:: Il testamento del conte Inverardi, Luigi Valloncini Landi (Salani, 2016) a cura di Micol Borzatta

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Luigi Valloncini Landi, figlio di Monia e Mario, rispettivamente la cuoca e il maggiordomo di casa Mandolossa di proprietà dei conti Inverardi, è cresciuto dentro quella casa mentre i genitori erano a servizio, come a loro volta i loro genitori.
Arrivato all’età scolare viene spronato dal conte, che si accollò tutte le spese, a proseguire gli studi fino a laurearsi. Cosa che fece, diventò medico e passò tutta la sua vita a Settepassi come dottore dei conti e del paese.
Grazie alla sua posizione prima di figlio dei domestici e dopo di medico, Valloncini ha potuto raccogliere ricordi diretti e indiretti della dinastia Inverardi della Pieve. Ricordi che decise di raccontare, partendo dal nonno del conte Gilberto fino ad arrivare a raccontare del figliastro, della vedova e dei nipoti del conte.
Una storia lunga quattro generazioni fatta di dolori, sofferenze, perdite, scelte difficili spinte dalla regola in uso noblesse oblige e altre motivate solo dalla cattiveria, dall’egoismo e dall’ingordigia, ma alcune, anche se poche, anche dall’amore.
Quando alla morte del conte Gilberto, grazie al suo testamento, sembrerebbe che le situazioni si potessero sistemare, ecco che la cupidigia risorge e nuovi complotti nascono sottobanco.
Pur trattandosi di una biografia inerente a una casata nobiliare, il romanzo non appare noioso come si potrebbe temere a un primo impatto, ma anzi risulta essere molto coinvolgente e appassionante, sia per il fatto che è raccontata da un diretto interessato, essendo l’autore un discendente dei domestici e cresciuto a contatto con la famiglia in questione, ma anche perché lo stile narrativo è molto scorrevole e porta il lettore a vivere in prima persona le vicende dei vari personaggi, prendendoli talmente a cuore che a volte vorrebbe intervenire per svelare quei segreti che chi li conosce tiene ermeticamente nascosti e chi non li conosce li cerca come se fossero ossigeno.
Le descrizioni degli ambienti e dei periodi storici sono fatte fin nei minimi particolari, così che anche il lettore più all’oscuro riesce ad ambientarsi e muoversi tra le pagine e gli avvenimenti come se fosse stato presente senza nessuna fatica, così da potersi concentrare sui drammi familiari e sulle varie personalità dei personaggi, che vengono descritti tramite i loro pensieri, i loro sentimenti e le loro azioni, molto più che fisicamente, proprio perché l’autore vuole dare molta più importanze al lato spirituale della famiglia piuttosto che ai tratti fisici e materiali in sé.
Un romanzo nato, come dice l’autore, “per descrivere un mondo che conosco bene ma non mi appartiene e per lasciare un segno di me.”

Luigi Valloncini Landi nasce a Settepassi nel 1929.
Nel 1954 si laure in Medicina e Chirurgia e per cinquant’anno fa il medico condotto.
Nel 2004, dopo essere andato in pensione, si dedica alla scrittura raccogliendo tutti i suoi ricordi di una vita.

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Matteo dell’ Ufficio Stampa Salani.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: Il testamento del conte Inverardi, Luigi Valloncini Landi (Salani, 2016) a cura di Micol Borzatta”

  1. Micol Borzatta Says:

    L’ha ribloggato su Quattro chiacchiere in compagniae ha commentato:
    Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

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