:: Recensione di Big Man. Storie vere & racconti incredibili di Clarence Clemons e Don Reo

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big man bioNel mondo del rock basta dire The Boss è subito tutti sanno di chi si stia parlando: Bruce Sprengsteen. E come non pensare alla sua band l’ E Street Band più che una band una vera famiglia legata al Boss da fili invisibili fatti di passione, amore per la musica, ricordi condivisi. E poi basta dire Big Man per evocare un gigante non solo metaforicamente: Clarence “Big Man” Clemons, il sassofonista della E Street Band. Immaginatevi l’entusiasmo dunque quando ha deciso di fare loro un grande regalo scrivendo assieme a Don Reo Big Man. Storie vere & racconti incredibili Arcana Editore un piccolo tesoro davvero pieno di aneddoti, ricordi, notizie più o meno credibili, più o meno trasfigurate dal desiderio di accrescere la leggenda. Big Man è un narratore davvero sorprendente, non ci si aspetterebbe da chi è vissuto di musica una tale abilità con le parole, ma come gli affabulatori più consumati sa incuriosire, fare innamorare,  commuovere e far sorridere tutto nello stesso momento con una tale carica di humour e di insospettabile modestia da far sospettare che se avesse intrapreso la carriera dello scrittore probabilmente avrebbe raggiunto la stessa fama raggiunta come musicista. Forse sto dicendo qualcosa di blasfemo e molti suoi ammiratori inorridiranno ma basta leggere alcune pagine di questa insolita storia di musica per rendersene conto. Big Man non si risparmia, si espone disseppellendo aneddoti che forse altri avrebbero taciuto, giocando con la memoria come un prestigiatore, improvvisando ma non troppo con un gusto per il paradosso e l’eccentricità che lasciano il segno. Non c’è che dire si ha l’impressione davvero leggendolo di fare parte di una grande famiglia, di diventare un caro amico a cui si fanno confidenze sottovoce magari seduti davanti ad un falò sulla spiaggia con qualcuno che strimpella una chitarra tanto per creare l’atmosfera. Big Man è un tipo tosto, e il suo carisma non ha niente da invidiare al mitico Boss, basta vedere il coraggio con cui ha affrontato le numerose operazioni e la capacità di scherzare anche da un letto di ospedale. Sempre con il sorriso sulle labbra da quando era un emerito nessuno e sbarcava il lunario nei modi più impensati fino al grande successo e agli stadi pieni di fan urlanti in animata adorazione. Il Boss oltre ad essergli amico ha per lui un profondo rispetto,  una deferenza quasi quella che si tributa ai maestri capaci di insegnare non solo il miglior accordo ma fin anche come vivere la vita. Senza Big Man il Boss non sarebbe stato il Boss e di questo è consapevole e grato. E grati sono tutti i suoi fan sparsi nei quattro angoli del mondo dal Giappone, alla Polinesia, dall’Europa all’America. Imperdibili l’inserto fotografico e la prefazione di Bruce Sprengsteen.

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