:: Il tuo corpo adesso è un’isola, Paola Predicatori (Rizzoli, 2015), a cura di Valeria Gatti

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“Chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli”

Arthur Schopenhauer

Si può dire che la libertà sia il motore del mondo. Oggi come non mai, purtroppo, assistiamo increduli a fatti crudi e crudeli, che obbligano uomini a fuggire dal proprio paese nel quale, la libertà, appunto, è solo un effimero sogno. Tanto si è scritto, molto si è detto, tutto si è venduto per ottenere la tanto ambita possibilità di vivere senza vincoli una vita nuova e dignitosa. Politica e società si dividono e si accusano reciprocamente per difendersi, da anni, da secoli, da sempre.
Eppure, sembra che manchi qualcosa all’appello per far sì che ognuno di noi si possa sentire davvero libero. Esistono legami che non si possono spezzare, che sono forti e presenti anche quando sembrano dimenticati, gli stessi che ci rendono le persone che siamo.

“ […] gli ultimi giorni non riesce nemmeno a dormire. Di notte si tira su e resta in ascolto: della città fuori; dei rumori che giungono da ogni punto dell’edificio e da cui cerca di indovinare l’origine; del cielo e del vento; e si accorge di una solitudine nuova, pacificata, che lo fa sentire più forte […]”

Questo accade ad Ascanio, il protagonista dell’ultimo romanzo di Paola Predicatori edito da Rizzoli, intitolato “Il tuo corpo adesso è un’isola”.
Si tratta della storia di un adolescente, Ascanio, dal nome così importante e principesco. È un ragazzo schivo e solitario, che si affianca a compagni di scuola allegri per combattere un vuoto e una solitudine che fa fatica a comprendere. Il suo compagno di avventure è Siro, che nella sua saggezza da ragazzo di strada, lo introduce al concetto di libertà.

“ […] sai perché quello è così? Perché è come gli animali dello zoo: quando guarda fuori la prima cosa che vede è sempre la gabbia e allora si incazza […] a volte sono stato molto solo, ma sono sempre stato libero […]”

I genitori di Ascanio sono separati e, come molto spesso accade, uno dei due trova il modo di rifarsi una vita, perché anche questo è sinonimo di libertà e la vita deve continuare, nonostante tutto.
E poi c’è Jacopo, il fratello di Ascanio, il quale, a causa dei suoi innumerevoli problemi fisici che l’hanno accompagnato dalla nascita, ha vissuto una vita breve e sofferta, dalla quale si è liberato troppo presto per diventare un angelo.

“ […] ogni volta deve sforzarsi per ricordare i lunghi periodi trascorsi dal fratello in ospedale, l’unica cosa che rammenta è un tempo indefinito di assenza […]”

E proprio Jacopo, questa figura dolce e delicata, aleggia tra le pagine del romanzo. E’ come un soffio, leggero e calmo, ma talmente profondo e unico che non si spegne mai. Anche quando non è di lui che si sta occupando la scrittrice è il suo ricordo a dettare le parole.

“ Jacopo in quei momenti stava sempre fermo e attento: doveva costargli uno sforzo enorme mantenere tutti i sensi concentrati su di lui […] e invece era lui che si perdeva in quello sguardo […]”

Ascanio crede di aver dimenticato il legame con il suo sfortunato fratellino ma, quando Adele, la nuova compagna di classe, quella “diversa”, entra nella sua vita, viene rimbalzato nel passato e non può far a meno di abbandonarsi al mare di tenerezza e senso di protezione che lei risveglia in lui. Ma questo non è tutto, anzi, questo incontro è proprio l’inizio di tutto. Della paura, della solitudine, del voler perdere ogni contatto con quella realtà che sente troppo stretta, della necessità impellente di fuggire senza meta, lontano dalle sue prigioni, per isolarsi dal passato e dal presente.

Adele se ne va, l’hai saputo?

Un romanzo toccante e delicato che ha la capacità di accompagnare il lettore in un viaggio all’interno di legami famigliari complessi e all’apparenza indomabili. Un commuovente e ben riuscito mix di sentimenti, emozioni, lacrime e sorrisi abbinato a una scrittura calda e precisa che sa accarezzare il dolore, capace di esplorare il delicato emisfero della diversità, della sofferenza, della malattia, capace di tradurre in parole cariche di significato l’emozione del distacco.

Paola Predicatori è nata nelle Marche e vive a Milano. Lavora nel mondo dell’editoria. “Il mio inverno a Zerolandia”, suo romanzo d’esordio, è stato tradotto in otto lingue e pubblicato in decine di Paesi.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Giulia dell’ufficio stampa RCS Libri.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: Il tuo corpo adesso è un’isola, Paola Predicatori (Rizzoli, 2015), a cura di Valeria Gatti”

  1. Il libro giusto: Il tuo corpo adesso è un'isola Says:

    […] » Leggi tutto su Liberi di scrivere […]

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