:: Rino Gaetano e la sua morte sospetta nell’Italia dei misteri. Un’ intervista a Bruno Mautone a cura di Nicola Vacca

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Se c’è uno scrittore che in questi anni sta indagando sulla figura di Rino Gaetano e sui misteri della sua morte questo è Bruno Mautone.
Da poco è uscito
Rino Gaetano segreti e misteri della sua morte, (Uno editori, pagine 247, € 15, 70) il terzo saggio che Mautone dedica alla vita e soprattutto alla morte del cantautore crotonese. Ci sono in questo libro pagine che fanno tremare e rivelazioni che non faranno dormire sonni tranquilli.
Anche questo, come i precedenti (tra cui ricordiamo
Rino Gaetano. La tragica scomparsa di un eroe, L’ArgoLibro editore), è un libro che contiene molte rivelazioni, tutte argomentate e documentate, sui rapporti tra il cantautore calabrese, la CIA e la P2 e inoltre l’autore si sofferma su quell’oscuro incidente avvenuto nella notte del 2 giugno 1981 a Roma sulla Via Nomentana che costò la vita a Rino Gaetano.

Nel tuo nuovo libro ancora continui a scavare nella vita di Rino Gaetano e questa volta la tua lente di ingrandimento mette in evidenza molte zone oscure che conducono alla morte misteriosa del cantautore. Ci vuoi raccontare come nasce questo terzo capitolo della tua indagine intorno al pianeta Rino Gaetano?

Dopo le mie pubblicazioni si è finalmente abbattuto una sorta di tabù che ingessava articoli e considerazioni sul mondo discografico e, più in generale, il mondo artistico. Ora tanti giornali dedicano attenzioni ad un tema che ho portato, con le mie ricerche, alla luce. Nel mondo della musica vi è la presenza celata e inquietante di agenti dell’intelligence che controllano e monitorano gli artisti. I miei approfondimenti sono continuati, in particolare scrivendo di Rino Gaetano, e ho dimostrato che attorno al coraggioso e compianto cantautore crotonese gravitavano almeno una mezza dozzina di persone organiche ai servizi segreti nonché a potenti consorterie massoniche. La scoperta identità di tali amici ha comportato ulteriori verifiche e riscontri che ho trasfuso nel mio recentissimo saggio.

Rino era molto scomodo, nei suoi testi le allegorie erano tante e lui era molto bravo a metterci dentro fatti e persone inquietanti del suo tempo e di quel periodo, tra i più torbidi della storia italiana contemporanea. Per questo motivo il cantautore è diventato un osservato speciale?

Sicuramente. Certo è interessante e nello stesso tempo inquietante che ruotano attorni a lui persone, anche importanti, delle c.d. “barbe finte”.
Potrebbe, addirittura, ipotizzarsi che alcuni di tali personaggi sono solo falsi amici laddove altri, invece, lo rendono edotto, anche a livello confidenziale, di tanti fatti brutti della politica e del potere. Insomma taluni lo informano altri, è plausibile, gli girano intorno per controllarlo. In tale quadro il suo più caro amico , Enrico Carnevali, che lavora all’ambasciata Usa di Roma, che intrattiene una stretta relazione affettiva con la collaboratrice più importante e più stretta dell’ambasciatore, nonché figlio di uno storico agente segreto italiano, abbia pagato, al pari di Rino, con la morte prematura un coraggio rivelatore e l’amicizia sincera con l’artista. La vicenda e affascinante quanto tragica, la illustro compiutamente nel libro. La realtà, in certi casi, supera finanche la più fervida delle immaginazioni.

La tua terza inchiesta si arricchisce di nuovi capitoli. Nel tuo libro è tutto documentato e le rivelazioni che fa gettano nuova luce sulla vita e sulla morte misteriosa di Rino Gaetano.
La presenza di agenti della CIA nella casa discografica di Gaetano. Dedichi anche un capitolo molto interessante alle connessioni tra Gaetano, Pecorelli e Pier Paolo Pasolini, tutti e tre fanno tremare il Palazzo e disturbano le manovre dei poteri politici.
Con questo libro getti un altro sasso nello stagno. Le tue parole fanno rumore. Pensi che qualcuno si sveglierà?

