:: La vita sessuale dei nostri antenati, Bianca Pitzorno (Mondadori, 2015) a cura di Federica Guglietta

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sIl mio “vizio di leggere”, da bambina, aveva quasi esclusivamente un solo volto.
Sì, eccome se me la immaginavo questa signora, immersa con passione nelle sue storie che mi entusiasmavano così tanto. Storie di libertà e sogni, di realtà belle e brutte, ma con un immancabile lieto fine. Non sapevo nemmeno in che parte del Mondo abitasse questa mitica scrittrice che ammiravo tanto, ma in quegli anni non mi interessava perché la sentivo comunque vicina al mio essere.
Vi sto parlando di Bianca Pitzorno, scrittrice conosciutissima in Italia e all’estero che rappresenta un pezzo importante della mia infanzia: l’ho saputo da subito, infatti, ne ero più che certa: in compagnia dei suoi libri avrei passato delle ore incredibili con le sue eroine, tutte al femminile e le sue storie, mai noiose, mai banali, figlie di una fervida immaginazione che mi faceva sgranare gli occhi pagina dopo pagina.
Il suo Ascolta il mio cuore (Mondadori, 1991) ha la mia stessa età. Polissena del Porcello (1993), bambina capace di inventarsi un’altra vita mi piaceva tanto. Anni dopo ho ricevuto in regalo, letto e riletto Tornatràs (2000), eletta mia personalissima storia preferita tra quelle scoperte fino a quel periodo. Tra tutte, a dir la verità.
Ho sempre adorato Bianca Piztorno. L’ho sempre trovata di una semplicità e di una profondità disarmante. Fantasia, realtà, alberi genealogici, intrecci, incontri, bambine in bicicletta coi capelli rossi e le lentiggini, incomprensioni, adulti troppo bambini.
Proprio questo, l’ultimo romanzo per ragazzi della Pitzorno che ha fatto breccia nel mio cuore forse molto più degli altri, mi ricorda che di tempo ne è passato.
Non possiamo più identificarci, io e le altre bambine – eroine della mia generazione, nei bellissimi personaggi nati dalla penna di questa scrittrice capace di venirti incontro e travolgerti in un vortice di emotività e ottimismo anche quando le cose si fanno più nere. Siamo cresciute.
Anche il modus scribendi della Pitzorno è cambiato.
Il romanzo soggetto – oggetto di questa recensione non è un libro per ragazzi. Assolutamente.
Ce lo dice il titolo stesso: La vita sessuale dei nostri antenati, uscito lo scorso primo giugno ed edito sempre dalla Mondadori. Dando uno sguardo solo alla copertina, ci aspetteremmo qualcosa tipo un saggio universitario di socio-etno-antropologia, ma vi assicuro che non si tratta di questo.
L’eloquente sottotitolo – spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi – ce lo spiega. Si tratta di una storia di famiglia. Una di quelle famiglie altolocate, dall’aria sempre sostenuta. Nobili, dal sangue blu. Con segreti inconfessabili. Con una vita sessuale e sentimentale più simile a quella di “comuni mortali” che altro.
No, nessuno è stato generato per partenogenesi. Persino il più insospettabile, fiero e altero dei personaggi di questo romanzo ha dato sicuramente modo alla sessualità di sfogarsi.
Ada, la protagonista, è una donna figlia del suo tempo, una femminista, una sessantottina, libera, ma, contemporaneamente, divisa tra i ricordi sfumati di un passato doloroso e un presente poco chiaro, fatto di viaggi per motivi di studio/lavoro (è una grecista) e avventure che lasciano intuire una sua instabilità di fondo. Attorno a lei gravitano principalmente le figure della nonna, Donna Ada Bertrand Ferrell, la mater familias, lo zio Tan (Tancredi), figlio di primo letto di nonno Gaddo, punto di riferimento e spalla della giovane e, infine, sua cugina Lauretta, di poco più grande ed orfana come lei di padre e madre. La nonna è loro tutrice legale e cerca in tutti i modi di crescerle come meglio si addice a ragazze provenienti da una delle migliori famiglie di un qualsiasi paesino d’Italia, qui, nel romanzo, chiamato Donora.
Ecco l’incipit:

