:: Estratto da Dormi per sempre di Sabine Thiesler

by

corbaccio_-_dormi_per_sempreDormi per sempre
Di Sabine Thiesler

Titolo originale: Die Totengräberin
Traduzione dall’originale tedesco
di Alessandra Petrelli

Per gentile concessione
Casa Editrice Corbaccio srl Milano
http://www.corbaccio.it

 

Aveva pianto tutta la notte. Alle tre e dieci guardò la sveglia per l’ultima volta, e subito dopo cadde in un sonno profondo. Verso le cinque e mezzo si risvegliò. Le rimbombava la testa e sentiva gli occhi gonfi. Si girò sulla schiena e cercò di rilassarsi. Ma le sue paure peggiorarono. Non aveva più il minimo appiglio a cui aggrapparsi.
Johannes non aveva colto niente di tutto questo. Il suo respiro era regolare, dormiva profondamente. Lei provò a immaginare come sarebbe stato non averlo più accanto, non sentire più il suo respiro, e questo pensiero la fece piombare nel panico. Non poteva vivere senza di lui, ma non poteva più neppure vivere con lui.
Alle sei e mezzo sorse il sole e gettò un raggio rossastro sull’antica madia di fronte al letto che Magda usava per la biancheria. Johannes sbuffò piano e si girò su un fianco. La sera precedente non si era accorta che aveva la barba lunga, probabilmente non si radeva da qualche giorno, almeno tre. Come lo detestava. Quando lo accarezzava sulla guancia, le
piaceva sentire la pelle liscia. Senza irregolarità, senza difetti.
Magda si alzò in silenzio, infilò l’accappatoio e le ciabatte. Sebbene fosse luglio, dentro casa faceva ancora fresco per via dei muri spessi. Avevano comprato l’ex podere La Roccia dieci anni prima. Aveva forma a ferro di cavallo, ed era troppo grande e in uno stato miserevole: il tetto era sul punto di crollare, l’intonaco dei muri interni si sfarinava e il pavimento era pericolante; il terreno di pertinenza era coperto di rovi, rose canine, biancospini ed erica.
Da mettersi le mani nei capelli, secondo Magda. Invece Johannes era rimasto incantato dal panorama che da lì si godeva. Verso nord lo sguardo spaziava da Montevarchi fino al Pratomagno, il massiccio montuoso che separa il Valdarno dal Casentino. A ovest si vedeva un paesino di montagna, a est una collina spoglia con una casa solitaria e a sud un fitto bosco e la strada per Solata. Johannes si era innamorato all’istante di questo luogo e vi era tornato ogni volta che aveva tempo, mobilitando amici e artigiani, buttandosi lui stesso nel lavoro con instancabile energia e trasformando nel corso degli anni il podere in un vero gioiello.
Aveva ristrutturato cinque camere, due bagni e la cucina, ma aveva lasciato allo stato originario il muro semidiroccato sul lato ovest, sostituendo le parti crollate con delle vetrate. Una soluzione originale, che dava alla casa un carattere particolare e permetteva di inondare di luce lo studio di Johannes. La terrazza era stata lastricata con vecchi blocchi di pietra e ospitava un pesante tavolo di legno con appesa sopra una lampada di metallo. Magda aveva sistemato tutt’intorno numerosi vasi di terracotta di diverse grandezze dove crescevano rigogliose ortensie, gerani a cascata, rosmarino, basilico e salvia. Quell’ambiente era antico e insieme accogliente: le piaceva trascorrere là fuori le notti d’estate, riparata dal vento dai muri della casa che sprigionavano per ore il calore accumulato durante la giornata.
Ciononostante aveva sempre la spiacevole sensazione di essere osservata. Infatti, dalla strada per Solata era possibile vedere bene alcuni punti della terrazza. Era questo che la disturbava della casa.
Magda uscì piano dalla camera da letto ed entrò nel bagno subito di fronte. Gli occhi gonfi di pianto le davano un aspetto terribile, le ciglia erano quasi del tutto scomparse dietro le palpebre ingrossate.
Decise di far finta di niente e si lavò i denti. Mentre era sotto la doccia e lasciava che l’acqua calda le scorresse lungo il corpo, la sua mente tornò a concentrarsi sull’unico pensiero che da settimane la tormentava: lui aveva rovinato tutto.
