:: Correzione di bozze in Alta Provenza, Julio Cortázar (edizioni SUR, 2015) a cura di Federica Guglietta

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Ho provato ad iniziare questa recensione in modo totalmente diverso, ma non c’è stato verso. Quindi non ci rinuncio, cancello e riscrivo, proprio come nel bel mezzo di una rilettura editoriale semi seria.

Quello che voglio dire, proprio qui, proprio ora, senza altrettanti giri di parole è: Correzione di bozze in Alta Provenza è un piccolo capolavoro. Sicuramente più di quel Libro de Manuel di cui nasce a corredo come scritto di revisione editoriale.

Ce lo dice lo stesso Cortázar nelle primissime pagine, ce lo ripete Giulia Zavagna, traduttrice di questo inedito uscito nel marzo di quest’anno per edizioni SUR, e ce lo ripete Juan Villoro, che ne cura diffusamente la prefazione, definendolo “Una breve opera maestra”.

Correzione di bozze in Alta Provenza è un libricino di neanche sessanta pagine che ti prende e ti trascina con Cortázar nel suo furgoncino Volkswagen rosso, scarrozzando per i paesaggi provenzali, accompagnato da provviste in scatola, vino, la sua fedelissima macchina da scrivere, la radio che offre sottofondi musicali a volte accettabili e a volte no e le breaking news sulla situazione argentina.

Il Libro de Manuel, mai pubblicato in edizione italiana, è il suo scritto più politico. Parla di attualità, quel filo sottile di avvenimenti soggetto al mutare del tempo e della situazione politica. Per questo ha bisogno di una rilettura aperta a qualsiasi cambiamento e concentrata. Una rilettura che poteva trovare il suo habitat solo in viaggio e per niente in un luogo fisso, stanziale.

Così il nostro autore decide di partire a bordo di quel furgoncino così sessantottino, con l’adesivo di una lettera dell’alfabeto applicato sul retro. Quella “F” sta per Francia, il Paese che lo ospiterà fino alla fine dei suoi giorni. Quella stessa “F” che per lui diventerà simbolicamente “Fafner”, proprio come il drago wagneriano sconfitto da Sigfrido.

Questo è il suo intensissimo diario di bordo in cui annota sì correzioni di refusi, accenti vari ed eventuali, strafalcioni e cancellature da editare, ma che ben presto – e il nostro autore lo sa proprio perché sono quelli gli anni in cui, ormai, è conosciuto e letto da tanti, da tutti, in cui non è più un autore di nicchia e ne sente il peso tutto sulle spalle – gli darà più soddisfazione del libro per cui è stato scritto a corredo.

Come abbiamo già detto, si tratta di un testo inedito del 1972, vergato come bisogno esistenziale, un confronto dell’autore faccia a faccia con la sua opera, passaggio che vuole necessariamente un cambiamento di prospettiva, un diventare un altro da sé per poter poi leggere, rileggere e modificare in modo critico una delle sue opere più ostiche proprio perché attuale.

Tutti noi interessati in maniera più o meno ampia e diversa alle vicende editoriali degli scrittori ci chiediamo come dovesse essere vivere da autore impegnato, totalmente figlio della sua epoca, ma che, nel frattempo, cerca di immergersi nel suo scritto per poi scapparne via il più lontano possibile.

Ecco, in queste poche pagine capirete proprio come ci si dovesse sentire a vivere una situazione di scontro, di odio e amore – azzarderei -, di lavoro di revisione sofferto, ma necessario. Vi troverete, inoltre, immersi in un’atmosfera quasi bohèmienne degna di un novello Robinson Crusoe che scappa da se stesso.

Julio Cortázar, nato a Bruxelles nel 1914, figlio di un funzionario dell’ambasciata argentina in Belgio. Autore di Rayela, Bestiario e Storie di cronopios e di famas. È considerato fra i maggiori autori di lingua spagnola del XX secolo. Morì di leucemia nel 1984 a Parigi, dove è sepolto. Oltre a Correzione di bozze in Alta Provenza, edizioni SUR ha pubblicato Un certo Lucas e i primi due volumi del suo epistolario: Carta carbone e Chi scrive i nostri libri.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Marco dell’ufficio stampa edizioni SUR.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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2 Risposte to “:: Correzione di bozze in Alta Provenza, Julio Cortázar (edizioni SUR, 2015) a cura di Federica Guglietta”

  1. :: Non sapevamo giocare a niente, Emma Reyes (edizioni SUR, 2015) a cura di Federica Guglietta | Liberi di scrivere Says:

    […] parte delle volte ormai, è l’editoria indipendente a regalarci dei piccoli capolavori. Dopo Correzione di bozze in Alta Provenza e Carne Viva, torno a parlarvi di un autentico arcobaleno di colori proveniente dalla letteratura […]

  2. federicaghiasophia Says:

    L’ha ribloggato su Lo scatolone di Aghia Sophia – recensioni e bla bla bla – .

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