:: L’isola di Arturo, Elsa Morante (Einaudi, 2014) a cura di Micol Borzatta

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Arturo Gerace è un ragazzo orfano di madre che vive sull’isola di Procida con il padre Wilhelm, figlio bastardo di Antonio Gerace e riconosciuto in tarda età, quando ormai Wilhelm era già un ragazzo, e da lui sempre odiato.
Arturo è sempre cresciuto da solo, con un ragazzo che gli faceva da tutore mentre il padre era sempre in mare per i suoi viaggi. In questi anni di solitudine Arturo ha imparato da autodidatta studiando tutti i libri presenti in casa e creandosi da solo le sue regole di vita dove alla base c’è il suo grande amore per il padre. Un amore che è una vera e propria venerazione.
Crescendo in un ambiente solo maschile in Arturo aumenta la convinzione che le donne siano tutte brutte e inutili, esseri inferiori, e proprio perché cresciuto con questa convinzione si sente tradito quando il padre gli comunica che si sposa, e ancora di più quando lui porta la nuova moglie a casa.
Con il passare del tempo però l’affetto che Arturo inizia a provare per la matrigna, che ha solo un anno in più di lui, si trasforma in amore, amore corrisposto e per questo li porta a evitarsi, fino a spingere Arturo ad abbandonare l’isola arruolandosi come volontario insieme al suo vecchio tutore come soldato nella Seconda Guerra Mondiale.
L’isola di Arturo è un romanzo un po’ diverso dalle solite storie biografiche a cui siamo abituati. Molto poco romanzato e scritto tutto in prima persona trasmette al lettore la sensazione di essere seduto nella grande cucina della casa dei guaglioni di Procida e avere Arturo seduto di fronte a raccontare la sua storia.
Storia ricca di emozioni, sentimenti e pensieri che la Morante sa descrivere alla perfezione.
I temi principali di tutto il libro sono la crescita e la trasformazione che avviene nel protagonista, evolvendolo da bambino ad adolescente, toccando tutte le fasi e le varie esperienze da quando da bambino ha vissuto in una realtà immaginaria creata da lui a quando da adulto prende coscienza della cosa e inizia a riconoscere la vera realtà.
A questo si aggiungono i sentimenti della solitudine, della gelosia e del rapporto parentale tra padre e figlio, descritti nella loro complessità e visti sotto i vari punti di vista: quelli di Arturo bambino, quelli di Arturo adulto, quelli del padre e quelli della matrigna.
Argomenti molto forti che fanno capire al lettore l’importanza dei rapporti umani e che non vengono eclissati nemmeno quando alla fine del libro viene approfondito un altro tema molto forte, ovvero l’omosessualità.
La bravura della Morante sta proprio nel trasmettere al lettore tutti questi sentimenti in un racconto lineare, con un linguaggio semplice che crea un’atmosfera reale che arriva al cuore del lettore che percepisce come sua la solitudine e la sofferenza di Arturo insegnando l’importanza di amare e di apprezzare quello che ha.
Un romanzo che dovrebbero leggere tutti almeno una volta nella vita scritto da una grande autrice del suo tempo.

Elsa Morante nasce a Roma nel 1912 e muore sempre a Roma nel 1985. Scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice è considerata una tra le più importanti autrici del secondo dopoguerra. Ha iniziato a scrivere fin da giovanissima filastrocche e favole che vennero pubblicate dal 1933 fino al 1945 su vari giornali e riviste. Nel 1941 pubblica il suo primo libro, una raccolta di racconti, intitolato Il gioco segreto con la casa editrice Garzanti. Sempre nel 1941 convoglia a nozze con Alberto Moravia, lo scrittore, con il quale fa conoscenza e inizia a frequentare i massimi scrittori italiani del tempo. Dopo una lunghissima carriera letteraria nel 1984, dopo la pubblicazione del suo ultimo libro Aracoeli che ha vinto il premio Prix Médicis, scopre di essere gravemente ammalata e tenta il suicidio, ma viene salvata dalla sua governante, per morire nel 1985 stroncata da un infarto. I suoi manoscritti sono conservati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma che ha organizzato nel 2006 e nel 2012 due mostre dedicate alla scrittrice.

Source: acquisto del recensore

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Una Risposta to “:: L’isola di Arturo, Elsa Morante (Einaudi, 2014) a cura di Micol Borzatta”

  1. Naty Says:

    Magnifico, l’ho letto quest’estate!Adoro Elsa Morante!Bella recensione

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