:: Recensione di I grandi romanzi di Jules Verne (Newton Compton, 2012) a cura di Elena Romanello

giulio verneMolti lo considerano un autore di fantascienza e un precursore del futuro, in realtà Jules Verne fu innanzitutto scrittore di romanzi d’avventura, con cui voleva far conoscere ad un mondo che non aveva tv, Internet e voli low cost, come era la società dell’Ottocento, i luoghi geografici della Terra.
Le sue opere tornano periodicamente nelle nostre librerie, una delle ultime edizioni in ordine di tempo è quella della collana Mammuth della Newton Compton, un volumone di ben 2112 pagine con alcune illustrazioni originali dell’Ottocento che ospita alcuni dei romanzi più famosi dello scrittore, e cioè  Parigi nel XX secolo, Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, I figli del Capitano Grant, Ventimila leghe sotto i mari, Il giro del mondo in 80 giorni, L’isola misteriosa e Michele Strogoff.
Tutti titoli interessanti e dai generi diversi: Parigi nel XX secolo è stato scoperto negli anni Novanta del Novecento tra gli inediti e presenta una visione di un mondo del futuro non così idilliaco, anticipatore di tante distopie del Ventesimo secolo. Viaggio al centro della Terra racconta un’indimenticabile avventura in mezzo ad una natura rimasta preistorica all’interno del nostro pianeta, tra l’avventura e la fantascienza, anni prima della letteratura pulp in tema, da Haggard a Carter, mentre Dalla Terra alla Luna descrive un viaggio sulla Luna, anche se Verne non è il primo ad ipotizzare questo, visto che da Luciano di Samostrata nell’antichità in poi si è sempre immaginato un contatto con il nostro satellite. I figli del capitano Grant è pura avventura in giro per il mondo, con una delle prime eroine da romanzo d’avventura, la giovanissima Mary Grant, mentre Ventimila leghe sotto i mari racconta l’epopea del Nautilus e del suo capitano Nemo, principe spodestato e ribelle contro il potere, icona di tanti eroi successivi, Sandokan del nostro Salgari in testa.
Il giro del mondo in 80 giorni racconta di nuovo avventure per il mondo, in compagnia del mitico Phileas Fogg, reso celebre sul grande schermo da David Niven, mentre L’isola misteriosa racconta le nuove avventure di Nemo e dei suoi amici, in un mare di avventure tra fantasia e realtà. Con Michele Strogoff siamo di nuovo nell’avventura pura, in piena Russia zarista.
Questa edizione è curata da Fabio Giovannini, Riccardo Reim e Giampaolo Rugarli ed è un’occasione per scoprire o riscoprire un autore non certo solo per ragazzi.
Se piace Jules Verne e si è nella zona di Torino, va segnalata la mostra fino al 14 giugno al MUSLI, Museo della scuola e del libro per l’infanzia, a Palazzo Barolo in via Corte d’Appello 20/C: Visioni del futuro, curato da uno dei massimi esperti di Jules Verne mondiali, Piero Gondolo della Riva, presenta rare edizioni di libri e opuscoli dell’autore, ma anche spazi sul vignettista e autore Robida, oltre a uno spazio su tutti gli autori che, dall’antichità, hanno immaginato viaggi nello spazio e il futuro. La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9 e 30 alle 12 e 30 e la seconda domenica di giugno dalle 15 e 30 alle 18 e 30.

Jules Verne nacque a Nantes nel 1828. Nel 1848 si trasferì a Parigi attratto dalla intensa vita culturale della capitale, ma per ottenere il consenso del padre dovette continuare gli studi giuridici. Dal 1862, grazie al successo del primo libro, Cinque settimane in pallone (cui seguì Parigi nel XX secolo, pubblicato solo nel 1994), poté dedicarsi completamente alle sue due grandi passioni: scrivere e navigare. Dopo la pubblicazione di circa 60 opere e innumerevoli viaggi, Verne – ricchissimo e osannato ma sempre discreto e schivo – si ritirò ad Amiens in seguito a un misterioso attentato in cui era rimasto ferito. Morì nel 1905. La Newton Compton ha pubblicato Ventimila leghe sotto i mari, Il giro del mondo in 80 giorni, Viaggio al centro della Terra e il volume unico I grandi romanzi.

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