:: Recensione di Crisantemi a ferragosto di Rocco Ballacchino (Editrice il Punto Piemonte in bancarella 2009)

In una torrida Torino deserta per l’esodo estivo Paolo Volpi un grigio e anonimo impiegato dalla vita noiosa e incolore si trova costretto dalle circostance a rinunciare alle sue vacanze alle Baleari con amici e a mettersi il cuore in pace. Dopo tutto Torino d’agosto ha i suoi vantaggi, poca gente, poco traffico, parcheggi più facili da trovare, più tranquillità se non fosse per quella insopportabile puzza che appesta il palazzo deserto in cui vive.
Dopo un piccolo controllo con l’aiuto di due improbabili poliziotti ne scopre la causa: il suo vicino di casa Valerio Naldi giace morto con accanto sul comodino un po’ d’acqua e alcune confezioni di farmaci semivuote. La causa della morte è lampante: suicidio. Non che sia un avvenimento insolito in questo periodo dell’anno. Molti anziani assaliti dalla solitudine ricorrono al suicidio ma questa volta c’è qualcosa di diverso, l’innocuo e silenzioso Naldi racchiude in sé un mistero e sembra che abbia proprio deciso di affidare a Paolo Volpi una strana eredità.
Incuriosito, irritato, sorpeso Volpi inizia a indagare e viene a conoscenza di una serie di morti di donne avvenute dagli anni 50 in poi in prossimità del Ferragosto, tutte catalogate come suicidi. Ma Valerio Naldi in che modo è collegato a questo ginepraio?
Di colpo la vita grigia e anonima di Volpi si tinge di angoscia e bisognerà arrivare alle ultime pagine del libro per fare piena luce in questa oscura e fosca vicenda che infondo potrebbe capitare ad ognuno di noi.
Crisantemi a ferragosto il romanzo d’esordio di Rocco Ballacchino edito nel 2009 dalla casa editrice Il Punto Piemonte in bancarella, è un giallo anomalo e inquietante non privo di venature noir. Ha per protagonista il classico uomo qualunque coinvolto volente o nolente in una storia più grande di lui, una storia in cui il male ha sfaccetate facce tutte riconducibili al mistero insito nella natura dell’uomo.
Ballacchino ci porta per mano in una storia apparentemente assurda ma nello stesso tempo non del tutto improbabile. Conosciamo infatti davvero chi ci circonda, chi vive magari sullo stesso pianerottolo e con cui scambiamo a volte radi cenni di saluto? Siamo davvero certi che dietro il sorriso mite e un po’ miope del vecchietto che magari incrociamo in ascensore non si nasconda un mistero, la banalità stessa del male?
Ecco la lettura di questo libro porta a porsi domande come questa e non è sempre detto che le risposte ci piaceranno.

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