:: Intervista con Andrew Vachss a cura di Giulietta Iannone

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Chi è Andrew Vachss?

La risposta dipende in base a chi lo chiedi. Cerco di essere il miglior amico e il peggior nemico possibile.

The Weight, il tuo prossimo romanzo, sarà pubblicato il 9 novembre 2010. Puoi dirci qualcosa della trama?

Senza dire troppo — il libro ha  molti livelli, è molto complesso sotto la superficie, anche se è molto diretto nel suo svolgimento. Non mi piacciono le definizioni troppo generiche, e in particolare disprezzo la definizione di “noir” come sinonimo di “più è psicopatico e sanguinolento, più il romanzo è realistico”. D’altra parte non posso disconoscere il suo significato originale. Per questo motivo la descrizione migliore per descrivere il mio nuovo libro è che ho tentato di scrivere un “noir romantico”.

Puoi dirci qualcosa del protagonista, Sugar?

Quello che Sugar è all’inizio del romanzo non è quello che è alla fine. Il percorso è il romanzo stesso.

Nel romanzo descrivi il mondo dal punto di vista di un criminale. Sugar dice: “sono un ladro, e faccio un lavoro pulito. Non faccio del male alla gente per denaro, non appicco fuochi, e non sono sessualmente disturbato”. Un ladro, un tipico criminale, può avere un codice d’onore?

Può un ladro professionista avere un codice d’onore?  Certamente. Ho conosciuto molti criminali che hanno un codice d’onore a cui aderiscono strettamente: ci sono linee che non possono essere oltrepassate.

Ci sono altri lavori che ti hanno ispirato nella scrittura di questo romanzo?

No. Per quanto possa ammirare gli scritti di altri, non mi ispiro a nulla se non alle mie esperienze personali.

I tuoi personaggi ti somigliano? Ci sono parti autobiografiche?

Si.

Ti ispiri a fatti reali quando crei le tue trame?

Ispirato? Se non fosse per questi “fatti reali” non scriverei affatto.

Ti immergi così completamente nel mondo dei tuoi personaggi, non fa un po’ paura?

Stai scherzando, vero? Paura di scrivere? Senza dubbio sono le esperienze di cui scrivo a fare paura. Lo so, io c’ero?

Che cosa ti ha portato a interessarti al genere “giallo”? C’è un intento morale o è tutto intrattenimento?

Non sono interessato a questo genere. Io scrivo di predatori-pedofili che trafficano in pornografia infantile. Questa può essere oggi la trama di un romanzo “giallo”?, ma io ho scritto quel romanzo 25 anni fa… e la maggior parte dei recensori decise che era solo una “fantasia” parto della mia “immaginazione malata”. Oggi chi chiama queste attività “fantasie”? Sonny Metha (presidente della Knopf) chiama i miei libri “romanzi di investigazione”. Sono orgoglioso di questa definizione, perché spiega perfettamente le ragioni per cui scrivo.

Quali sono i tuoi autori preferiti viventi?

Usi saggiamente il termine “vivente”. Evidentemente hai intervistato molti narcisisti i cui autori favoriti sono tutti morti… gli unici favoriti viventi sono loro stessi. Per me è una lunga lista: Joe Lansdale, Chet Williamson, Ken Bruen, Charles de Lint, Joe Gores, Martha Grimes, Marc MacYoung, Nick Pileggi, Mike Black, Wayne Dundee… e molti altri. Difatti, dedico una parte del mio sito agli autori che ammiro [http://vachss.com/media/righteous/index.html] in un tentativo di portarli a una pubblico più ampio.

Pensi che la tua scrittura sia migliorata col tempo?

Dovrebbe. Se la tecnica di un uomo non migliorasse con il passare di così tanti anni, allora dovrebbe abbandonare quell’arte e dedicarsi ad altro.

Infine, la domanda di rito: a cosa stai lavorando ora?

Mi occupo sempre di un unico argomento, ma visto sempre da angolazioni differenti. Il libro a cui sto lavorando ora è qualcosa che non ho mai provato prima. Per quanto ne so, neanche nessun altro.

Grazie mille per il tuo tempo e spero che presto “The Weight” sia pubblicato in Italia.

Sono io che ringrazio te per il tuo tempo, e condivido la tua speranza. Ricevo così tante e-mail da fan italiani che sono arrabbiati perché ho “interrotto” la serie di Burke e ho smesso di pubblicare in Italia. La verità e che ho pochissimi requisiti per un editore, ma questi sono fissati nella roccia. Non sto parlando di soldi; credo che un libro debba guadagnarsi il suo pane. Ma cose come l’approvazione di una copertina non sono neanche da mettere in discussione — deve essere mia.

Traduzione di Andrea Scatena

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