:: Le otto montagne, Paolo Cognetti (Einaudi Supercoralli, 2016), a cura di Maria Anna Cingolo

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(…) questa storia è uscita così com’è, non ho riscritto quasi niente, non ho fatto prove ed errori, non ho buttato pagine su pagine, non mi sono mai sentito in crisi per non sapere dove andare, e a metà del lavoro ho addirittura abbandonato i miei amati quaderni perché non servivano più, potevo scrivere direttamente in bella. È una sensazione magnifica quando succede così. La scrittura esce dalle mani e non hai che da seguire la storia fino alla fine.
(paolocognetti.blogspot.it)

Nel novembre 2016 esce nella collana Supercoralli di Einaudi “Le otto montagne” di Paolo Cognetti, un libro destinato presto al successo, venduto in trenta paesi prima della pubblicazione, vincitore del Premio ITAS del Libro di montagna 2017 e oggi tra i candidati al premio Strega 2017. Molti lettori imparano a diffidare del caso letterario e dei libri tutto fumo e niente arrosto ma, rimanendo nella metafora, questa volta ogni pezzo (di pagina) è succulento.
Nel suo blog, Cognetti racconta l’episodio autobiografico che lo ha spinto a tradurre in parole i suoi ricordi, scrivendo una storia che è sempre stata viva dentro di lui e lo ha accompagnato in ogni passo. Protagonista è Pietro, figlio di due genitori amanti della montagna che si sono conosciuti e innamorati sotto le Tre cime di Lavaredo e che, sebbene in modo diverso, cercano di trasmettere la loro grande passione anche al figlio, portandolo ogni estate a Grana, in Val d’Aosta. Qui Pietro diventa amico di Bruno, un bambino che non ha mai messo piede in città e che, poco considerato dai genitori, sembra essere più che altro un figlio della montagna, un ragazzo selvatico.
Il libro attraversa un arco temporale che va dagli anni della fanciullezza di Pietro fino all’inizio della sua maturità, concentrandosi pochissimo sugli inverni passati a Milano e poi a Torino, preferendo le estati, quando la montagna diventa più accogliente. L’amicizia con Bruno e il complicato rapporto tra Pietro e suo padre sono il cuore di questo romanzo in cui i personaggi maschili, il loro modo di esprimere affetto e dolore, vengono messi sotto una lente di ingrandimento. Meno spazio è dedicato all’ universo femminile che, nonostante il ruolo secondario, appare però più forte e risoluto: il vento contrario non sposta le donne di questo libro, proprio come non muove le Alpi. Crescendo, Pietro cerca il suo posto nel mondo e lo trova sempre tra i monti ma questa volta quelli altissimi dell’Himalaya, in Nepal; nel frattempo, abituato al Grenon estivo, deve tornare a Grana e confrontarsi con l’inverno che dipinge tutto di bianco e dà sepoltura ai ricordi.
La prosa di Cognetti rifugge ridondanze, fronzoli e asianesimi, descrivendo la montagna con la purezza di chi l’ha vista e vissuta da sempre e che sa che la sua bellezza non ha bisogno di essere accresciuta perché la realtà, priva di sentimenti retorici, è più che sufficiente per raccontarla. Questo romanzo, ad onor del vero, è speciale. È uno di quei rarissimi libri che sono un dono. In queste pagine, della montagna Cognetti ci regala i panorami mozzafiato, l’aria pulita e il cielo terso, le arrampicate e i ghiacciai, i torrenti e le case di legno. Ci permette di conoscere l’anima della montagna che si traduce forse in un modo di accogliere la Vita, il bene che offre e il male che impone, con un’energia e una dignità estranee ai “topi di città”.

Certe notti mio padre non ne poteva più, si alzava dal letto, spalancava la finestra come se volesse insultare la città, intimarle il silenzio. 

Chiuso questo libro, vi alzerete anche voi di notte con il desiderio di scappare dalla città, cercando quella pace che vi manca e che “Le Otto montagne” era riuscito a darvi.

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978. Autore di documentari a carattere sociale, politico e documentario, ha esordito come scrittore nel 2004, pubblicando raccolte di racconti pluripremiate per Minimum Fax e Terre di mezzo editore.

Source: Libro in prestito in biblioteca.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: Le otto montagne, Paolo Cognetti (Einaudi Supercoralli, 2016), a cura di Maria Anna Cingolo”

  1. Bruna Athena Says:

    Ho letto in altre occasioni Paolo Cognetti e non mi ha mai lasciata indifferente. Avevo già segnato questo titolo, ma visto che concorre al Premio Strega, ho un motivo in più per leggerlo.

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