Infilò un paio di calzoni estivi leggeri e una maglietta e andò in cucina. Tra un quarto d’ora la radiosveglia in camera da letto si sarebbe accesa. Johannes di solito si alzava subito. Non voleva perdere neppure un attimo della giornata. Si svegliava alla mattina con la testa piena di progetti su quel che poteva riparare o modificare in casa e in giardino, spesso si disperava perché le ferie non gli bastavano per fare tutto quello che si era prefissato.
C’era ancora tempo, perché sarebbe passata una mezz’ora buona prima che scendesse a fare colazione.
Aprì la porta sulla terrazza e uscì. L’aria era limpida e asciutta, sarebbe stata una giornata calda. Magda si stiracchiò e respirò a fondo. La quiete era totale, la strada sterrata per Solata era deserta. Non c’erano auto, non si sentivano voci. Non si vedeva neppure un gatto muoversi nell’erba alta, o crogiolarsi sulle pietre già calde per il sole del primo mattino.
Rimase immobile per qualche istante. Una lieve brezza soffi ava sulla terrazza ora in ombra. Magda rabbrividì sotto la maglietta leggera, tuttavia si sentiva tranquilla e il cuore le batteva lento e regolare. Nemmeno una traccia di nervosismo. Allora era giusto così. Non c’erano dubbi, le riflessioni non erano più necessarie. Lei aveva deciso.
Tornò in cucina e mise sul fornello l’acqua per il tè. Da quando Johannes soffriva di ipertensione, entrambi si erano abituati a non bere più caffè al mattino. Era stata una scelta
molto faticosa eppure la caffettiera giaceva inutilizzata ormai da due anni dentro una piccola credenza sotto la finestra; anzi Magda dubitava che funzionasse ancora.
Johannes aveva sempre preso il caffè con molto latte caldo, con schiuma o senza, era lo stesso. A Berlino beveva Milchkaffee, in Italia cappuccino e in Francia café au lait. Da quando
non poteva più farlo, quella ricarica di calcio gli mancava più del caffè. A volte di pomeriggio entrava in cucina, sudato e stremato dal lavoro in giardino, prendeva il cartoccio del latte dal frigorifero e se ne beveva in un sol colpo almeno mezzo litro. Inoltre si era abituato a mangiare per colazione muesli con frutta annegato nel latte.
Magda guardò il proprio volto riflesso nel vetro della credenza e con la mano sinistra si scostò dalla fronte la frangia troppo lunga.
Tutto quello che faceva costituiva la routine del mattino e avveniva in maniera automatica. Uscì a pulire con un panno umido il pesante tavolo di legno in terrazza. Poi prese le due tovagliette azzurre, posate, piatti e tazze e tirò fuori dal frigorifero il salame toscano, insieme a un pezzo di pecorino e a un cetriolo. Al contrario di Johannes, Magda cominciava la giornata con una colazione sostanziosa. Se avesse mangiato muesli oppure frutta e quark, dopo un’ora si sarebbe sentita male.
L’acqua bolliva e lei la versò sul tè. In quel momento la sveglia in camera da letto iniziò a suonare. Solo restando perfettamente immobile e molto concentrata, riusciva a percepire la musica che attraversava debolmente i muri. Ancora cinque minuti. Al massimo. Poi Johannes si sarebbe alzato.
Tagliò la frutta a dadini. Una mela, mezza banana, mezza arancia. Sopra vi cosparse tre cucchiai di muesli. Sentì sbattere la porta del bagno e poco dopo lo sciacquone. Più o meno dieci minuti ancora prima che arrivasse. Doveva aspettare a versare il latte, il muesli non doveva ammorbidirsi troppo.
Accanto alla casa c’era un piccolo prato dove crescevano i fi ori più diversi, che Magda non conosceva. Fiori di campo indefinibili, molto probabilmente erbacce. Johannes lo tosava soltanto quando era strettamente necessario e così ora le erbe cominciavano a piegarsi sugli steli. Gli piaceva il suo « caos ordinato in giardino » come lo definiva, e tirava fuori il tosaerba dal capanno solo quando riteneva che avesse raggiunto un aspetto « impresentabile ».
Magda raccolse qualche fiore, tra cui dell’aneto giallo, e li mise sul tavolo in un vasetto panciuto acquistato per due euro da un rigattiere di Arezzo.
Ora era il momento del latte. Johannes sarebbe arrivato di lì a poco. Il veleno lo teneva nella tasca dei calzoni. Sapeva che le gocce erano del tutto insapori. Lui non si sarebbe accorto di niente. Almeno non nei primi minuti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: