:: Gli scrittori parlano dei loro libri: Valeria Pecora racconta “Le cose migliori”

cover“Gli scrittori parlano dei loro libri” è una rubrica che riserva soprese. E’ interessante ascoltare uno scrittore che parla di un suo libro, così ho pensato perchè (invece di scrivere un’ impersonale segnalazione) non permettere a questa giovane scrittrice sarda di parlarci di Le cose migliori, ancora di più perchè tratta di un argomento piuttosto delicato come i malati di Parkinson. Spesso conviviamo con persone, genitori, figli, amici che affrontano gravi malattie e non sempre reagiamo come gli altri si aspettano da noi. Lascio la parola quindi a Valeria.

E’ un romanzo nato due anni fa, riposto in un cassetto. L’ho scritto con furore in un mese e mezzo. Non sentivo più niente, scrivevo e scrivevo. E’ venuta fuori una storia sulla quale sono tornata più volte: per smussarla, migliorarla, cambiarla. Per renderla degna di essere letta. Una volta che ho raggiunto la consapevolezza che potesse meritare la lettura (dopo mesi!) l’ho spedita a diverse case editrici. Poche a dire la verità. Sono una sconosciuta e nel mare delle truffe e dei desideri facili, di chi ti fa pubblicare a tutti i costi, volevo solo risposte serie e sincere. Non mi sarei fatta spillare dei soldi per vedere stampato “il mio capolavoro”. Non cado in queste trappole. Non sono una scrittrice. Ho la stoffa per scrivere ma il percorso sarà ancora lungo, faticoso, intenso. Spedisco il mio manoscritto a novembre 2014 e a primavera 2015 mi arriva la proposta di pubblicazione da parte di una piccola casa editrice. Non vogliono un euro da me, fanno regolare contratto, investiranno loro tempo, soldi ed energie per la mia storia.
Ho avuto un blocco dopo, nonostante la felicità e l’entusiasmo. Pubblicare o non pubblicare?
C’è tanta vita che mi appartiene e che prende vita nelle pagine del mio romanzo. C’è la mia vita di bambina, c’è mio padre, mia madre, ci sono le mie due sorelle, i miei nonni.
Parlare di se stessi e basta è scomodo, può essere imbarazzante ma è un rischio che si può correre.
Parlare delle persone che ami di più al mondo diventa pericoloso, ti fa sentire nuda e vulnerabile soprattutto se sei una persona che scrivendo non vuole e non riesce a plastificare la realtà o seguire gli stereotipi.
Nel mio libro si parla di una maternità che non dovrebbe esistere. Si sente il mio essere “orfana” nonostante mia madre sia ancora viva. E’ l’“orfanitudine” della malattia di Parkinson che quando colpisce le madri giovani le rende sofferenti, imperatrici nella sfera familiare e trasforma i figli in piccoli sudditi, bambini travestiti da adulti troppo in fretta. Genitori che diventano fragili come bambini, figli che diventano genitori di chi li ha messi al mondo.
Ho capito che dovevo superare il blocco e pubblicare perché dignità vuol dire questo: avere il coraggio di ammettere tutta la verità, non sfuggire alle proprie ombre, non fare del dolore un culto ma neanche rifuggirlo, disconoscerlo, dargli mentite spoglie.
La maternità che trabocca nel mio romanzo è quella zoppicante di una madre che purtroppo ha zoppicato fin da quando l’ho conosciuta. Il suo zoppicare è stato reale e metaforico, la sua “assenza” ha pesato sulla mia crescita lasciando carichi di rabbia e di dolore. Ho voluto smentire tutti i luoghi comuni che circondano la malattia e la sofferenza: “fortificano e rendono migliori”. La verità è che spesso non si ha un’alternativa e si è costretti a combattere per restare a galla.  E’ un libro spietato, duro, vero.  Credo che ci sia però anche la mia voglia di amare, di riscatto tra queste pagine e la speranza nelle cose migliori che arriveranno a sorprenderci e farci rinascere ancora.

Valeria Pecora, nata il 06.04.1982 a Cagliari, abita ad Arbus, un piccolo paese tra mare e miniere. Lavora come guida turistica in lingua inglese, francese e spagnola. Adora leggere e scrivere. “Le cose migliori” è il suo romanzo d’esordio (casa editrice Lettere Animate, 2015).

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4 Risposte to “:: Gli scrittori parlano dei loro libri: Valeria Pecora racconta “Le cose migliori””

  1. Carlo Menzinger Says:

    Interessante iniziativa. Scrivere di sé e del proprio mondo è certo difficile, ma spesso è così che nascono le cose migliori, storie che toccano il profondo.

  2. liberdiscrivere Says:

    Sì, si scoprono cose interessanti, lo proporrò più spesso.

  3. Sonia Esse Says:

    Questo Articolo è uscito benissimo, in gamba l’Autrice nel parlare di sé e della sua opera!
    Vado a cercarlo su Amazon!

  4. liberidiscrivere Says:

    Aspettiamo anche il tuo, Sonia.

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