:: Lorenzo Mazzoni intervista Matteo Righetto

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con sottofondo di "Cherry Cherry", The Music Machine 

1- E’ uscito da qualche mese "Savana Padana" (Editrice Zona), che sta avendo un ottimo successo di vendite e di critiche. Hai voglia di parlarcene?SAVANA PADANA 

Lorenzo, a dire il vero nemmeno io mi aspettavo che Savana Padana avesse un riscontro così interessante sia in termini di critica che commerciali. Quando ho scritto questo breve romanzo pop infatti, sono partito da un’esigenza che, da lettore, non sono mai riuscito a soddisfare, quella cioè di misurarmi finalmente con una narrativa pulp/noir ambientata nel mio territorio rurale veneto, un territorio così pieno di contrasti, contraddizioni e paesaggi estremi. Una storia che rompesse gli schemi lirici e autocentrati della stragrande produzione letteraria nostrana. Ho perciò pensato di ricreare dei personaggi biechi e molto folk dediti al crimine, una numerosa e rocambolesca kumpania di zingari, un carabiniere che crede di saperla lunga e un capo mafia cinese che ricicla il denaro sporco della droga acquistando bar nelle campagne venete. Li ho presi tutti assieme e li ho shakerati violentemente con grappa, polenta, sangue e afa estiva. Il cocktail che ne è uscito è Savana Padana. 
 

2- Più  volte nei tuoi interventi hai parlato di "polenta-western". Che cosa significa?  

la storia dellSi tratta di un genere letterario che ripropone un codice western rivisitato (che fa riferimento soprattutto ai B-Movies degli spaghetti western pre-Leoniani) e innestato sulla terra veneta. Lo stesso Savana Padana in fondo ha molte caratteristiche del genere, come la cifra epica, il senso della vendetta, i personaggi truci e via discorrendo, ma nuova è sicuramente l’ambientazione: quella cioè di una terra aspra come la pianura e la campagna veneta, per certi aspetti simile a certe zone del Texas o dell’Oregon occidentale. E nei miei lavori il paesaggio è sempre il vero protagonista. Anche se in verità, al di là delle ambientazioni “polenta” e del carattere western della vicenda narrata, spero di aver offerto uno sguardo spietato e caustico sulla grettezza e la chiusura mentale spesso molto diffuse nella provincia del nordest, così ricco economicamente ma anche bigotto e chiuso sotto il profilo culturale. 
 

3- Oltre che scrittore curi il sito "sugarpulp" che si occupa di letteratura pulp/noir? Come ti trovi nelle vesti di redattore? Come si sviluppa il lavoro all’interno di "sugarpulp"? 

Sì, Sugarpulp è un movimento nato meno di un anno fa con l’obiettivo di proporrela rondine e la nuvoletta un nuovo gusto letterario di ambientazione nostrana e rudemente casereccia (la barbabietola da zucchero è il prodotto tipico della pianura padana), ma ispirato ad una certa letteratura americana di genere rappresentata da alcuni scrittori che per noi sono dei veri riferimenti. Parlo di Joe Lansdale, Ellmore Leonard, Victor Gischler, Cormack McCarthy, James Lee Burke, Harry Crews e altri ancora. Dedicare del tempo ad un progetto come questo è davvero entusiasmante e stimolante, non solo per le ambizioni culturali del movimento, ma soprattutto per la nostra “filosofia” di inclusione costante e continua che ci ha portati in pochi mesi ad avere numerosi collaboratori (la Sugarpulp Crew) che condividono il progetto e hanno voglia di lavorarci attivamente inviandoci recensioni, racconti, articoli e quant’altro possa risultare utile per la crescita culturale della Barbabietola Assassina. Abbiamo già all’attivo una pubblicazione di racconti, numerose presentazioni e incontri con autori, e molte altre sorprese che per ora non voglio anticipare… 
 

4- Hai pubblicato libri per l’infanzia: La storia dell’Orso, La Cornacchia Bianca, La Rondine e la Nuvoletta (tutti editi da Panda). Come ti trovi a scrivere per i più piccoli? 

Scrivere per i più piccoli è stupendo. Ho sempre considerato i generi “favola” e “fiaba”  come veri codici letterari universali, la letteratura rivolta a tutti, nessuno escluso. Eppoi l’emozione di vedere i bambini rapiti dalle mie storie, è davvero impagabile. 
 

5- Quali sono i tuoi "maestri" di riferimento, se ne hai? Cosa stai leggendo la cornacchia biancaattualmente? 

