:: Una ragazza cattiva di Alberto Beruffi (Newton Compton 2018) a cura di Federica Belleri

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imagesPrimo romanzo per Alberto Beruffi, scrittore mantovano. Esordio di tutto rispetto con un thriller ambientato a Mantova. Una storia che va da settembre ad aprile, su due piani narrativi. Una trama legata al vissuto, alla cultura musicale e all’arte. Ma non solo.
L’ispettore Marco Pioggia si trova ad affrontare un’indagine complessa e completa che ricorda le ambientazioni cinematografiche de “Il nome della rosa” o “Harry Potter”.
Una serie di delitti mettono in serio dubbio la tranquilla cittadina di provincia, turbano, inquietano. L’ispettore cerca di far fronte come gli è possibile alla curiosità morbosa dei giornalisti e all’ansia assolutamente giustificata del Questore. Ad aiutarlo una criminologa italo-americana esperta di serial killer. Perché di questo si tratta. Qualcuno uccide, e lo fa seguendo un preciso copione. Perché?
Una ragazza cattiva ripercorre il filo dell’amore e del rancore, di chi è privilegiato e chi arriva dai sobborghi. La vicenda nasconde un orribile segreto legato a un collegio ormai chiuso negli anni ’80.
Il thriller di Alberto Beruffi è ben costruito e gioca con la mancanza di empatia, provocata dalla solitudine, dal desiderio di prevalere, ad ogni costo. I personaggi sono ben costruiti e mai banali. Tanti i protagonisti: Mantova, con le sue bellezze artistiche e la foschia che si appoggia ovunque come ovatta; il lago di Garda, visto come un luogo di riflessione e riposo; il tempo, che scorre ma non si arresta, medita, valuta e pianifica; l’oggi, con la nostalgia di ieri. In particolare dei mitici anni ’80, dove tutto andava bene, si godeva di molteplici possibilità e tutto poteva essere stravolto in un attimo.
Il romanzo è arricchito da omaggi a cantautori italiani e a gruppi stranieri che hanno dato un imput particolare a quegli anni e a questa storia davvero intrigante. L’autore non dimentica però l’immensità della musica e della cultura classica.
Una ragazza cattiva. Perché nulla è così prevedibile. Perché chi esagera paga. Perché le vie del “dio denaro” sono infinite, o quasi. Perché molte strade diverse possono ricondurre allo stesso percorso.
Leggetelo, vi piacerà.

Alberto Beruffi Esperto di informatica e appassionato di giochi di ruolo, è nato a Castel Goffredo, in provincia di Mantova. Gandalf, Hari Seldon e Sherlock Holmes gli hanno instillato, fin da ragazzo, la passione per la scrittura; Vasco Rossi e i Depeche Mode quella per la musica. Dopo diverse canzoni e alcuni racconti, pubblica con Newton Compton il suo primo romanzo.

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

 

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