:: La bastarda degli Sforza, Carla M. Russo (Piemme, 2015) a cura di Elena Romanello

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Carla Maria Russo torna con un nuovo romanzo storico, ambientato nella seconda metà del Quattrocento, basato su un personaggio realmente esistito, Caterina, figlia illegittima di Galeazzo Maria Sforza, diventata suo malgrado un simbolo di resistenza e ribellione, quando i fatti della vita la portano al centro di giochi di potere tra Papato e Ludovico il Moro, signorotto meneghino dalla fama non proprio cristallina.
L’autrice sceglie di raccontare la storia dalle parole stesse di Caterina, bambina ribelle, con la passione per i giochi cosiddetti della guerra, costretta ad un matrimonio infantile (piaga che per secoli ha imperversato anche alle nostre latitudini), poi pronta da adulta a lottare contro il potere temporale dei Papa Borgia e non solo, anche per difendere un marito che le è stato imposto e che non è in grado di prendere decisioni. E ci sarà un seguito, perché la sua storia non finisce qui.
Il personaggio di Caterina, tra realtà e leggenda, colpisce, donna in un mondo di uomini, senza romanzesco eccessivo e iperboli romantiche che per fortuna il romanzo storico si è lasciato alle spalle da un pezzo, ma raccontando una pagina di Storia italiana lontana ma che per secoli ha poi influenzato la vita e l’arte nella nostra penisola, nei due centri di Milano, luogo strategico prima delle montagne, e Roma, simbolo della cristianità e non solo .
Milano e Roma, i principati cosiddetti minori, gli intrighi di corte, le battaglie: c’è tutto in un libro che si rivolge a chi ama il genere, visto anche da un punto di vista al femminile, di donne che sono state importanti pur partendo da una condizione di sottomissione. Una storia comunque non melodrammatica, non stucchevole, non melensa, ma realistica, per cui l’autrice si è documentata e che restituisce con passione e senza noia.
Un modo anche per riscoprre un tempo che spesso a scuola viene sacrificato in poche righe e poco amato da chi deve studiarlo a tutti i costi e che al massimo è noto da qualche studioso, ma che in queste pagine rivive con vivacità, tanto da far venire davvero voglia di approfondire.
Qualcosa si ricorda del destino di Caterina Sforza, ma sarà interessante leggere le sue prossime avventure, che si spera non tarderanno, lotta di una donna per se stessa e la sua famiglia contro poteri che ieri come oggi, in altre zone magari, sono implacabili e crudeli.

Carla Maria Russo vive e lavora a Milano. Per Piemme ha pubblicato La sposa normanna, Il Cavaliere del Giglio, L’amante del Doge, Lola nascerà a diciott’anni e La regina irriverente.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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