:: Il cardellino, Donna Tartt, (Rizzoli 2014) a cura di Viviana Filippini

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indexDonna Tartt ha come un’aura di mistero che la attornia e ascoltandola si ha la sensazione – mia personale- che le sue parole ti attraversino. Il cardellino, Premio Pulitzer 2014 è l’ultimo lavoro di questa  americana che pubblica libri a cadenza decennale (Dio delle illusioni nel 1992 e Il piccolo amico del 2002 sono le opere precedenti). Questo libro è il più poderoso dei tre romanzi fino ad ora scritti, ma non dovete farvi spaventare dalle dimensioni del tomo (900 pagine e passa che lo fanno assomigliare ad un mattone), perché la storia che anima le sue pagine è un percorso di formazione e amicizia con protagonista Theo Decker. Theo vive a New York con la madre, donna colta, appassionata di libri e di arte, magari con qualche piccola ansia che però non le impedisce di crescere il figlio in un rapporto genitoriale solido ed empatico. Il tutto si complica quando la donna muore in un tragico evento. Per Theo, affidato al padre ex attore dedito al gioco e alla bottiglia, comincerà un periodo cupo e travagliato alla ricerca di sé stesso e del proprio posto nel mondo. In questo romanzo di appredistato, che ad un certo punto presenta dei tratti letterari tipici del thriller, c’è un sottile fil rouge che collega tutti i personaggi. Esso è sempre presente anche se non si vede, ed è il cardellino del dipinto secentesco. Nell’antica cultura pagana il piccolo ed esile uccellino rappresentava l’anima dell’uomo che al momento della morte volava via, significato mantenuto anche in ambito cristiano, dove il cardellino diventa il simbolo della passione di Cristo. Questi valori messi in relazione alla vicenda narrata dalla Tartt ritornano in ognuno dei personaggi-persone usciti dalla sua mente. Tutti – compreso il pittore olandese Carel Fabritius, autore del dipinto che morì giovane a Delft nel 1654 nell’esplosione di una fabbrica di polvere da sparo- sono accomunati da esistenze di dolore e sofferenza. Il libro della Tartt ha un intreccio narrativo corposo nel quale Theo diventerà adulto dividendosi tra l’amore e il rispetto per Pippa e Hobie che lo accolgono come se fosse un figlio; tra l’amicizia fraterna, ma allo stesso tempo pericolosa con Boris e il segreto – che lui stesso scoprirà non essere così segreto- che per anni rimarrà nascosto dentro al suo zaino da adolescente. In realtà tra le pagine de Il cardellino si scorgono molti altri temi. L’autrice mette riferimenti alla letteratura americana, non manca una buona dose di storia dell’arte e poi c’è l’indagine nei meandri della vita umana. La Tartt porta chi legge in un mondo nel quale, oltre agli eventi reali, c’è una profonda indagine introspettiva di persone che hanno subìto forti traumi psichici e fisici (Theo e Pippa ne sono un esempio) che influenzeranno per sempre la oro esistenza. Theo, rimasto orfano, soffre e questo intenso dolore lo porterà a scegliere la non proprio legale via dell’imbroglio e del raggiro (vende mobili pseudo antichi spacciandoli per originali) per salvare l’attività di restauro e commercio del suo amico, e padre ideale che avrebbe voluto, Hobie. C’è spazio per l’amore non corrisposto e per le rocambolesche avventure che Decker vivrà insieme a Boris a Las Vegas, a New York e in Olanda. Tutte sono segnate da fughe, da uso e abuso di alcool e droga e da esperienze di vita al limite della resistenza e sopravvivenza umana. Per certi aspetti il continuo cambio di luogo, il girovagare a vuoto a piedi o con mezzi di fortuna alla ricerca di una meta che non sembra essere ben definita all’orizzonte e la ricerca di se stessi, mi hanno ricordato molto Sulla strada di Jack Kerouac, dove i protagonisti si muovono in lungo e in largo per gli Stati Uniti d’America senza avere una meta precisa. Ne Il cardellino Donna Tartt crea una voce narrante seducente che parla e guida chi legge alla scoperta delle gioie e dolori di un giovane uomo in crescita. Un cammino non facile durante il quale non solo Theo, ma anche il mondo che lo circonda e il lettore stesso saranno in trasformazione continua. Traduzione Zilahi De’ Gyurgyokai M..

Donna Tartt è una scrittrice statunitense è nata a Greenwood, nel Mississippi ed è cresciuta nella vicina città di Grenada. Nel 2014 ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa con il romanzo Il cardellino. Il suo esordio è avvenuto a ventotto anni con il romanzo Dio di illusioni (Rizzoli 1992, disponibile in BUR), clamoroso best seller tradotto in 23 paesi. I suo secondo lavoro è Il piccolo amico (Rizzoli, 2002, disponibile BUR).

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