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:: Intervista a James W Hall

Benvenuto James. Raccontaci un po’ di te. 
 

E’ da 40 anni che scrivo poesia, narrativa, saggistica e sto ancora imparando a farlo.

 

Come iniziò il tuo interesse per la scrittura?Silencer

 

Ero un avido lettore e quando da ragazzo andai al college incontrai un poeta che era mio professore di letteratura. Non avevo mai incontrato un vero scrittore dal vivo prima e divenne il mio modello e la mia ispirazione. Fino allora avevo sempre pensato di volere un lavoro convenzionale come la maggior parte della gente. Ma quando mi resi conto che era possibile essere uno scrittore e un insegnante ho indirizzato tutte le mie energie a studiare i libri e  cercare di imparare come creare letteratura.

 

Quale fu il tuo primo lavoro scritto?

 

Ho scritto poesie durante tutta la scuola superiore e l’università e mi dilettavo con la narrativa. Ho scritto un sacco di poesie d’amore a varie fidanzate. Le mie poesie erano spesso divertenti e accessibili. Ecco un video su youtube di un ragazzo che recita una delle mie poesie: http://www.youtube.com/watch?v=f4fg_33iBEA

 

Come sei arrivato a pubblicare?

 

Le mie prime pubblicazioni furono poesie. Le mandavo ad alcune riviste letterarie e alla fine alcune sono state prese. Questo è stato incoraggiante naturalmente così ho scritto di più, ho inviato di più e ho pubblicato di più. Poi ho cominciato a scrivere racconti e li ho inviati. Per anni sono stati respinti poi alcuni iniziarono ad essere accettati. Dopo circa dieci o quindici anni che avevo iniziato a scrivere un agente letterario mi contattò dopo aver letto uno dei miei racconti su una rivista. Inseguito questo agente trovò un editore per il mio primo romanzo. Questo è successo più di vent’anni fa.

 

Quanto tempo ci hai impiegato?

 

n131868Il mio apprendistato continua come ho detto. Ma ci sono voluti circa dieci anni per imparare il mestiere abbastanza bene da essere pubblicato con una certa regolarità. Dieci anni è un tempo ragionevole io credo. Alcuni scrittori sono più veloci e molti sono più lenti. Ma tu devo amare scrivere così tanto da sopravvivere a tutti questi rifiuti e continuare a scrivere per almeno dieci anni.

 

Prendi ispirazione da eventi reali quando crei le tue trame?

 

In una certa misura si. Ma l’ispirazione migliore arriva mentre si sta scrivendo non mentre si sta sperimentando la vita reale. Quei lampi di riconoscimento e di scoperta che faccio mentre sto davvero lavorando con le parole sono di gran lunga superiori dalla scoperta della vita reale.

 

Come solitamente trovi le idee?

 

Si evolvono. Di solito inizio ascoltando qualcuno che sta parlando e quindi creo qualcuno che parla come loro. Mi interesso alla gente e immagino come siano le loro vite. Cerco anche di trovare un modo per utilizzare materiale autobiografico.  Chiedo a me stesso quale è la cosa più importante della mia vita al momento e come posso inserire ciò nella mia storia.

 

Quale genere di ricerche hai svolto nella stesura del tuo primo libro?

 

Cerco di trascorrere almeno un mese nelle ricerche, così come ho fatto per il mio primo libro. Vado nel luogo dove voglio ambientare la storia. Parlo con la gente, faccio domande. A poco a poco trovo l’argomento che voglio trattare.

Ho scritto su Cassius Clay, la pirateria, le miniere di minerali, e un sacco di altri soggetti come questi. La maggior parte di questi soggetti li ho ricercati su internet o di persona. Sono andato in Borneo per esempio, per fare ricerche sul contrabbando di animali, oranghi per la precisione.

 

Quali libri leggi?

 

Leggo James Lee Burke, John Sandford, e Dennis Lehane che era mio studente all’università di Miami quando insegnavo. Leggo anche non-fiction. Mi piace Malcolm Gladwell e n60200Tony Horwitz.

 

Quale è la tua routine?

