:: Il silenzio del lottatore, Rossella Milone (minimum fax, 2015), a cura di Federica Guglietta

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Penso che una delle cose più difficili al mondo sia parlare d’amore e affini senza cadere nel patetismo. Per questo motivo, non leggo mai storie, racconti, favolette che abbiano come centro assoluto quest’argomento, di solito preferisco starne lontana. Non perché sia la persona meno immaginaria che potreste incontrare, tutt’altro. Adoro le raccolte di racconti, ma ho bisogno di realismo. Paradossalmente, preferisco un libro che faccia male per quanto è forte, vero e crudo a tanti altri. Un pugno allo stomaco ben assestato che ti fa pensare che, in effetti, la vita è proprio così.
Ho preso Il silenzio del lottatore a scatola chiusa. Di sera, in una libreria adiacente al cinema, poco più di mese fa. Ci ho messo un po’ ad iniziarlo, ho impiegato pochissimo a finirlo. Dal primo momento, la Milone ha scardinato tutte le mie convinzioni e le mie reticenze. Non storie d’amore, ma storie sull’amore. In tutte le sue forme, a trecentosessanta gradi.
Quell’amore sconosciuto che fa crescere, che consola, che rassicura, che abbandona, che ferisce, che uccide. Quell’amore malcelato, taciuto, gridato, sbattuto, sensuale, represso, abitudinario, sorprendente, malinconico, desiderato, passato e futuro, allontanato, pregato, pianto. Quell’amore che graffia, scalpita e strepita, quell’amore che a volte non è più amore, quell’amore che ancora non lo è del tutto.
In questa raccolta di racconti nulla è lasciato al caso: con una precisione quasi chirurgica, l’autrice penetra nella vita delle protagoniste, mettendo in luce le loro fragilità e le loro contraddizioni. La narrazione è lenta, le descrizioni vivide e accurate. Ogni personaggio ha un qualcosa che lo caratterizza, che riesce a descriverlo senza che ci sia bisogno di aprire bocca. Una peculiarità che è la sua, ma che può essere estesa come categoria generale. Eppure, in quel momento, quelle persone, quelle donne, quelle amanti rappresentano un unicum difficilmente replicabile, allo scopo di far capire e comprendere a fondo a noi che leggiamo quanto l’amore ci sconvolga nel nostro intimo. E ci riesce. Sempre con quel pugno ben assestato, ma ci riesce.
Pagina dopo pagina, si riesce ad entrare nella storia per osservarla più da vicino, avvertendo le sensazioni delle preadolescente che scopre amore e attrazione grazie ai ricordi un po’ sbiaditi di un’anziana signora; della ragazza che, per sentirsi desiderata, finirà per allontanarsi dalla sua più cara amica in un misto di invidia, frustrazione, paura e dolore; di chi si illude di aver trovato l’uomo della propria vita; di chi cerca di raccogliere i cocci dopo l’ennesima delusione sentimentale… e ancora di chi, superata una certa età, deve trovare la forza di lasciarsi alle spalle i propri sbagli e l’orgoglio per tentare di salvare il proprio matrimonio in situazioni che possono sembrare irreali.
In silenzio. Perché è questo il modo migliore di lottare e farsi male, di continuare ad amore e trovare, così, la forza per ricominciare.

Rossella Milone, classe 1979, è nata a Napoli e vive a Roma. Ha pubblicato diverse raccolte di racconti: “Prendetevi cura della bambine” (Avagliano, 2007), con cui ha ricevuto una menzione al Premio Calvino, e “La memoria dei vivi” (Einaudi, 2008). Esce per Laterza il suo “Nella pancia, sulla schiena, tra le mani” (2011) e per Einaudi “Poche parole, moltissime cose” (2013). Scrive per diverse testate giornalistiche ed è coordinatrice di “Cattedrale”, osservatorio sul racconto. Il suo sito è rossellamilone.it

Source: acquisto personale.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Info: disponibilità immediata solo un pezzo.

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Una Risposta to “:: Il silenzio del lottatore, Rossella Milone (minimum fax, 2015), a cura di Federica Guglietta”

  1. federicaghiasophia Says:

    L’ha ribloggato su Lo scatolone di Aghia Sophia – recensioni e bla bla bla – e ha commentato:
    Su Liberi di scrivere potete leggere la mia recensione de “Il silenzio del lottatore”, ultimo libro di Rossella Milone (minimum fax, 2015).
    “In questa raccolta di racconti nulla è lasciato al caso: con una precisione quasi chirurgica, l’autrice penetra nella vita delle protagoniste, mettendo in luce le loro fragilità e le loro contraddizioni. La narrazione è lenta, le descrizioni vivide e accurate. Ogni personaggio ha un qualcosa che lo caratterizza, che riesce a descriverlo senza che ci sia bisogno di aprire bocca. Una peculiarità che è la sua, ma che può essere estesa come categoria generale. Eppure, in quel momento, quelle persone, quelle donne, quelle amanti rappresentano un unicum difficilmente replicabile, allo scopo di far capire e comprendere a fondo a noi che leggiamo quanto l’amore ci sconvolga nel nostro intimo. E ci riesce. Sempre con quel pugno ben assestato, ma ci riesce.”
    Buona lettura!
    ‪#‎leggereminimum

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