:: Come scrivere una mail a un ufficio stampa

by

bny

Dopo aver parlato di Come ricevere libri dalle case editrici analizziamo più nello specifico come scrivere una mail a un ufficio stampa. Inizio col dire che non ci sono regole fisse, inflessibili, inderogabili, insomma non esiste una perfetta mail standard, sebbene esistano alcuni modelli base, alcune regole più che altro di buon senso, e la solita, indistruttibile educazione, che come tutte le regole del buon vivere civile, ci evita molti guai.

Innanzitutto ognuno ha il suo stile, pensate che noia se tutte le mail fossero uguali, fatte con lo stampino, per cui la creatività non è da sottovalutare. Dedicateci un po’ di tempo, non mandate mail senza cura, con refusi, grammaticalmente scorrette. Certo la fretta può fare brutti scherzi, ma queste mail sono un po’ il vostro biglietto da visita, per cui prestateci attenzione.

Tra le cose da evitare proprio sempre l’arroganza, l’aggressività, la volgarità. Insomma non è detto che diventerete i migliori amici di tutti gli addetti stampa in circolazione, ma anche con quelli con cui c’è meno feeling, si può sempre instaurare un rapporto civile, educato, di pacifica convivenza. Loro fanno il loro lavoro, voi blogger il vostro. Ognuno ha il suo ruolo, ognuno le sue competenze. Se chiedete un libro, un’ informazione su una data di uscita, la possibilità di intervistare un loro autore, fatelo con garbo, e se ricevete un no, non fatene una tragedia. Non iniziate una guerra di rappresaglia, perderete tempo voi e loro. Amen si va avanti, ci saranno altre occasioni.

Non siamo bambini, evitate mille mila mail, sullo stesso argomento se non vi rispondono (finireste nello spam). Evitate di lamentarvi che non vi è stato risposto, che non lo si è fatto velocissimamente, che il libro che tanto volevate non vi è arrivato (per colpa del perfido addetto stampa che vi boicotta). Se c’erano accordi potete certo segnalare che il libro non è arrivato, ma fatto questo finita lì. Amen, si va avanti.

Ricordarsi il nome della persona che contattate è una buona cosa, ehi tu “coso” vi assicuro fa un pessimo effetto.

Siate brevi, specifici, e esatti. Lunghissime mail non vengono lette, e se sono confuse, non sperate che l’addetto stampa si metta lì a cercare di capire cosa avrete mai voluto dire. Non ne ha il tempo. Siate gentili, ma fermi. Se l’addetto stampa lo conoscete, potete usare un tono più amichevole, se è un perfetto estraneo, un tono neutro e educato va più che bene.

Minacce, insulti, “non sa chi sono io”, vanno bene se siete delinquenti intenti nei loro traffici, non blogger alle prese con mail di “lavoro”. Toni lamentosi, imploranti, disperati, anche sono fuori luogo, evitateli, date retta a me.

Mi sembra tutto, le cose più importanti le ho dette. E voi come strutturate una mail diretta a un ufficio stampa? Quali sono le maggiori difficoltà? Premesso che nenache io sono infallibile cercherò di rispondere a tutte le vostre domande.

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7 Risposte to “:: Come scrivere una mail a un ufficio stampa”

  1. Martine Says:

    Grazie per il suo consiglio. Sono francese, in Francia, e leggo molto in italiano. E possibile chiedere libri en ufficia stampa nel loro formato e.pub? Buona giornata!

    • Giulia Says:

      Ciao Martine, se hai un blog e tratti letteratura italiana, perchè no? Certo puoi provare, anzi è una cosa un po’ diversa dal solito. Io per esempio ho fatto l’inverso, contattato alcuni editori francesi, letto in lingua e recensito in italiano. E’ una cosa che mi porta via tempo, ma mi piacerebbe rioccuparmene. Quale è il tuo blog?

    • Giulia Says:

      Come dicevo nel post non ci sono mail standard. Io nel tuo caso mi presenterei, parlerei in breve del blog e parlerei del progetto di leggere libri italiani per parlarne in francese ai lettori. Se l’idea gli piace, credo saranno poi loro a proporti libri da leggere. Prova!

  2. Sara Fabian Says:

    Hai scritto cose molto basilari, che se la gente veramente non mette in pratica queste cose non so cosa ne viene fuori quando si scrive ad una ce. O

  3. Giulia Says:

    Sì, credo che siano regole di buon senso piuttosto ovvie che comunque si imparano col tempo. Poi naturalmente nessuno è perfetto, hanno giorni no sia i blogger che gli addetti stampa. Ma non creare un clima conflittuale è una buona norma per lavorare in armonia.

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