:: Interviste (im)perfette: a tu per tu con Ivo Tiberio Ginevra

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ivo Tiberio Ginevra slate

Ecco il resoconto del quinto incontro del ciclo Interviste (im)perfette tenutosi l’ 8 giugno sul nostro Gruppo Facebook. Buona lettura!

Benvenuto Ivo, e grazie di essere qui. Ti intervisteremo nella tua veste principale di editore, tua infatti e di tua moglie è la casa editrice “I buoni cugini”, anche se sei anche uno scrittore di pregevoli opere. Dunque iniziamo con le presentazioni: chi è Ivo Tiberio Ginevra? parlaci un po’ di te.

Salve a tutti, grazie per questa stupenda opportunità di poter parlare della casa editrice che è una cosa che ho molto a cuore, insieme a mia moglie. Chi sono io? Io come dice Cagliostro “ego sum qui sum”… va bene, scherzo… sono ormai quasi sessantino, nisseno-palermitano, ornitologo, ho fatto per anni l’avvocato, e da una decina d’anni scrivo storie e ho appunto, come ho detto prima, la casa editrice I Buoni Cugini editori. C’era da parlare per un mese ma mi fermo qua. Già che ci siamo vi dico che è la mia prima interazione con dei lettori e in diretta.

Parlaci della tua casa editrice, quando l’hai fondata, con che progetto è sorta? Vero che volevi pubblicare opere introvabili legate al tuo territorio, la Sicilia?

La casa editrice I Buoni Cugini editori è nata sette anni fa. Non era nostra intenzione crearla (non è un plurale majestatis ma in tutta questa avventura accanto a me c’è sempre mia moglie). In poche parole ci siamo accorti che le opere di Luigi Natoli, grande narratore palermitano vissuto a cavallo fra il 1800 e il 1900, avevano subito delle modifiche sostanziali che ne compromettevano la autenticità delle opere. Abbiamo pensato di dare a delle case editrici di carattere nazionale le nostre ricerche sull’autore per fare la dovuta chiarezza, ma alla fine abbiamo deciso di fare di testa nostra. Da qui è nata la casa editrice, la pubblicazione ad oggi di trenta volumi della Collana dedicata a Luigi Natoli, oltre la Collana de Gli Introvabili che raccoglie tutti quegli autori “dimenticati” o impossibili da trovare ma che il pubblico cerca e apprezza.

Raccontaci un aneddoto buffo legato al tuo lavoro di editore.

Ne avrei di tragici, di dispendiosi, di allucinanti, di incredibili, al momento non mi viene nulla di buffo… diciamo che è un argomento che abbiamo trattato con serietà e chiunque interagisce con noi con la stessa serietà e passione, partendo dagli stessi lettori con i quali riusciamo ad avere quasi un filo diretto. Natoli è in Sicilia un autore molto amato, e tutto quello che ruota attorno a lui è sempre velato da grande rispetto.

Per un piccolo editore siciliano non deve essere facile, diciamocelo, ma avete ottenuto buone recensioni, un grande affetto del pubblico dei lettori e continuate la vostra attività con grande piglio. Quali sono i segreti che vi hanno permesso di raggiungere tali obbiettivi. La cura dei dettagli, l’amore per il rischio, la fortuna? Suggeriscimi tu altre motivazioni.

E’ un immenso amore per la vera letteratura, per i libri e la gioia di poterli creare. E’ qualcosa di stupendo far rivivere grandi opere dimenticate, grandi autori famosi all’epoca ma poco conosciuti ai nostri tempi. E’ un lavoro bellissimo, anzi credo il più bello del mondo. Nella sua bellezza ci sono anche le pubblicazioni di autori viventi e contemporanei. La nostra casa editrice si occupa anche di altri generi e prediligiamo molto lavorare con scrittori esordienti che si affidano a noi, con romanzi di carattere noir, thriller, o anche pulp ultimamente.

Sei sicuramente un sensibile talent scout. Cosa deve scattare secondo te perché un autore esordiente diventi tra virgolette di successo?

Il mestiere di leggere è bellissimo. Quello di capire cosa si legge credo sia invece un dono. Anche se sono una persona molto modesta, su quest’ultima frase credo di poter dire la mia. Quando leggo un manoscritto di un autore esordiente, cerco sempre di vedere cosa vuole comunicare e soprattutto come scrive quello che vuole comunicare. Per me non è importante il genere letterario in se stesso, è solo fondamentale cosa si vuole dire. Quando riesco a trovare quello che cerco e coincide con quello che mi si vuole dire, allora scatta la voglia di comunicarlo a tutti e da qui una nuova pubblicazione.

