, capace di suscitare commozione, ed empatia per i tanti fratelli argentini che soffrirono e morirono in quegli anni. E per tanti che sopravvissero e dovettero venire a patti con quella memoria, come i figli nati durante quei periodi di detenzione, sottratti ai genitori naturali e dati da crescere ad altri genitori legati in qualche modo al regime Videla, che una volta grandi fanno di tutto per fare luce sulle loro origini. Tanti drammi, tante vite spezzate, tante vite che si trovano ad avere a che fare con il perdono. Per cui ve ne consiglio la lettura, nella speranza che facciate tesoro dell’esperienza di chi visse quei fatti (sebbene i fatti trattati siano di fantasia, si ispirano a fatti documentati e reali) e si augura solo che non si ripetano.

Lorenzo Marotta vive e lavora ad Acireale. Collabora a quotidiani e riviste con studi e articoli. Ha pubblicato opere di narrativa e di poesia: Le ali del Vento, Vertigo 2012 Roma. Prove di poesia, Prova d’Autore 2013 Catania. Le ombre del male, Zona Contemporanea 2013 Arezzo. Il sogno di Chiara, Vertigo 2014 Roma. Notturni di luce, Algra 2014 Catania.

Source: libro inviato dall’autore.        

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