Il castello invisibile di Mizuki Tsujimura (De Agostini, 2019) a cura di Elena Romanello

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9788851168216_9466307ee241383d5cb4fa147033dffcIn Italia c’è uno strano rapporto con la produzione letteraria giapponese: si conoscono benissimo vari voci classiche, a cominciare da Yukio Mishima, e voci contemporanee di maggiore successo, come Haruki Murakami e Banana Yoshimoto, ma si ignora la vastissima produzione di narrativa di genere di oggi, a cominciare da quella rivolta ai ragazzi, oltre che le light novels, un fenomeno davvero di grandi proporzioni nel Paese del Sol levante, rivolte agli adolescenti, il pubblico prevalente degli amatissimi anche da noi manga.
Per questo motivo non si può che essere felici per l’arrivo de Il castello invisibile di Mizuki Tsujimura, grandissimo successo in patria, un fantasy ma non solo, che può essere, si spera, il primo di molti libri per giovani e non solo dal Giappone.
Kokoro ha solo tredici anni e da diversi mesi si è chiusa in casa, dopo che alcuni episodi di  bullismo particolarmente odiosi l’hanno spinta a isolarsi dal mondo. Mentre i suoi genitori sono al lavoro Kokoro passa le sue giornate a giocare ai videogames e a guardare la televisione, è una hikikomori, non la sola in Giappone e non solo e i tentativi di spingerla a frequentare una scuola di sostegno o a confrontarsi con un docente falliscono.
Kokoro ha preferito scomparire, ma un giorno dallo specchio si sprigiona una luce improvvisa che la rapisce e la trasporta in un castello abitato da una bambina con il volto da lupo e sei altri ragazzi e ragazze che come lei sono alle prese con un periodo difficile della loro vita. Insieme, dovranno affrontare una serie di prove, entrando e uscendo dallo specchio e scoprendo di avere affinità impreviste. Ma tutto non è come sempre.
Il castello invisibile è un romanzo che incanta, con come fonti di ispirazione dei classici senza tempo come Alice nel paese delle meraviglie, Il mago di Oz e La storia infinita, capace di mescolare magia e incanto con drammi contemporanei non solo giapponesi come il bullismo e gli hikikomori. Un libro che porta in un mondo fantastico ma che non dimentica la realtà, che parla di crescita e dolore, di elaborazione del lutto e di amicizia, di saper recuperare se stessi e andare avanti, malgrado tutto.
Un libro senz’altro per i giovani e giovanissimi, ma non solo, che piacerà anche molto a chi, magari da anni, segue manga e anime, giustamente sulla copertina viene citato Hayao Miyazaki, e sarebbe bellissimo un film suo o del figlio tratto da questo libro, ma ci sono richiami anche ad altre opere, come La ragazza che saltava nel tempo, di Wolf Children e Mirai di Mamoru Hosoda e Your Name di Makoto Shintai.
Il castello invisibile presenta una nuova storia per un genere amato ma a tratti un po’ troppo ripiegato su se stesso come il fantasy, con nuove atmosfere, da un immaginario che del resto ha già conquistato più di una generazione.

Mizuki Tsujimura, nata e cresciuta a Fuefuki, sull’isola di Honshū, è un’autrice pluripremiata e divora libri fin dalla più tenera età. Grazie a Il castello invisibile ha vinto nel 2018 il Japanese Bookseller Award, ambito riconoscimento assegnato dall’associazione dei librai indipendenti.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

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