:: La famiglia Fang, di Kevin Wilson, (Fazi editore, 2016) a cura di Viviana Filippini

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«È solo una bambina», rispose Camille.
«È un’artista, proprio come noi; solo che non lo sa ancora».
«È una bambina, Caleb».
«È una Fang» rispose lui. «Questo viene prima di qualunque altra cosa».

Chi sono davvero i Fang? Una famiglia strampalata o degli abili performer che hanno fatto dell’arte la loro linfa vitale?  Lo racconta lo scrittore americano Kevin Wilson, in La famiglia Fang, edito da Fazi.  Caleb e Camilla, sono marito e moglie e si guadagnano da vivere facendo performance artistiche coinvolgendo i due figli Annie e Buster, da loro chiamati semplicemente A e B. I ragazzini, loro malgrado, diventano parte integrante di scenette, più o meno comiche o drammatiche, nelle quali vengono ribaltati in modo completo i cardini della normalità. Il tutto ha il fine di stupire e scuotere le persone comuni e la loro quotidianità. Per capire l’irriverenza e la volontà di mettere in crisi le regole da parte di Caleb e Camille, basta leggere il primo episodio (Delitto e Castigo 1985), per scoprire come un centro commerciale e un negozio di dolci colmo di colorate caramelle possano diventare per i Fang una forma d’arte irriverente. La narrazione è costruita con repentini salti temporali tra presente e passato, utili al lettore per ricostruire le esistenze di tutti e quattro i componenti di questa istrionica famiglia che vive di arte e per l’arte. Crescendo Annie comincia a capire che il mondo del cinema e fare l’attrice sono la sua vera aspirazione, mentre Buster, giornalista un po’ imbranato, si rende conto che scrivere e insegnare agli altri a farlo, è un’attività che gli dà soddisfazione. Proprio quando i due ragazzi sembrano avere compreso ciò che vogliono dalla e nella vita, i loro genitori spariscono. Per i figli, quel lasso di tempo troppo ampio del silenzio della madre e del padre è una tremenda preoccupazione, tanto che ad un certo punto A e B, credono che i genitori siano morti. Poi, però, esasperati dal modo in cui i mamma e papà li hanno cresciuti e “usati” per i loro teatrini artistici, i due fratelli cominciano a sospettare che, forse, Caleb e Camille hanno davvero inventato l’ennesima messa in scena. Con la Famiglia Fang, Wilson realizza un romanzo familiare e, allo stesso tempo, psicologico, dove si analizza il complicato rapporto tra genitori e figli. La cosa interessante che si riscontra durante la lettura del libro di Wilson è che Annie (A) e Buster (B) quando diventano adulti decidono di seguire quello che più preferiscono per avere una vita stabile e con quelle certezze esistenziali che non hanno mai avuto. I loro genitori interpretano tale gesto come una sorta di affronto e di rifiuto della loro esistenza incentrata sull’arte e sulle performance. Per tale ragione decidono di compiere un gesto dimostrativo nei confronti dei figli. Caleb e Camille, da questo punto di vista dimostrano un’immaturità egoistica nei confronti di Annie e Buster, perché non accettano che i figli vogliano vivere in modo diverso da come hanno sempre fatto. Kevin Wilson ne La Famiglia Fang, non si limita ad indagare le vite dei quattro personaggi o i conflitti generazionali, l’autore americano analizza quanto a volte il confine tra vita vera e arte sia labile a tal punto da impedire a chi vive tra arte e realtà (Caleb e Camille) di  individuare la linea di demarcazione che separa nettamente la dimensione famigliare da quella artistica. Traduzione Silvia Castoldi.

Kevin Wilson è nato e cresciuto nel Tennesse. Ha esordito nel 2009 con la raccolta di racconti Tunneling to the Center of the Earth, tra i migliori dieci libri dell’anno, mentre l’uscita del suo primo romanzo, La famiglia Fang, è stata accolta come un evento letterario da tutta la critica americana. Nicole Kidman ne ha opzionato i diritti cinematografici.

Source: libro inviato al recensore dall’ editore, ringraziamo l’ Ufficio stampa Fazi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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