Se un giovane che volesse diventare editore ti chiedesse consigli, tu cosa gli diresti?

In questo momento mi sentirei di dirgli di non occuparsi di editoria, perchè per quanto piacevole e bellissimo sia questo mondo, ha una serie di problemi pazzeschi e che si sommano tutti insieme. Esempio: editing, collaboratori, commercialisti, tasse, grafico, tipografia, e quindi… problemi di impaginazione, di grafica, di soldi, di tasse, di tutti i tipi non per ultimo fare un prodotto che ti ha quasi portato all’infarto e che poi, perdonate la volgarità, non se lo caca nessuno perchè il lettore ha altri gusti, altre aspettative, altre schiavitù mentali (Trovandolo il lettore, perchè in Italia si legge veramente poco). Comunque a chi vuole per forza fare l’editore, posso consigliare fin da adesso di armarsi di una pazienza sconfinata, di essere circondato da gente valida e competente, di avere idee innovative e soprattutto di avere i “piccioli”, perchè senza “piccioli” qua non si muove niente.

Cosa bolle in pentola alla I Buoni Cugini? Quali sono le novità maggiori per i prossimi mesi?

Continuiamo come sempre le nostre pubblicazioni sugli originali di Natoli, e quindi a breve avremo il restyling di uno dei suoi romanzi più famosi: “Il Vespro siciliano”. Vi faccio notare subito che l’opera di restauro parte dallo stesso titolo, infatti, nelle successive edizioni lo stesso è stato cambiato in “I Vespri siciliani”, e questo la dice ben lunga sulla tipologia del nostro lavoro.

Pubblicheremo anche qualche altro Introvabile che non posso dire per ovvi motivi, e pubblicheremo dei documenti rarissimi che vanno nella nostra collana RisorgimentaliA. Non per ultimo in questi giorni è uscito La cronologia dei Giustiziati di Palermo 1541-1819 di Antonino Cutrera, libro tra l’altro introvabile.

Abbiamo anche in lavorazione tre romanzi di scrittori esordienti: uno è un intellettual-pulp di Giambattista Leone molto innovativo. Un altro è un giallo radicato in una Palermo viva e popolana di Vincenzo Ieracitano che ci propone un personaggio unico nel suo genere e indimenticabile. Infine anche un grande e avincente romanzo storico di Gianluca Tantillo su un secolo buio palermitano.

Le domande dei lettori

Michele Di Marco

Perché secondo te un autore come Luigi Natoli non ha avuto il successo e la diffusione che meritava?

Caro Michele, è semplice il discorso: Natoli è stato travolto dal successo incontrollato dell’opera I Beati Paoli e del suo seguito Coriolano della Floresta. L’editore che pubblicò all’epoca Natoli basò tutta la sua vendita su queste due e altre poche opere, tralasciando il grosso della produzione, per motivi commerciali chiaramente. Lo studio della casa editrice è consistito nel proporre tutte queste opere nella versione originale, ovvero quella pubblicata dai giornali dell’epoca a puntate, dai manoscritti. Lo studio dell’autore però ci ha rivelato la sorpresa, che stiamo condividendo con tutti, di un fine narratore, storico, storiografo, drammaturgo, poeta, conferenziere, critico letterario e filosofico di alto spessore. Opere che pubblicheremo tutte.

Paola Corace

Io vorrei sapere quanto ancora devo aspettare per ritrovare il mio amico Bertolazzi…

Chiedilo a Carlo Frilli al quale ho mandato un dattiloscritto, e mi permetto di dire particolarmente riuscito dato che nell’indagine del duo poliziesco Falzone-Bertolazzi mi sono in corso d’opera dimenticato chi era l’assassino e quindi l’ho dovuto ricomporre. Per cui se mi sono riuscito a incartare io stesso, credo che il lettore nel dipanare questo giallo impazzirà di sicuro… E poi c’è da ridere, lo sapete che a me piace dare allegria e questo romanzo nuovo per quanto allegro e ridanciano sia nella prima parte, ha un finale piuttosto amaro perchè è la tematica è amara.