Cara Lauretta, cara cugina come me orfana e come me allevata dalla inflessibile nonna nel culto della nostra nobilissima stirpe, perdonerai mai all’autrice di avere scritto questo libro sui nostri antenati? Di averne rivelato i segreti e i peccati più insospettabili a partire dal lontano Cinquecento, quando una firma del Vicerè su una pergamena rese blu il nostro sangue che prima era rosso come quello di tutti gli altri abitanti di Ordalè e di Donora? Adesso che abbiamo quasi quarant’anni, che abbiamo vissuto la liberazione sessuale e le sfrenatezze del Sessantotto, che abbiamo messo la testa a partito, non ci dovrebbe risultare così difficile accettare che anche i nostri antenati, e specie le antenate, abbiano avuto le loro storie di letto, e non sempre esemplari. Lo so che per chiunque è difficile pensare che i propri genitori hanno avuto una vita sessuale, e che se così non fosse noi non saremmo qui…E i nostri nonni, come immaginarli a rotolarsi peccaminosamente tra le lenzuola? Ma con i bisnonni non dovrebbe essere così impossibile, specie se sappiamo che hanno messo al mondo quindici figli. Per non parlare dei trisnonni e dei quadrisnonni. Senza l’attività sessuale dei nostri antenati il genere umano si sarebbe estinto. Eppure tu, Lauretta, quando accenno a questo argomento ti turi le orecchie e strilli: “Bisogna essere proprio dei maniaci sessuali per pensare a certe cose”. Lauretta, Lauretta, ti piace tanto sapere chi erano e cosa facevano i nostri antenati, che rapporti c’erano tra zio Tan e Armellina, chi era il pittore che ritrasse Garcia e Jimena nella Cattedrale di Ordalè… Conservi con cura l’abito di broccato che la nonna, donna Ada Ferrell, indossò nel giorno delle nozze. Le nozze, appunto, il letto comune! Cosa avveniva in quel letto una notte dopo l’altra? E negli anni a seguire i sette figli. Li aveva mandati lo Spirito Santo in forma di colomba? Lauretta, bisogna proprio che ti spieghi come sono andate le cose? Ora, passata anche quest’ultima tempesta, ascoltami: ti racconterò molti segreti che neppure immagini. Tua Adita.

Una storia difficile, capace di travalicare secoli (principalmente dalle prime generazioni della famiglia Bertrand Ferrell nel ‘500 agli anni Settanta, in pieno clima di rivoluzione sessuale). Una storia di orfani cresciuti da persone molto più grandi dei propri genitori. Una storia che racconta di un gap generazionale non trascurabile e di come la sessualità sia stata (e per alcuni rimane ancora) un forte tabù. Una storia che permette alla Storia, quella che tutti abbiamo studiato a scuola, di incarnarsi nell’animo dei protagonisti, influenzandone vita comunitaria, lavorativa e, certamente, anche quella sessuale. Un libro interessantissimo e coinvolgente, una prosa che non annoia, legata dal leitmotiv del percorso a ritroso nella propria vita, individuale e familiare, legata alla costante dei rapporti umani che vanno oltre qualsiasi apparenza di formalità e rigore.

Bianca Pitzorno, scrittrice, ha lavorato anche come archeologa, autrice di testi teatrali, sceneggiatrice cinematografica e televisiva, paroliera ed insegnante. Nata a Sassari, ma vive a Milano da anni. Laureata in Lettere Classiche con un Master in Cinema e Televisione. Come scrittrice, dal 1970 al 2011 ha pubblicato circa cinquanta tra saggi e romanzi, per bambini e per adulti, che sono stati tradotti in moltissimi paesi d’Europa, America e Asia. Soltanto nella versione originale italiana i suoi libri hanno superato i due milioni di copie. Tra i suoi scritti ricordiamo: La bambina col falcone, 1982; Vita di Eleonora d’Arborea, 1984 e 2010; Ascolta il mio cuore, 1991; Tornatràs, 2000; La bambinaia francese, 2004; GIUNI RUSSO, da Un’Estate al Mare al Carmelo, 2009. Il suo ultimo romanzo è La vita sessuale dei nostri antenati – spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi, 2015 (edito come molti suoi scritti da Mondadori).

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3 Risposte to “:: La vita sessuale dei nostri antenati, Bianca Pitzorno (Mondadori, 2015) a cura di Federica Guglietta”

  1. federicaghiasophia Says:

    L’ha ribloggato su Lo scatolone di Aghia Sophia – recensioni e bla bla bla – .

  2. :: Intervista a Bianca Pitzorno, a cura di Federica Guglietta | Liberi di scrivere Says:

    […] “La vita sessuale dei nostri antenati” è l’ultimo romanzo di Bianca Pitzorno, pubblicato a giugno scorso da Mondadori. Abbiamo avuto il piacere di parlarne con l’autrice, che non si risparmiata nell’illustrarci ampiamente il lavoro preparatorio e la visione del mondo che c’è dietro. Buona lettura! […]

  3. Intervista a Bianca Pitzorno su Liberi di Scrivere | Lo scatolone di Aghia Sophia - recensioni e bla bla bla - Says:

    […] “La vita sessuale dei nostri antenati”è l’ultimo romanzo di Bianca Pitzorno, pubblicato a giugno scorso da Mondadori. Abbiamo avuto il piacere di parlarne con l’autrice, che non si risparmiata nell’illustrarci ampiamente il lavoro preparatorio e la visione del mondo che c’è dietro. Buona lettura! […]

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