:: Il maestro delle ombre, Donato Carrisi, (Longanesi, 2016) a cura di Federica Belleri

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Piove senza sosta su Roma e il Tevere fa paura. Viene programmato un black out. La città non è mai stata al buio, lo intimava anche Leone X nella sua bolla papale. Perché questo ritorno alle origini, all’uomo privato di ogni comodità? Ventiquattro ore anomale, che spaventano. Perché l’ignoto può arrivare da ogni dove. La luce è sicura, consente di orientarsi e di prevedere il pericolo. Il buio no. Il buio nasconde, inganna, illude. Modifica dimensioni e sensazioni. Un pugno di ore per distruggere la capitale della storia e della cultura. Un pugno di ore per morire annegati o vittime di un’aggressione. Come se fosse “the day after”, come una moderna apocalisse, fra macerie, fuoco e atti vandalici. Nel buio ci sono ombre che si muovono, silenziose. Ombre pericolose e calcolatrici, portatrici di morte. Marcus deve trovarne una in particolare. Fa parte dell’Ordine dei Penitenzieri del Tribunale delle Anime. È nudo, ammanettato, in una stanza circolare che sembra ricavata nel tufo. Non ricorda come e perché si trova lì. Ha memoria solo del suo nome. La sua missione comincia proprio da quel luogo di prigionia, o forse no? Passa attraverso orribili omicidi e il mistero di un bambino scomparso nove anni prima. È costellata di segni premonitori e simboli strani, da riordinare e legare nella giusta sequenza. Tutto deve essere interpretato, in nome della verità. Il romanzo è animato da personaggi che sono antagonisti di se stessi. Nel peccato ad esempio, e nel desiderio di essere perdonati per poi peccare di nuovo. Nella solitudine, dove rifugiarsi per dare libero sfogo alle pulsioni del corpo. Nel lusso, lasciando da parte la missione apostolica. Nelle bugie, per coprire il male, nella dimensione più inaspettata. Anima e carne. Buoni e cattivi. Luce e buio. Come cambia la prospettiva delle cose dal giorno alla notte? Come si riduce l’essere umano quando non può essere identificato e può dare vita a una guerra personale? Quanto si lascia influenzare dagli eventi e dall’illusione di conoscere veramente se stesso? Nemmeno l’amore può aiutare, quando si ha un obiettivo preciso. Forse il male nascosto nell’ombra si lava con altro male. Forse i segreti più infamanti si possono utilizzare per il proprio tornaconto … Fin dove può arrivare la cattiveria? Quali sono le conseguenze quando si viene plagiati? Forse è meglio non ricordare, come nel caso di Marcus. Oppure ricordare è un’espiazione della colpa?
Donato Carrisi mantiene alta l’attenzione e la tensione per tutto il romanzo, portandoci in una Roma surreale e claustrofobica. La trama stimola le emozioni che ovviamente strindono fra di loro. Il Maestro delle ombre domina, in silenzio. Nessuno sa chi sia. Eppure …
Bentornato Marcus. Buona lettura.

Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive a Roma. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. È sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller internazionali Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio e La ragazza nella nebbia, tutti pubblicati da Longanesi.

Source: acquisto del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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