Il primo maestro non si scorda mai, e per me è stato senza ombra di dubbio Boccaccio. Per quanto riguarda le mie letture, beh, mi nutro davvero di tutto e non rigurgito quasi nulla.

Gli ultimi libri che ho letto in ordine di tempo sono: “In fondo alla notte” di Hugues Pagan, “American Dust” di Richard Brautigan, “La teologia politica di S.Paolo” e “Dal comunismo al consumismo” di Butcovan e Belli. 

6- Cosa ne pensi della nuova narrativa italiana? C’è qualche nuovo autore che ti piace particolarmente? 

Penso che la narrativa, l’editoria e l’establishment letterario italiano rappresentino, né più né meno, quello che generalmente è il “paludismo” della società  e della cultura nazionali  attuali: spesso boriose, autoreferenziali, ingessate e snob. Detto questo ci sono parecchi autori italiani che mi piacciono un sacco, e parlo di autori finalmente originali che hanno il coraggio di proporre cose nuove con linguaggi nuovi. Ti faccio tre nomi. Non per piaggeria o “captatio benevolentiae” (non ne sarei capace), ma mi piace Lorenzo Mazzoni perché è un autore versatile e i suoi lavori sono sempre  godibili anche quando tratta tematiche forti e delicate. Poi mi piacciono molto Francesco Ferracin e Omar di Monopoli.Tutti davvero bravi. 
 

7- Hai un metodo? Una giornata tipo di processo creativo? 

Non sono un autore che scrive tutti i giorni. Inizio a scrivere una storia soltanto quando la sento cresciuta e maturata concettualmente, poiché  prima di farlo preferisco sentirla già  viva e sufficientemente strutturata nella mia mente, proprio come se si trattasse di un parto: vivo tempi lunghi di gestazione e poi, improvvisamente, mi getto a scriverla con molto impeto e una discreta velocità. Le mie prime stesure infatti di solito sono sempre rapide, ma si tratta di giorni, settimane, mesi febbricitanti e maniacali, durante i quali mi dedico quasi esclusivamente a questa attività e mi isolo da tutto ciò che mi circonda. 
 

foto parigi 046bister8- Cosa ne pensi della piccola editoria? 

Spesso vi sono delle realtà editoriali che potremmo definire piccole soltanto da un punto di vista commerciale, mediatico ed economico, ma che offrono opere e prodotti di assoluto pregio e di grande spessore letterario e artistico. Penso a Scheiwiller, a Isbn, a Meridiano Zero, a Giuntina e negli ultimi tempi anche a La Carmelina di Ferrara. 
 

9- Ci sono altri luoghi della provincia italiana, oltre il nordest, che ti piacerebbe analizzare nelle tue storie? 

Non particolarmente. Trovo davvero che in questo senso il Veneto offra spunti molto originali e per ora la mia intenzione è proprio quella di approfondire il mio filone narrativo innestato qui. Va detto tra l’altro che il Veneto è una regione estremamente varia dal punto di vista geomorfologico e anche sociale: abbiamo mare, laguna, pianura, laghi, colline, montagne. E’ poi la regione con il più alto tasso di immigrazione nel paese e di problematiche ad essa legate. Una terra di contrasti: caldo e freddo, ricchezza e povertà, volontariato sociale e razzismo e molte altre realtà contrapposte. Ottime suggestioni per chi vuole raccontare storie pulp, che dici? 
 

10- Stai scrivendo? Hai progetti per il futuro? 

Ho già  pronto un altro romanzo, sostanzialmente si tratta di un horror-noir: una storia di formazione criminale raccontata in prima persona dal protagonista, il quale all’epoca dei fatti era un adolescente balordo. L’anno della vicenda è il 1982, lo stesso dei mondiali di calcio in Spagna e di tanta musica pop di successo. I luoghi sono quelli solari delle spiagge di Sottomarina da un lato, e quelli oscuri e spettrali della laguna nera retrostante il porto di Chioggia dall’altro, ai confini tra le province di Padova e Venezia. Una storia molto dura.
E poi sto lavorando ad un terzo romanzo del mio filone “polenta-western”. E credo che anche con questo ci sarà da divertirsi parecchio… 
 

Grazie, buona giornata e buon lavoro 

Grazie a te, Lorenzo.

3 Risposte to “:: Lorenzo Mazzoni intervista Matteo Righetto”

  1. valtergiraudo Says:

    Interessante… scrittore originale ed eclettico… complimenti!

    ciao
    Valter

  2. valtergiraudo Says:

    Interessante… scrittore originale ed eclettico… complimenti!

    ciao
    Valter

  3. mariluoliva Says:

    Bella intervista!

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