:: Segnalazione di Ulisse di James Joyce (Einaudi, 2013)

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jouceDal 5 marzo uscirà per Einaudi, dopo una certa attesa intramezzata da anticipazioni, critiche, curiosità, la nuova traduzione dell’Ulisse di James Joyce in lingua italiana di Gianni Celati. Uno scrittore che traduce uno scrittore, uno scontro-incontro che preannuncia scintille. Come molti, o forse moltissimi, conosco l’Ulisse interpretato e tradotto da Giulio De Angelis e non posso non essere perciò incuriosita, e un tantino divertita, da questo clima di filologiche interpretazioni di un mostro sacro della letteratura del Novecento. Riuscirà Gianni Celati a trovare il segreto della lingua joyciana, capace di interessare e catturare il lettore contemporaneo e soprattutto quel lettore che inizia la lettura dell’Ulisse con le migliori intenzioni e si arrende vuoi per la mole, vuoi per la complessità oggettiva del testo? La sfida è affascinante e non priva di rischi. Ho molto amato l’Ulisse come anche Gente di Dublino e Ritratto di un artista da giovane, mi sono arresa solo con Finnegans Wake, ma per ora, perciò spero anche solo di poter consultare questa nuova traduzione, aspettandomi tutta una serie di licenze poetiche capaci di ricostruire una lingua e destrutturarla. Celati avrà creato parole nuove, avrà scavato, forse omesso, magari anche tagliato parti, chissà. Posso comunque per ora solo ipotizzare possibilità di scrittura e queste possono essere infinite. Ammiro comunque il coraggio di Celati, e di chiunque si avventuri in questa titanica impresa. Ho letto che Celati ha restituito musicalità al testo, un’ altra ragione per essere incuriositi. Per chi si avvicinasse per la prima volta al testo, un consiglio che mi è stato dato e che trovo illuminante. Si può leggere l’Ulisse per dovere, perché non si può non farlo, perché è un testo fondamentale e rivoluzionario, o lo si può leggere come se fosse un libro qualunque, per il semplice piacere di leggere, ma ogni lettore ricostruirà nella sua mente un castello narrativo che sarà unico, irripetibile, assolutamente personale. Potrete amarlo o odiarlo, comprenderlo o fraintenderlo, abbandonarlo nelle prime pagine e non uscire mai dalla torre sulla spiaggia, comunque andrà, ne sarà valsa la pena.

Segnalo per completezza di informazione che esistono anche altre due traduzione dell’Ulisse di Joyce, una con traduzione e note di Bona Flecchia, Firenze, Shakespeare and Company, 1995, (sembra che per dissensi con l’erede di Joyce la casa editrice sia stata costretta a distruggere le copie del libro) e l’altra pubblicata ne I Mammut di Newton Compton, traduzione di Enrico Terrinoni con Carlo Bigazzi, 2012.

8 Risposte to “:: Segnalazione di Ulisse di James Joyce (Einaudi, 2013)”

  1. valigiesogni Says:

    Io rientro nel gruppo “terrorizzati da Joyce”. Lessi Gente di Dublino parecchi anni fa e acquistai pure l’Ulisse, perché non si può non leggerlo. Ma finii per non aprirlo.
    Magari è terrore ingiustificato. Chissà che un giorno, anche grazie a Celati…

    • liberdiscrivere Says:

      Non ho ancora avuto modo di avvicinare la traduzione di Celati, per cui mi riferisco alla traduzione di De Angelis però posso raccontarti come mi sono accostata all’Ulisse. Ero ancora al Liceo e il programma di letteratura inglese prevedeva lo studio di Joyce. Molto, almeno per me, incise il mio amore per Dublino, per cui mi dissi perchè oltre a Gente di Dublino, che dovevamo leggere, non prendo anche l’ Ulisse. Li comprai assieme, con anche la Guida all’Ulisse. Lo lessi in pochi giorni, dal mattino alla sera, praticamente intermpomendomi solo per mangiare, e la prima lettura, ne feci poi altre, non fu una lettura critica né approfondita, lo lessi come un romanzo normale, senza farmi spaventare dalla complessità e probabilmente senza capire tutto. Lasciai agire le sensazioni. Si svolge in un giorno, e narra la vita di un uomo Leopold Bloom, di sua moglie Molly e del figlio ‘acquisito’ Stephen. Ogni capitolo ha la particolarità di seguire uno specifico genere narrativo e questa forse è la difficoltà maggiore e la sperimenatazione più estrema. Conoscere l’Odissea aiuta, perchè ci sono diversi parallelismi e rimandi. Direi quindi di non farsi spaventare, è più schematico di quanto possa apparire. E’ un avventura, da iniziare senz’altro. Se mai lo leggerai, torna dunque a trovarci con le tue impressioni.

  2. Artemio Cavagna Says:

    Oltre ad essere il libro del viaggio nell’essenza della quotidianità, lo adoro per il suo profondo e positivo modo di essere di fronte alla semplicità degli eventi, la vita è ovvia e molto molto comica se ti capita di affrontarla con profonda semplicità.e l’evoluzione della maturità umana è sempre dietro l’angolo. E’ il libro più comico che abbia mai letto.
    Solo “il castello” di Kafka mi ha dato altrettanto.
    Celati ne farà un nuovo capolavoro.
    Artemio Cavagna

    • liberdiscrivere Says:

      Grazie Artemio, condivido quello che scrivi. Sono consapevole che possa anche non piacere, conosco persone anche molto intelligenti che non l’ hanno amato, considerandolo troppo freudiano, per esempio, ma a me ha dato tanto. Il monologo finale di Molly poi merita una lettura a parte, è un piccolo capolavoro nel capolavoro. Sono molto curiosa di leggere l’interpretazione di Celati, davvero tanto.

  3. Viviana Says:

    non l’ho mai letto ma mi ha sempre incuriosito potrebbe essere la volta buona che me lo piglio

  4. davide ferrari Says:

    nuova traduzione di un capolavoro assoluto…nuova entusiasta lettura. spero che i grandi classici della letteratura riprendano lo spazio che meritano.

    • liberdiscrivere Says:

      Una lettura piena di enigmi da risolvere, non facile, ma davvero un’avventura. Ci saranno errori, è umano, ma magari avendo anche sotto mano l’originale e raffrontandolo con le altre traduzioni, sarebbe interessante. Vorrei tanto anche leggere il lavoro di Bona Flecchia, che sembra avvolto nel più fitto mistero.

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