:: Un’ intervista con Jo Rebel, a cura di Elena Romanello

indexJo Rebel è una giornalista specializzata nel settore automotive, ma anche un’appassionata lettrice, con come libro di culto Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen di cui adora il personaggio di Darcy. Torinese, gattofila in particolare per la sua micia Mya, amante dei viaggi e della musica, Jo Rebel ha pubblicato presso Golem edizioni il suo primo romanzo, l’urban fantasy Craving, storia di due vampiri eternamente giovani, Gregorio e Victoria, che si trovano, nella loro ricerca eterna di nutrimento ma anche d’amore, nel capoluogo piemontese. Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle qualcosa in più sul suo libro e non solo.

Come nasce il tuo interesse per i vampiri?

Quando ero ragazzina ho visto il film Per favore non mordermi sul collo di Roman Polanski, l’ho trovato geniale e ho cominciato a interessarmi alla figura del vampiro. Ho letto molto, dai classici alla letteratura contemporanea, e sono rimasta colpita da come la figura dei bevitori di sangue si sia evoluta e trasformata nel tempo. Il concetto di vampirismo esiste da millenni, già nelle antiche culture greche e romane alcune figure demoniache, per le loro peculiarità, potevano essere considerate come i precursori del moderno vampiro, anche se le leggende sulle creature soprannaturali che si nutrono di sangue, così come le conosciamo oggi, sono nate in tempi ben più recenti per lo più nell’Europa dell’est. Oggi alcuni addirittura splendono come diamanti, ma questa è un’altra storia.

Chi sono i tuoi maestri, del settore fantastico e non?

Come dicevo ho letto molto, dal racconto breve di Polidori a Bram Stoker e Van Helsing, ma l’amore vero e proprio per la letteratura dark fantasy con protagonisti i vampiri è nato grazie a Anne Rice e alle sue Cronache, soprattutto i primi libri. Lei per me resta la vera regina della scrittura di genere. In epoca più recente ho apprezzato parecchio Scott Westerfeld e Cassandra Clare. Ammetto di leggere poco che non sia fantasy, ma esulando dal genere mi piacciono molto gli scrittori sudamericani, Allende e Coelho soprattutto. Trovo 11 minuti un libro pregno di significati. Altre opere che sono state fondamentali nella mia crescita come lettrice sono stati Mattatoio n°5 di Vonnegut, Sulla Strada di Kerouac e Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, che rileggo almeno una volta l’anno.

Che rapporto hai con Torino, città in cui ambienti la tua storia?

Amo Torino, è una città ricca di storia e di mistero. A metà del Cinquecento Nostradamus passò del tempo a Torino, dove fecero la loro comparsa anche Cagliostro, il Conte di Saint-Germain, Paracelso e Fulcanelli, tutti personaggi di grande rilievo nell’ambito dell’occulto. Gli esperti di esoterismo dicono che Torino sia parte di due triangoli magici, quello bianco (insieme a Praga e Lione) e quello nero (con Londra e San Francisco) vivendo perciò una lotta perenne tra la luce e le tenebre. Possiede una splendida collina da cui è possibile ammirare la metropoli e le montagne non distanti, è attraversata dal grande fiume Po, e porta con sé un fascino storico e barocco a cui è difficile resistere. È stata definita da Le Corbusier come la città con la più bella posizione naturale del mondo e Jean-Jacques Rousseau descrisse il panorama dalla vetta collinare di Superga come il più bello spettacolo che possa colpire l’occhio umano. Come non amarla? 😀

Cosa pensi della situazione attuale in Italia per quello che riguarda la letteratura di genere fantastico?

Non è una domanda facile a cui dare risposta. Credo che per quanto riguarda il numero di potenziali lettori di genere fantastico siamo messi bene, ma manca un po’ la cultura. Per tanto, troppo tempo i lettori italiani sono stati poco recettivi verso questo tipo di letture, spesso non per colpa loro, ma a causa della visione comune circa il genere, qui da noi sovente inteso come fantasia fatta galoppare senza una meta. Così non è. Faccio alcuni esempi di opere straniere che hanno avuto (giustamente) grande successo: La storia infinita di Michael Ende è un romanzo di formazione, la storia di un’indimenticabile avventura, uno dei più grandi libri dell’epoca moderna; la saga di Harry Potter, che ho rivalutato di recente dopo averla stupidamente snobbata per troppo tempo (amo ammettere i miei errori) è una lettura sagace, ricca di contenuti e metafore, adatta sia ai bambini che agli adulti e scritta da una penna sapiente e colta come quella della Rowling; e poi Stardust di Gaiman dove tutto comincia in una fredda sera di ottobre quando una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristan promette a Victoria, per conquistarla, di andarla a prendere, iniziando una incredibile e coinvolgente avventura. La lista è lunga, passa da Tolkien a Orwell, da Brooks alla Rice, senza dimenticare anche i successi di massa (che forse però con il fatto che si tratti di fantasy contemporaneo c’entrano poco) come Twilight.
Abbiamo tanti ottimi scrittori made in Italy che scrivono libri fantasy (e vari sotto generi) ma che fanno fatica a emergere, forse anche un po’ per colpa delle grandi case editrici che hanno sempre considerato il fantastico come un genere di nicchia (per non dire di serie B) buono per far soldi con la traduzione di autori stranieri già affermati. Questo spiace. Ciò che mi auguro, in quanto amante da sempre del genere fantasy (soprattutto contemporaneo), è che in Italia, così come avvenuto in altri Paesi, si possano aprire nuovi orizzonti verso la letteratura di genere fantastico, che è anche una lettura per adolescenti, ma non solo. Anzi, spesso può contribuire ad aprire la mente di chi la maggiore età l’ha superata da un pezzo, portandolo oltre la realtà quotidiana e, con l’aiuto della fantasia, aiutandolo almeno in parte a superarla.

Prossimi progetti?

Sto scrivendo il sequel di “Craving”, il mio primo romanzo urban fantasy (2015, Golem Edizioni), che è stato l’inizio di una trilogia. Per adesso mi concentro esclusivamente su questo progetto e sulla promozione della storia dei due protagonisti, i fratelli immortali Victoria e Gregorio 🙂

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