:: La porta dei morti, Sibyl von der Schulenburg, (Il Prato, 2015)

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LaScrittrice bilingue, vissuta in ambiente multiculturale tra Germania, Svizzera e Italia, Sibyl von der Schulenburg è autrice di alcuni romanzi definiti psicoromanzi, per le loro dinamiche psicologiche e introspettive. La porta dei morti, edito da edizioni Il Prato, è il suo quarto romanzo di questo particolare sottogenere della narrativa e ci porta in Toscana, raccontandoci una storia di solitudine, dolore e riscatto, non priva di elementi parapsicologici. Il romanzo inizia in modo molto crudo, quasi con venature horror, ci presenta il disturbo mentale della protagonista, Giulia Regazzoni, un’ anziana cittadina svizzera che vive in un casale isolato vicino a Verdalmasso, sulle colline toscane. Giulia soffre di un disturbo denominato animal hoarding che la spinge a raccogliere nella sua abitazione una grandissima quantità di animali facendoli vivere in condizioni insalubri e inadeguate. A rompere il suo fragile equilibro arriva sua nipote, Lucia, un’ adolescente sovrappeso portata dalla madre in Toscana e affidata alle cure della nonna. Tutto si svolge in modo molto drammatico e le reazioni della nipote all’incontro con la nonna sono senz’altro di disagio se non di disperazione.(Come primo pasto la nonna consegna alla nipote una lattina con un pasticcio di carne, e per un attimo ho pensato che fosse cibo per cani). Quando poi arriva una psicologa, Valeria Zorzi, per valutare le sue condizioni, la storia si dipana tra realtà e irrealtà, in un percorso di autoguarigione che se vogliamo porterà rafforzarsi il rapporto tra nonna e nipote, in una chiave anche terapeutica. Leggende etrusche, poteri medianici, si aggiungono a colorire una storia di per sè già ricca di spunti narrativi. Senz’altro i temi centrali del romanzo sono la morte e la perdita e cosa ruota nella mente delle persone che li affrontano il più razionalmente possibile. La paura della morte o meglio la paura del morire vengono esorcizzate da complesse derive mentali e soprattutto il senso di perdita e di distacco e di colpa può generare mostri, e così capita alla nostra Giulia, finchè non trova la forza nella nipote per guarire. Lo stile dell’autrice è davvero piacevole, piano e immediato e aiuta a seguire questa vicenda che non risparmia i lati più negativi di una patologia davvero invasiva. La descrizione delle carcasse di animali morti, i liquami, le immondizie abbandonate, creano senz’altro nel lettore un forte stato di disagio, che si accentua scavando sempre più a fondo nella psiche di Giulia, ma si avvicina la festa di san Giovanni, quando i morti e i vivi possono entrare in contatto. Realtà? Frutto solo della mente dei personaggi? Quello che è certo è che i sentimenti hanno un potere curativo ed è senz’altro questo il messaggio positivo del romanzo.

Sibyl von der Schulenburg  dopo un esordio in saggistica, si dedica a storie di persone in condizioni psichiche conflittuali. É autrice dei psicoromanzi “Ti guardo”, “I cavalli soffrono in silenzio” e “La porta dei morti”.

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