:: Pétronille, Amélie Nothomb (Voland, 2014) a cura di Lucilla Parisi

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amAmélie Nothomb torna a parlarci di sé con l’amabile ironia che la caratterizza.
Un dialogo tra amiche ci conduce tra serate al gusto di champagne e viaggi notturni per i locali di Parigi, perché l’amicizia, si sa, è soprattutto condivisione. Ciò che le due amiche hanno in comune, oltre alla scrittura, è la passione per le adorabili bollicine e ogni occasione, dall’uscita di un nuovo romanzo alla discesa da una pista di sci, è buona per farsi coccolare.
L’altra scrittrice, meno navigata e decisamente molto ribelle, è Pétronille Fanto che da ammiratrice e seguace della Nothomb, ne diventa confidente, ruolo che riveste con dissacrante naturalezza. La distanza tra le due donne è però evidente nell’imbarazzo e nell’incredulità che la scrittrice alle prime armi, con fattezze da adolescente, riesce sempre a sollevare nella già famosa autrice belga.
Così la Pétronille che testa farmaci per denaro (con le inevitabili drastiche conseguenze che ne derivano), che gioca con la roulette russa o che decide di attraversare il deserto del Sahara a piedi rimane per la Nothomb un autentico enigma.
Il romanzo ripercorre, attraverso la storia di un’amicizia, le pubblicazioni dei suoi famosi romanzi e la vita di una scrittrice che, nonostante il successo dei suoi libri, deve fare i conti con inevitabili delusioni e incontri decisamente mortificanti, come l’incredibile intervista a Vivienne Westwood, che ricorda, per grado di umiliazione e divertimento, la fallimentare esperienza della Nothomb nella società giapponese Yumimoto, raccontata nel romanzo Stupore e tremori del 1999.
Senza raggiungere i risultati esilaranti a cui ci ha abituato con alcuni suoi precedenti romanzi, con Pétronille Amélie Nothomb continua a farci sorridere.
Non risparmia sferzate al mondo editoriale che ben conosce e di cui ci regala un quadro non molto lusinghiero: la vicenda di Pétronille scrittrice ne è certamente un valido pretesto. Traduzione di Monica Capuani.

Amélie Nothomb Scrittrice belga di lingua francese. Figlia di diplomatici, è nata a Kobe, in Giappone, nel 1967. Nel 1992 viene pubblicato in Francia da Albin Michel il suo primo romanzo, Igiene dell’assassino, che diventa il caso letterario dell’anno: 100.000 copie vendute, due riduzioni teatrali, un film. Nelle edizioni tascabili lo stesso romanzo vende altre 125.000 copie. Da quel momento pubblica un romanzo all’anno, fedele alla stessa casa editrice, Albin Michel, come in Italia è fedele alla Voland. Il romanzo Stupore e tremori (Albin Michel 1999) ha venduto in Francia 400.000 copie. Tradotta in 15 lingue, ha ottenuto numerosissimi premi letterari tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori (da cui è stato tratto anche un film diretto da Alain Corneau), il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore. Sin dal suo primo romanzo Amélie Nothomb ha imposto uno stile: sguardo incisivo, spesso impietoso e crudele, umorismo fulmineo, storie originali che ruotano intorno a sentimenti eterni. http://www.amelienothomb.com/

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