:: Recensione di La piccola cucina dei sapori segreti di Ada Parellada (Sperling & Kupfer, 2013)

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sapori segretiLa piccola cucina dei sapori segreti (Sal de vainilla, 2012) di Ada Parellada, tradotto dal catalano da Hado Lyria, con il supporto dell’Istitut Ramon Llull, ente che tutela la diffusione della lingua e cultura catalana, ed edito quest’estate da Sperling & Kupfer, è un romanzo che rientra sicuramente nel genere romance: tutto ruota intorno ad una storia d’amore e sì, c’è un lieto fine, anche se è bene aggiungere che il finale è piuttosto aperto e alcuni punti della trama non vengono risolti, forse per svilupparli in un secondo volume, anche se non mi risulta che in Spagna sia ancora uscito.
Dicevo è un romance, ma piuttosto atipico. Non aspettatevi uno scontato e zuccheroso romanzo dove i protagonisti fanno sempre la scelta giusta, sono sempre al meglio, privi di ombre che li sminuiscano agli occhi del lettore. Qui i protagonisti non sono perfetti: Alex Graupera arriva a picchiare selvaggiamente una prostituta, Annette Wilson si adatta ad una relazione con una critica gastronomica nella speranza che l’aiuti nella promozione del suo ristorante.
E’ una storia dolce amara insomma, con lati duri e spiacevoli, e un pizzico di crudeltà nel descrivere l’ambiente competitivo e a volte spietato del mondo della ristorazione. I battibecchi in cucina, in cui Alex Graupera eccede in commenti omofobi, razzisti, arrivando a veri e propri insulti contro i suoi dipendenti o concorrenti, ci presentano un personaggio di per sé burbero e rude, prototipo del sanguigno uomo latino, anche se il suo comportamento irritante è spiegato da fatti avvenuti nel suo passato che impareremo a conoscere durante la lettura.
Siamo a Bigues i Riells, località turistica della Catalogna, non lontana da Barcellona. Alex Graupera rinomato chef, vincitore di numerosi premi ed idolatrato dai critici gastronomici, sta attraversando un momento difficile: il suo ristorante l’Antic Mòn, un po’ per la crisi, per la concorrenza del ristorante vicino e del suo pessimo carattere, che lo spinge a sfogarsi con dipendenti e clienti, è prossimo alla chiusura.
La banca vuole la riscossione dell’ipoteca, i clienti non arrivano più, e ben pochi amici sono ancora disposti ad aiutarlo, tranne il blogger Oscar che gli consiglia di assumere una sua amica canadese, Annette Wilson, una foodie dai capelli rossi dolce e piena di intraprendenza e buona volontà. Dal principio saranno scintille, tra litigi e incomprensioni, ma poi l’amore che li lega saprà curare le ferite dolorose del loro passato e superando ostacoli, gelosie, vere e proprie vendette da parte di una critica gastronomica capace di tutto, gli darà finalmente una seconda possibilità.
Tra ricette di cucina (consiglio senz’altro la torta di carote e i peperoni ripieni, ricette da me testate con successo), descrizioni di aneddoti legati agli alimenti provenienti dal Nuovo Mondo, convivialità mediterranea, lacrime e sorrisi, la lettura scorre placida e veloce, regalando quel clima di leggerezza e spensieratezza che un libro del genere può promettere. Ada Parellada è una ristoratrice e chef, famosa in Spagna per i suoi libri di cucina, questo è il suo primo romanzo, e non ostante alcune forzature, devo dire che è una prova riuscita. Forse il personaggio di Carol non mi ha convinto del tutto, ma per il resto è un buon libro di svago. Ottimo per un pomeriggio di pioggia, ora che l’estate è quasi finita.           

Ada Parellada  è nata a Granollers nel febbraio del 1967 alla Fonda Europa, un albergo che appartiene alla sua famiglia dal 1714. La colonna sonora della sua infanzia è il rumore dei piatti e delle posate; la accompagnano gli aromi e i profumi della cucina; il colore e il movimento continuo; il  gusto del caffè tostato e del gratin di maccheroni. E la sua scuola sono le storie, ascoltate a orecchie ben aperte, raccontate sempre in equilibrio tra verità e leggenda. Ada cresce in mezzo a tutto questo finché, a venticinque anni, decide di camminare con le sue gambe e apre il Semproniana, un ristorante nel centro di Barcellona. Oggi divide il suo tempo tra i suoi tre locali – Semproniana, Petra e Pla dels Angels – dove tiene anche corsi di cucina, seminari di educazione alimentare, collabora alla diffusione della cultura gastronomica e scrive libri di cucina.


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2 Risposte to “:: Recensione di La piccola cucina dei sapori segreti di Ada Parellada (Sperling & Kupfer, 2013)”

  1. Avatar di ali ali Says:

    Finalmente ho trovato qualcuno che non si comporta in modo scontato in cucina: http://www.nonsoloscatolette.it/categoria/video

  2. Avatar di Sconosciuto Carlo Greco Says:

    E’ davvero simpatico!!Me li sono gustati tutti!!

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