:: Un’ intervista con Michela Tilli, a cura di Elena Romanello

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OgniIn Ogni giorno come fossi bambina, già recensito da Liberi di scrivere, Michela Tilli ha raccontato la storia di due donne, una ragazza di oggi e una ragazza di ieri, che si incontrano e si aiutano a vicenda. Ma è interessante sapere come sono nati questi personaggi e protagonisti, dalla voce stessa dell’autrice.
I personaggi di Argentina e Arianna sono ispirati a qualcuno di reale?

Mi piace scrivere storie che siano totalmente inventate e per creare i miei personaggi cerco di non ispirarmi mai a persone reali. Questo perché nel mio mondo immaginario mi piace godere della massima libertà. Naturalmente, che io lo voglia o no, echi di esperienze passate, caratteristiche di persone incontrate e sprazzi di vita si insinuano tra le righe e spesso mi capita, alla fine, di dover riconoscere che un personaggio assomiglia a qualcuno. Ma sono sempre tratti del carattere slegati dal contesto, che quindi alla fine non appartengono a nessuno. In questo caso, Argentina è divertente come lo era mia nonna e Arianna è complicata come me alla sua età.

Argentina rappresenta il volto dell’Italia di ieri, quella dell’immigrazione, mentre Arianna quello dell’Italia di oggi, giovani che si sentono senza prospettive e evadono in un mondo reale. Perché ha scelto questi due aspetti?

L’Italia dei giovani d’oggi ce l’ho sotto gli occhi tutti i giorni e devo ammettere che mi preoccupa molto il mondo che stiamo preparando per i nostri figli. D’altra parte credo che i giovanissimi, come Arianna, abbiano una marcia in più e spero sinceramente che un giorno ci stupiranno.
Per quanto riguarda l’Italia dell’immigrazione, quella di Argentina, io sono convinta che sia un po’ nel nostro dna e non appartenga solo a un’epoca passata. Come molti, io stessa mi sono trasferita a Milano per lavoro, perché la Liguria non offriva opportunità. E benché i miei due luoghi siano vicini, vivo ugualmente lo sdoppiamento che crea nostalgia ma apre nuove strade. E quanti ragazzi si apprestano oggi a partire per l’estero? Arianna e Argentina hanno molte cose in comune.

Lei non appartiene né alla generazione di Argentina nè a quella di Arianna: chi sente più vicina a sé?

Di certo sento più vicina Arianna, perché ho vissuto la sua condizione di disagio adolescenziale. Ero molto diversa da lei, per esempio amavo molto la scuola, ma la sensazione di non essere compresa e riconosciuta era la stessa. Comunque mi piace trovarmi in mezzo a queste due donne e invecchiando mi piacerebbe mantenere uno spirito bambino come quello di Argentina.

Nel libro ci sono riferimenti alla Basilicata e all’opera di Carlo Levi: che rapporti ha con questa Regione e questo scrittore?

Sia a scuola sia in famiglia sono stata educata all’amore per la libertà e i valori più profondi che mi porto dentro da sempre sono quelli sui quali si fonda la nostra Costituzione, antifascismo e laicità. Quando moltissimi anni fa lessi Cristo si è fermato a Eboli, mi colpì soprattutto l’incontro tra un uomo tenuto al confino a causa delle sue idee liberali e una terra che sembra sprigionare uno spirito ribelle potentissimo. La Basilicata mi ha affascinato subito per la bellezza dei suoi paesaggi che si associa a qualcosa di selvaggio, non contaminato dal potere politico né da quello religioso.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Sto scrivendo un nuovo romanzo che ha al centro due famiglie strette da grande amicizia, fino a quando un tragico incidente non farà precipitare tutto. Parlerò ancora di adolescenti e della paura materna di vederli crescere.
Poi ho molti progetti che riguardano il teatro. Scrivere per il teatro mi arricchisce tantissimo, mi dà energia e mi stimola ad ascoltare gli altri, ad aprirmi, a confrontarmi. E tra Monza e Milano ho la fortuna di poter frequentare un ambiente molto stimolante da questo punto di vista.

Che cosa vorrebbe dire alle Argentine reali ma soprattutto alle Arianne reali con il suo libro?

Ad Arianna, chiunque sia, vorrei dire che è bellissima così com’è e che non deve mai lasciare che i modelli che la società le propone abbiano il sopravvento sulla sua personalità. A un’Argentina reale vorrei chiedere di raccontarmi la sua storia, perché credo che, oggi più che mai, ci sia un gran bisogno di ascoltare le narrazioni di chi ha vissuto prima di noi.

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3 Risposte to “:: Un’ intervista con Michela Tilli, a cura di Elena Romanello”

  1. :: Ogni giorno come fossi bambina, Michela Tilli, (Garzanti, 2014) a cura di Elena Romanello | Liberi di scrivere Says:

    […] Intervista con Michela Tilli qui. […]

  2. :: Un’ intervista con Michela Tilli, a cura di Elena Romanello - SalernoRSS Says:

    […] In Ogni giorno come fossi bambina, già recensito da Liberi di scrivere, Michela Tilli ha raccontato la storia di due donne, una ragazza di oggi e una ragazza di ieri, che si incontrano e si aiutano a vicenda. Ma è interessante sapere come sono nati questi personaggi e protagonisti, dalla voce stessa dell’autrice. I personaggi […] Articolo originale […]

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