Michele Di Marco

Passando a Ivo letterato e scrittore (“scrittore” lo ripeto, perché sia chiaro che tale è), perché hai cominciato scrivendo storie di sbirri? E come mai hai scelto – parlo soprattutto delle avventure di Falzone e Bertolazzi (che potresti presentare a tutti, dato che io e i tuoi lettori ne siamo orfani) – un registro “leggero”, talvolta comico, pur raccontando anche storie di killer efferati?

Forse da grande volevo fare il commissario di polizia, volevo avere degli amici sinceri, allegri e leali come Bertolazzi e Di Pasquale. Forse volevo applicare nella vita concreta un senso di giustizia umana, osservatrice delle regole ma, appunto, umana nella sua applicazione.

Parlando invece dei protagonisti dei romanzi, diciamo subito che l’asse principale ruota sulle diversità caratteriali dei personaggi. Per quanto irruento, insofferente alle regole, confusionario e irritante possa essere il vice questore Pietro Bertolazzi, ha il suo contraltare nel commissario Mario Falzone, di contro riflessivo, caratterialmente triste, con un passato familiare complicato in tutte le sue sfaccettature. Si inserisce fra i due anche il medico legale Mario Di Pasquale, brillante professionista ma con ben altri problemi rispetto ai due, perchè ha una vita serena, complicata solo dalla sua passione per le donne. I tre così diversi però sono fortissimamente uniti da un senso comune di giustizia e da un’amicizia profonda che è uno degli assi portanti dei romanzi stessi.

Turi D’Anca

Vorrei chiedere ad Ivo, a parte Natoli che è un lavoro di recupero immenso ed affascinante, essere Editore quanto ti/vi da la possibilità/responsabilità di promuovere talenti sconosciuti? Chiaramente mi unisco al coro di quelli che attendono la nuova uscita di Falzone & Co…

Nelle centinaia di manoscritti che riceviamo, operiamo una forte selezione. Quando troviamo qualcuno che realmente è fuori dal “piattume” in cui stagna l’attuale letteratura, ci avventuriamo subito proprio perchè è qualcosa di nuovo quello che andremmo a proporre ai lettori. E’ una responsabilità, è anche un investimento economico, ma alla fine è sempre pura gioia, almeno per noi, anche se il libro magari non risulta gradito al pubblico.

Michele Di Marco

Riprendendo la risposta di poco fa in cui ricordavi il tuo Di Pasquale, avrei una curiosità, e magari è una stupidaggine, ma Giulietta voleva una domanda che non ti avevo mai fatto…
Perché tu e alcuni tuoi colleghi giallisti (i primi che mi vengono in mente sono Camilleri e Manzini, ma non sono certo i soli, ed è una caratteristica anche di tante serie tv) siete affascinati dai medici legali, che spesso diventano quasi dei co-protagonisti?

Senza scomodare i mostri sacri di Camilleri e Manzini, il primo per me considerato alla stregua di un padre della Letteratura, direi pure che neanche sono degno di nominarlo, ti rispondo con semplicità. L’evoluzione del crimine e delle indagini legate allo stesso, oramai camminano insieme, a braccetto. I sistemi di indagine di 30 o 40 anni fa non sono più quelli di adesso e non sarebbe credibile scrivere una storia criminale al giorno d’oggi senza la figura professionale del medico. Telefilm come C.S.I. hanno anche svezzato e smaliziato il lettore, e a questo bisogna dare una storia che sia anche tecnica. E poi convenitene: ora come ora, se uno scrive un giallo, non può più ammazzare liberamente qualcuno perchè altrimenti quei disonesti della scientifica ti vengono subito a prendere!

Michele Di Marco

Ora che abbiamo rotto il ghiaccio “per iscritto”, quando finalmente potremmo ammirarti in un’intervista in video, o addirittura in una presentazione live?
Considerando la pluriennale attesa dei tuoi fan che sarebbero disposti a viaggiare per un simile evento, potrebbe quasi essere una soluzione per rilanciare il turismo…

Caro Michele, devo riprendermi dallo shock di questa intervista, e siccome è un trauma mi occorre sicuramente del tempo… devo anche andare dal chirurgo plastico per rendermi presentabile, e avere i soldi per pagare un pubblico che faccia le domande a me gradite e che applauda a scena aperta… a te non do un centesimo, comunque…

Un ringraziamento doveroso alla signora Anna Squatrito, moglie di Ivo, che ha riportato le domande su FB in forma scritta.

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