 

Mi alzo molto presto alle cinque di mattina scrivo per poche ore, vado a correre o in bici per un ora, poi scrivo fino al tardo pomeriggio. Di solito scrivo 8 ore al giorno. E’ un lavoro. Un lavoro che amo. Il mio problema e che mi piace troppo così non ho tempo per altro.

 

Quali consigli daresti ai giovani scrittori in cerca di editore?

 

E’ una domanda sbagliata. Non preoccupatevi degli editori. Preoccupatevi di scrivere il meglio possibile. Quando scrivete qualcosa di abbastanza buono, o addirittura di spettacolare, la pubblicazione sarà facile. Ho scritto quattro romanzi che fallirono poi il primo fu pubblicato.  Gli editori leggevano i miei romanzi e li respingevano ma io sono stato testardo e ho continuato a scrivere e alla fine ho imparato a scrivere un romanzo e voilà mi è stato pubblicato.    

 

Cosa ne pensi degli e-books?

 

Penso ci sia una rivoluzione in corso e l’editoria elettronica giocherà un ruolo importante nel mondo dei libri entro i prossimi 10 anni. E’ difficile prevedere cosa avverrà, ma è chiaro che i tempi stanno cambiando radicalmente e rapidamente nel mondo della pubblicazione.

 

Parlaci della tua produzione letteraria.

 

Ho pubblicato 4 libri di poesia, una collezione di racconti, una collezione di saggi tratti dagli articoli per giornali che ho scritto e 17 romanzi thriller.

 

Ti piace l’Italia?

 

Amo l’Italia. Mia moglie ed io abbiamo trascorso 10 giorni a Firenze pochi anni fa. E’ un paese meraviglioso. Sono andato al festival noir di Courmayeur un paio di anni fa, sulle Alpi e mi piacque veramente molto. Ho anche trascorso un anno come professore in Spagna e andavo in Italia spesso ed era per me sempre un piacere.

 

Quali sono le tipiche qualità di un buon scrittore?

 

Caparbietà, curiosità, amore per la lingua.

 

Conosci i libri di Giorgio Faletti?

 

No, dovrei?

 

Quale ruolo svolge internet ?

 

Enorme. Internet è ora usato dalla maggior parte della gente per fare ricerche. Certo non può sostituire la vita reale ma è di grande importanza. Ero abituato a trascorrere molto più tempo in biblioteca di quanto faccia oggi.

 

Quali cambiamenti hai notato del mondo della fiction da quando scrivi?

 

hellTroppi per prenderne nota. Il mondo dell’editoria è diventato molto più competitivo di quanto lo fosse vent’anni fa quando ho iniziato. Chi fa fiction deve avere un occhio sul mercato in questi ultimi tempi mentre una volta, parlo di un paio di decenni fa, uno scrittore di fiction poteva scrivere opere più personali e interessarsi meno alle reazioni del pubblico. Oggi giorno uno scrittore deve essere molto più pratico di realtà editoriali. Leggere libri è solo una delle dozzine di forme di intrattenimento che si contendono l’attenzione del pubblico.

 

Quali scrittori ti hanno influenzato?

 

Tanti. Hemingway, Elmore Leonard, John D. McDonald, Raymond Chandler, Harper Lee, Margaret Mitchell, l’autrice di Via col vento.

 

Fai lo scrittore a tempo pieno o   fai anche altri lavori?

 

Fino a poco tempo fa oltre a fare lo scrittore insegnavo come professore universitario. Sono andato in pensione dopo 36 anni.

 

Come hai iniziato a scrivere crime? Sei un lettore del genere?james j hall

 

Si. E’ stato sempre per me una forma di svago peccaminoso da svolgere nei weekend. Durante la settimana dovevo leggere i libri che insegnavo all’università. La letteratura canonica. Ma mi sono sempre più divertito a leggere i romanzi crime che i libri approvati. Molti dei più grandi romanzieri americani hanno scritto romanzi polizieschi in un modo o nell’altro.

 

A cosa stai lavorando in questo momento?

 

Sto scrivendo un libro sul più grande bestsellers di tutti i tempi e un nuovo romanzo.

 

Come possono i lettori mettersi in contato con te?

Attraverso il mio sito jameswhall.com

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