:: Dal libro al cinema: L’amante di Marguerite Duras a cura di Giulietta Iannone

by
THE LOVER, (aka L’AMANT), Jane March, Tony Leung, 1992, (c) MGM

Fedele trasposizione in immagini del bellissimo romanzo di Marguerite Duras, L’amante diretto nel 1992 da Jean Jacques Annuad e interpretato da Jane March e Tony Leung Ka Fai è una sorta di tributo al genio letterario della Duras (sebbene la scrittrice l’abbia sempre contestato) che nel suo breve romanzo semi autobiografico ci descrive il suo primo amore nell’Indocina francese della fine degli anni ’20. Che si tratti d’amore, anche da parte della ragazza, sia nel libro, che soprattutto nel film, si scoprirà alla fine quando la vita li separa, lei torna in Francia e lui per mancanza di coraggio, (è un debole non può vivere senza i soldi di suo padre) sposa come tradizione una donna ricca come lui. A incombere su questo amore, che per il cinese è autentico e manifesto, (non ha mai sofferto tanto per una donna), è il denaro, più che la differenza etnica, o la differenza di età (lei è minorenne se denunciato dalla famiglia di lei rischierebbe un processo e il carcere). Ma la ragazza che pur essendo in miseria, dopo la morte del padre e gli investimenti sbagliati della madre che insegna nella scuola rurale di Sadec, è sempre una bianca, (i cinesi per quanto ricchi, secondo le rigide convenzioni sociali del tempo, non possono avere relazioni con donne bianche a parte le prostitute francesi), non comprende subito che ciò che prova per il cinese è amore, crede che il suo interesse per lui sia legato solo al suo denaro, che la gretta famiglia di lei ricava dalla relazione, sfruttando la ragazza. Nel film il personaggio della madre, molto amato dalla ragazza, diventa quasi epico nel suo crescere tre figli da sola ed ergersi contro forze che la sovrastano, e solo alla fine la donna rivaluta l’amante della figlia apprezzandone la generosità e la discrezione. L’erotismo patinato, meno incisivo che nel libro molto più graffiante, ne fa un incontro di corpi sì, perchè è resta un amore carnale, che tende però a una spiritualità impalpabile e remota. E’ un incontro anche di anime, specie nelle confessioni reciproche che si fanno o di quando lei gli dice che vuole diventare scrittrice contro la volontà della madre che la sogna professoressa di matematica per guadagnare. Mai il cinese (di cui nè nel libro, nè nel romanzo sapremo mai il nome, nè tra l’altro quello della ragazza), tratta la ragazza da prostituta, anche nelle scene più violente, o quando glielo dice; la sua estrema miseria è per lui solo una leva per farsi amare da una bianca se no irraggiungibile, da cui pensa tra l’altro non sarà mai amato se non per i suoi soldi. Ma la ragazza si accorge di amarlo veramente quando lo perde. Il dolore che prova le rivela l’intensità di questo sentimento così profondo da sopravvivere alla guerra, ai matrimoni, ai figli, ai divorzi, al successo letterario, alla morte. Jeanne Moreau legge, nella versione originale recitata in inglese, stralci del libro e molto spesso i personaggi dicono le identiche parole scritte nel romanzo a sottolineare l’opera di ricalco e fedeltà al testo. Stupendi gli scenari, la foce del fiume Mekong, le vie trafficate di Saigon, gli scorci della scuola rurale. La pioggia, il sudore, la polvere, il senso di decomposizione e rovina, che sporca la perfezione della fotografia di Robert Fraisse, cadenzata dalle musiche di Gabriel Yared, rendono il film un’ottima prova autoriale nella filmografia di Jean Jacques Annuad. Forse diverso da come l’avrebbe immaginato la Duras ma non per questo meno significativo.

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5 Risposte to “:: Dal libro al cinema: L’amante di Marguerite Duras a cura di Giulietta Iannone”

  1. Avatar di Daniela Daniela Says:

    recensione calzante di un film che ho molto apprezzato, uno di quelli che se on hai letto la storia dal quale è tratto ti invoglia a farlo; e ti resta “sulla pelle” per molto tempo, per il pathos, la bravura di un cast oserei dire perfetto e le atmosfere che rispettano uno spazio-tempo affascinante.

  2. Avatar di Shanmei Shanmei Says:

    Sì, mi è piaciuto e ho trovato tanto del libro sebbene abbia letto recensioni molto critiche e la Duras non l’apprezzasse. E’ un’opera d’arte a sè statente e le scene d’amore, pur essendo abbastanza esplicite, non le ho trovate volgari nè prive di sentimento. Tony Leung Ka Fai poi è un figo da paura a prescindere se sia cinese o meno. Sembra un principe. Bravi tutti, anche l’attrice che interpreta la madre, e gli attori che interpretano i fratelli.

  3. Avatar di Diamantina58 Diamantina58 Says:

    Bellissimo sia il libro che il film

  4. Avatar di Diamantina58 Diamantina58 Says:

    Sempre di più i libri, sono d accordo con te

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