:: Il matrimonio degli opposti, Alice Hoffman (Neri Pozza, 2016) a cura di Elena Romanello

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In questi anni le librerie si sono riempite di romanzi su pittori e pittrici, sulla loro vita artistica e personale, sui loro amori, sulle loro tragedie e gioie. Finora però non avevano trovato spazio le vite dei genitori di questi geni dell’arte, spesso rimasti nel dimenticatoio rispetto ad amanti, coniugi, figli, modelli e modelle che da anni imperversano in storie di tutti i generi.
Il matrimonio degli opposti, ultima fatica di Alice Hoffman, racconta la storia della madre di Pissarro, uno dei padri dell’Impressionismo, una vita basata su fatti e ricerche reali ma romanzata e romanzesca, tra le colonie delle Antille e Parigi.
Rachel, figlia volitiva e amante della cultura di una famiglia ebraica, cresce nell’Isola di St Thomas, possedimento del re di Danimarca che ha garantito diritti religiosi e civili altrove negati agli ebrei e non solo. La rovina economica del padre la costringono appena adolescente a sposare un vedovo di trent’anni più vecchio di lei, membro eminente della comunità giudaica, con cui non ha una vita granché felice, e che poi muore comunque dopo non molti anni di matrimonio. Rachel conosce poi il giovane nipote del marito, Frédéric Pizzarro, con cui nasce una grande passione, che verrà coronata dalla nascita di Camille, che diventerà famoso con il cognome appunto di Pissarro.
Alice Hoffman ricostruisce l’atmosfera dell’inizio dell’Ottocento, con perizia e raccontando la storia tra vari punti di vista, in prima persona per Rachel e in terza per gli altri personaggi, tra Parigi e le Antille, in atmosfere che all’epoca erano viste come un vero e proprio paradiso perduto spesso celebrate in letteratura fin da allora. Alla vita di Camille Pissarro viene dedicato relativamente poco spazio, solo verso la fine con Rachel ormai anziana, ma quello che è interessante è sentir rivivere un mondo lontano, raccontato senza concessioni al melodramma e al romanzetto sentimentale, anche se non mancano peripezie, intrighi, passioni, drammi, separazioni, incontri e tanto altro.
Un libro meno artistico di altri dedicati ai pittori, ma senza dubbio non privo di interesse per gli amanti del romanzo storico, visto in una prospettiva al femminile, perché di donne si parla, da Rachel a Jestine, un’amica quasi come una sorella, creola e figlia della cuoca di colore di famiglia. Per rivivere un’epoca, che emerge dalle pagine del libro con suoni, profumi, spezie, vento, odore di mare, colori, che comunque influenzò l’arte di Pissarro, non uno degli impressionisti più famosi qui in Italia, dove sono più noti Monet e Renoir, ma senz’altro da riscoprire.

Alice Hoffman è nata a New York nel 1952. È autrice di numerosi romanzi di successo, tra i quali The Museum of Extraordinary Things e The Dovekeepers, entrambi New York Times bestseller. Vive nei pressi di Boston.

Source: libro letto al Gruppo di lettura Neri Pozza di Torino.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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