:: Il male ero io, Pietro Maso, Raffaella Regoli, (Mondadori, 2013) a cura di Natalina S.

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il male ero ioRaffaella Regoli, giornalista di cronaca nera, era a caccia di notizie su Pietro Maso, il quale dopo aver scontato ventidue anni di carcere per l’omicidio dei suoi genitori, ritorna in libertà, il 15 aprile del 2013. Uno sguardo, una coincidenza, una sincronicità le fanno deporre le armi, abbassa la telecamera, spegne il microfono, è così che nasce questo libro e, più in profondità, la storia di un’amicizia. Nel “Il male ero io”, edito da Mondadori, Pietro Maso, in prima persona, racconta con lucidità e consapevolezza, quanto accaduto quel diciassette aprile del ’91. Scava tra le piaghe del suo dolore, una fitta lancinante con vesti di onnipotenza che quotidianamente lo restituisce alla sua condanna morale. Non nascondo di essere stata male, per precauzione di chi volesse accingersi a leggerlo. La narrazione è cruda come la verità che queste pagine consegnano senza veli e orpelli e non può che mordere lo stomaco fino a farti provare angoscia. Pietro Maso racconta il tortuoso cammino che lo ha condotto ad essere un uomo che non ha paura di mostrare le sue fragilità.  Ma “Il male ero io”  non è solo questo. È uno spaccato di storia personale e sociale. L’adolescenza di Pietro Maso è uno scorcio sulla sua piccola realtà di paese e quel microcosmo famigliare, agricolo, in cui non c’è spazio per il riposo e la serenità; una lente che ci permette di osservare più da vicino le problematiche psico-sociali tra genitori e figli nonché  le dinamiche che possono instaurarsi nel gruppo dei pari. E scavando, ma neppure tanto, “Il male ero io” ci addentra nello squallore in cui versano le carceri italiane, realtà che invece di restituire al mondo un uomo migliore, insegna ad essere, prima di tutto, bestia in cui il territorio è delimitato da piscio e muffa e il suicidio di qualche detenuto è, spesso, l’unico protagonista delle giornate in cella. Una voce gli sussurrerà che Pietro Maso dovrà morire per poi rinascere e, grazie all’aiuto di Don Guido, Pietro muore e rinasce; forse nel giorno in cui chiede perdono ai genitori nel cimitero di Montecchia di Crosara, o forse ogni giorno che, con perseveranza e pazienza, cerca di essere, oggi, ogni giorno, migliore di ieri.

Pietro Maso: (San Bonifacio, 17 luglio 1971) è il protagonista reo confesso di uno dei più clamorosi casi di omicidio a sfondo famigliare della cronaca italiana. Aiutato da tre amici, uccise entrambi i genitori. Arrestato il 19 aprile del 91, ha trascorso in carcere ventidue anni della sua vita. Oggi è un uomo libero.

Raffaella Regoli: (Isola del Liri, 21 gennaio 1970), giornalista, autrice televisiva, inviata di cronaca prima in Rai, poi per Mediaset, ha curato per anni la trasmissione “Mattino 5” su Canale 5.
Oggi è ideatrice e responsabile del programma “Quinta colonna” di Retequattro. Ha un figlio e vive a Milano.

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