:: Ultimo piano (o porno totale), Francesco D’Isa (Imprimatur, 2015) a cura di Federica Guglietta

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Momento – momento – momento:

come mio solito, vi rubo due secondi per corredare questo articolo di una piccola nota introduttiva: come collaboratrice di Liberi di scrivere, lettrice e recensore del libro di cui potete vedere la coloratissima e geometrica copertina qui di fianco, volevo avvertirvi che no, non si tratta di letteratura erotica; non troverete contenuti così scabrosi da rovinarvi la vita e sì, il sottotitolo tra parentesi se ne sta lì con un intento ben preciso.

Se Ultimo Piano è il titolo del romanzo, Porno Totale, messo tra parentesi e con quella “o” a precederlo, è il titolo del più grande film porno che un regista affermato nel suo ambiente, Claude, vuole realizzare.

Il suo capolavoro, il suo film più completo e totalizzante, l’ultimo. Il più importante. Una pellicola in cui il desiderio non è più soltanto l’oggetto di un altro desiderio ancora più irraggiungibile e lontano, ma diventa il centro esatto in cui qualsiasi brama di qualunque essere umano può venire soddisfatta ed appagata nel momento stesso in cui viene concepita. Nient’altro che prefiggersi l’obiettivo di annientare il desiderio stesso, servendosi di quello che definisce, appunto, “porno totale”.

Narratore della vicenda, osservatore esterno (ma neanche troppo), quasi fosse un Big Brother in carne e ossa, è il proprietario della Perverse Angels, immenso palazzone squadrato, simmetrico e colorato come se ogni facciata fosse quella di un cubo di Rubik, è Frank Spiegelmann, che non indugia ad autodefinirsi un uomo orrendo, un diabolus in macchina con velleità da voyeur.

Mi chiamo Frank Spiegelmann e sono un uomo orrendo. Sono alto un metro e quarantasei, ho qualche ciuffo rossiccio appiccicato al cranio e non esito a definirmi calvo; inoltre sono grasso, flaccido, col naso a patata e la bocca sottile. I miei occhi, stretti e vagamente orientali, sono privi di qualunque fascino esotico e mi rendono simile a un grasso felino malato. Nonostante questo sono circondato da belle donne, che potrei cogliere come mele da un albero che l’Onnipotente ha posto alla mia ridicola altezza: il motivo è che sono il proprietario della più grande casa di produzione pornografica della Federazione Europea – e di mille altre cose, tra immobili, ristoranti, alberghi e case di cura. Non lo dico per vanità, ma perché sia chiaro che so che la decisione che mi aspetta sancirà la fine del mio impero. Non solo: le diaboliche forze all’opera dietro questa scelta non si limiteranno alla mia capitolazione, ma forse trascineranno con me anche il palazzo in cui mi trovo, uno dei gioielli di Varsavia, con i suoi cinquanta piani scintillanti – tutti miei.
Mi si perdoni, sembro senz’altro esagerato. In fondo eccedere è parte integrante del mio lavoro.

Non a caso, Frank è il proprietario della casa cinematografica per cui lavarono i due fratelli Claude & Claude, maschio e femmina uniti dallo stesso nome, ma da carriere diametralmente opposte, seppure complementari: il fratello, regista affermato nel suo ambito, la sorella recita negli stessi film, facendosi chiamare Eva.

Claude regista, proprio come l’autore, ha studiato Filosofia per poi dedicarsi a tutt’altro. L’arte ha molte facce, ma ha senz’altro bisogno di solide basi e studi.

Siamo in una Varsavia indefinita ed immaginaria, così come sono le aspirazioni umane. Quel grattacielo altissimo, palazzone dalle mille facciate colorate, è strutturato secondo una precisa gerarchia, quasi secondo i principi di un’oligarchia ben acclarata: ai piani alti è tutto un paradiso, man mano che si scende si cade nell’abnegazione e nella miseria… e pensare che fino al Medioevo i piani alti erano prevalentemente riservati ai servi, ai meno abbienti.

Nella nostra società, invece, è tutto diverso.

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L’autore delinea e disegna uno specchio riflesso, ma anche un po’ distorto, del modo di vivere odierno. Lo fa in quella Varsavia “Federale”, molto colorata, ma grigia nell’animo, pur essendo considerata “città del cuore di molti”, soprattutto da chi arriva dalla provincia.

Qualche riga più sopra mi sono accorta di aver usato il termine “disegna”: non avrei potuto esprimermi in altro modo, dato che questo romanzo, più che un’opera da leggere, si deve guardare, scrutare, osservare.

Il nodo cruciale della storia è appunto quello racchiuso nel verbo osservare, campo semantico in cui si svolge l’intera narrazione: non si tratta di un semplice romanzo, ma di un esperimento di inchiostro su carta che è, a suo modo, compreso nella stessa arte visuale, in un mondo apparentemente lontano, ma che diventa così vicino non appena ci si dimostri disposti ad addentrarsi nel sistema perfetto della Perverse Angels.

Vi avevo avvertiti, non c’è traccia di letteratura erotica. Non esplicitamente. Certo, le parole sesso, porno, pornografia etc etc sono all’ordine del giorno, ma non racchiudono il senso di ciò che Francesco D’Isa vuole tramandare. Un libro che va letto più di una volta per afferrarne il senso e la (non troppo velata) critica sociale.

Osservare pare essere diventato un imperativo categorico ai nostri giorni: tanto più osserviamo i comportamenti altri, meglio riusciamo a capire noi stessi.

Francesco D’Isa, classe 1980, fiorentino, è un artista visuale. Laureato in Filosofia, si avvicina come autodidatta all’arte visiva. Dopo l’esordio con disegni e racconti sulle pagine della rivista d’arte e letteratura “Mostro”, di cui era redattore e co-fondatore, le sue opere vengono pubblicate in libri e riviste in Italia ed all’estero. Dal 2001 ad oggi le sue opere d’arte visiva hanno vinto vari premi in Italia ed all’estero e sono state esposte in gallerie d’arte in Europa, USA, Giappone, Russia e Sud America. Dal 2010 affianca all’attività artistica quella di scrittore e giornalista, collaborando al quotidiano online “il Post” e “Orwell” (Pubblico Giornale). Nel 2011 il suo romanzo illustrato, “I.”, viene pubblicato dalla casa editrice Nottetempo (Roma, Italia) e alcuni suoi racconti in antologie di narrativa, come Selezione Naturale (effequ 2013), Toscani Maledetti (Piano B edizioni, 2013). “Ultimo piano (o porno totale)” è il suo ultimo lavoro, pubblicato quest’anno da Imprimatur.

Source: ebook inviato dall’autore, ringraziamo Francesco D’Isa per la disponibilità.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

© immagine Francesco D’Isa, “How it works”.

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