:: I trasfigurati, John Wyndham, (BEAT, 2015) a cura di Elena Romanello

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i_trasfiguratiLa fantascienza è ben lontana dall’essere scomparsa, malgrado quello che si può pensare in certi momenti, e il filone che da anni va per la maggiore, complici riproposte ma anche nuove storie, come il solo all’apparenza adolescenziale Hunger Games, è la distopia, il futuro negativo, in cui le cose sono andate nel modo peggiore che si poteva immaginare.
I trasfigurati di John Wyndham, best-seller di alcuni decenni fa, si inserisce in pieno nella distopia, presentando la fobia, oggi forse in parte scomparsa dopo la fine della Guerra fredda, del mondo post atomico, in una società in cui tutto si è riformato intorno a piccole comunità dominate da un fanatismo religioso che ha ripreso alcuni inquietanti elementi dall’eugenetica.
L’eroe di questo mondo allo sbando è David Strorm, un adolescente che vive a Waknuk, in un punto non precisato degli ex Stati Uniti d’America, figlio di uno dei tanti predicatori nati in questo zelo religioso. L’imperativo di questi nuovi integralisti è la lotta e lo sterminio di ogni mutante, persone o animali con deformità più o meno evidenti (verrebbe da dire fisiologiche dopo un disastro nucleare), ma David sarà il primo a ribellarsi a questa disumanità quando incontrerà Sophie, una bambina giunta per caso nella sua comunità, con sei dita nei piedi, e quindi secondo suo padre ed altri assolutamente da eliminare.
David dovrà trovare la sua strada e una nuova prospettiva, in un mondo che scoprirà diverso da quello in cui credeva, dopo i Mutanti stanno diventando sempre di più una realtà e dove stanno emergendo anche comunità diverse da quella in cui lui è cresciuto.
I trasfigurati è un romanzo di grande interesse, e non solo per chi ama la fantascienza sociologica, che offre tantissimi spunti. La metafora della ricerca di una propria strada e della storia di formazione è eterna e sempre efficace, mentre l’idea di una società futura dominata da integralismo religioso e fanatismo non sarà nuovissima ma in questo momento storico è particolarmente inquietante. L’odio per il diverso, specchio deformato di tutti gli odi per i diversi di cui è piena la storia è sempre un qualcosa su cui riflettere, perché nella paura verso l’altro si definiscono i limiti di una società, in questo caso un mondo ristretto terrorizzato dalle ovvie conseguenze degli errori umani.
Una storia quindi interessante e avvincente, con vari livelli di lettura, capace di creare inquietudine in chi legge ma anche di far riflettere sui limiti della società, su fobie, estremismi, pericoli, perché in tanti angoli del mondo ci sono dei David che lottano contro l’oscurantismo e il bigottismo per un mondo migliore, un mondo in cui tutte le Sophie che ci sono non siano discriminati. E il tutto è raccontato con uno stile asciutto, senza retorica, come nella grande letteratura. A questo punto c’è da sperare che vengano proposti altri libri di Wyndham, che in passato, non con I trasfigurati, ispirò il cinema fantascientifico in una delle sue stagioni migliori.

John Wyndham è uno degli scrittori inglesi più noti della seconda metà del Novecento. Dai suoi libri sono stati tratti alcuni celebri film come L’invasione dei mostri verdi di Steve Sekely e Il villaggio dei dannati del maestro dell’horror John Carpenter.

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