:: Myosotis, Liliana Gravino (Augh! Edizioni, 2017) a cura di Elena Romanello

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Ormai nelle librerie e biblioteche sono tanti i romanzi che raccontano del rapporto tra gli esseri umani e i nostri compagni di vita pelosi, cani o gatti che siano, con qualche variante sugli altri animali, ma con sempre i cugini dei lupi e dei leoni come protagonisti privilegiati. Del resto è con i cani e i gatti che gli esseri umani hanno costruito i rapporti di affezione più profondi e duraturi, dall’alba delle civiltà.
Myosotis è una storia in parte autobiografica con cui l’autrice Liliana Gravino racconta dei suoi lunghi ma sempre troppo corti anni passati con i suoi due gatti: da sempre amante degli animali, l’autrice riesce a prendere un gatto solo da grande, quando si sposa, e da lì inizia una vicenda che commuove, diverte, appassiona, perché a Pallino, arrivato da casa della nonna, si aggiunge per caso Baby, che arriva piccolissima per fare poi il percorso più lungo di vita.
Una storia con cui l’autrice vuole raccontare per non dimenticare, con gli arrivi, la convivenza, le marachelle, le peripezie e poi l’addio a Pallino, tigrotto molto curioso, e Baby, trovatella nera molto timorosa, nell’arco di quasi vent’anni, tra esami da preparare, lavoro, maternità, figli che crescono, traslochi, malattie, gioie e dolori, ingiustizie, gratificazioni e cambiamenti.
Un libro per tutti i gattofili, con tanti aneddoti in cui ciascuno troverà qualcosa di suo, in un diario di sentimenti e di vita che in qualche modo è stato condiviso da chiunque ha vissuto e vive con uno o più felini in casa, presenze a tratti silenziose ma mai assenti. Ci si diverte, ci si indigna, ci si appassiona e si commuove, come con altri libri del genere, e non ci si annoia mai, per questo ai felinofili piace sempre aumentare la propria biblioteca in tema, con titoli anche di case editrici piccole e coraggiose come la AUGH! che ha reso possibile l’uscita di questa cronaca di vita felina.
Il titolo si riferisce a un tipo di fiori selvatici fragili e bellissimi, famosi anche come i nontiscordardime a cui l’autrice piace paragonare i suoi gatti mai dimenticati, Pallino e Baby, delicati e soffici anche se selvatici. Infatti, come sa chi ha avuto gatti in casa, non si possono scordare, né mentre ci sono né dopo che se ne vanno, rimangono nel cuore e negli occhi. Una storia individuale e universale, con due gatti come interlocutori, personaggi pelosi ma anche letterari a tutto tondo nel raccontare le loro vicende inseparabili da quelle dei loro umani.

Liliana Gravino è nata a Torino nel 1966 e vive a Druento. Biologa, non ha mai abbandonato l’amore per gli studi umanistici e per l’arte narrativa e figurativa. Myosotis è il suo primo romanzo.

Source: omaggio dell’autrice che ringraziamo.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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