I miei saggi sono stati censurati dai massmedia c.d. grossi tuttavia grazie al passaparola dei lettori, che è poi il mezzo di recensione più autentico, sono diventati dei piccoli bestseller, il secondo addirittura ha venduto circa 7mila copie. La verità si può nascondere ma non eliminare, quindi col tempo temi affrontati diverranno sempre più di attualità e di diffusa trattazione. Peraltro, come già accennavo in precedenza, se prima era un tema “proibito” scrivere di presenze e influenze (nefaste), se non addirittura assassine, dei servizi segreti nel mondo dell’arte oggi è un argomento quasi usuale, basti pensare che negli scorsi giorni sia il “Fatto Quotidiano” sia “Il Giornale” hanno dedicato espliciti articoli su tali circostanze, e sono orgoglioso di averne parlato già alcuni anni fa con i miei primi due libri, sempre incentrati sulla figura di Rino Gaetano.

Il libro si chiude con quella maledetta notte del 2 giugno 1981 in cui Rino perse la vita in un misterioso incidente stradale sulla Nomentana a Roma. Tu hai molti dubbi sulla dinamica dell’incidente e nel tuo libro parli proprio di incidente stradale sospetto e in effetti sono molte le cose che non tornano. Vuoi velocemente esporci i punti inquietanti?

Mi dispiace dirlo ma l’atteggiamento della sorella dell’artista è sconcertante, infatti ha sempre sostenuto che non vi sono ombre sull’incidente mortale di Rino Gaetano e sui soccorsi prestati. È vero il contrario, addirittura ho portato alla luce una interrogazione scritta rivolta al governo dell’epoca di due senatori, chiedono chiarimenti sul decesso dell’artista e sulle modalità dei soccorsi. È un documento eccezionale che ho scoperto e ho portato alla luce, nella assoluta censura dei massmedia. In sostanza già la notte stessa della morte affiorano pesanti dubbi e interrogativi sulle modalità del sinistro stradale nonché sugli sconcertanti avvenimenti successivi. Come detto la morte di Rino Gaetano fu oggetto di una discussione ufficiale, politico-istituzione, in Parlamento! Peraltro uno dei due senatori interroganti è uno stimatissimo politico di circa 90 anni già ministro dei lavori pubblici nel ventennio mussoliniano (fece realizzare i primi tratti autostradali in Italia, partecipò alla eliminazione delle paludi pontine e alla fondazione delle città ivi sorte, fu podestà apprezzatissimo di Bari ove fece realizzare una grande mole di lavori) stimatissimo nel dopoguerra per la rettitudine e la grande competenza politica anche dagli esponenti del Partito Comunista di Berlinguer. È il senatore barese Araldo Di Crollalanza, non certo un fan di Rino Gaetano! La sorella di Rino Gaetano incredibilmente ha riferito che non è vero che il fratello venne rifiutato o, se si vuole, non venne curato da cinque diversi ospedali. In realtà il governo Forlani non risponderà alla interrogazione parlamentare (cadrà di lì a poco per lo scandalo P2), risponderà invece il ministro Altissimo del successivo governo Spadolini, confermando ufficialmente che ben cinque diversi ospedali, senza fornire nessunissima motivazione, non risposero alle richieste di soccorso e assistenza provenienti dal primo nosocomio ove venne portato l’artista gravemente ferito. Sul luogo del sinistro interviene una misteriosa ambulanza dei vigili del fuoco, non si sa da dove proveniente e da chi chiamata, e soprattutto perché chiamata in luogo di una “normale” ambulanza di servizio ospedaliero. Peraltro l’ambulanza dei caschi rossi, rectius l’equipaggio dei veicolo, adotta una decisione inspiegabile quanto letale, che mai e poi mai avrebbe potuto compiere una ambulanza di un qualsiasi ospedale, ciòè trasportare Rino Gaetano, che ha una grave frattura cranica, in un ospedale ove il reparto di traumatologia cranica non esiste (il Policlinico). Nella risposta del Governo alla interrogazione in modo inspiegabile non si riferisce in alcun modo il nome o i nomi dei medici che avrebbero portato soccorso all’illustre ferito, paventandosi, addirittura, una vera e propria congiura del silenzio, così come risultano sconosciuti i componenti della enigmatica ambulanza dei caschi rossi né la caserma di provenienza. Mino Pecorelli qualche anno prima aveva coraggiosamente scritto che persone scomode vengono messe a tacere con incidenti stradali e tali sinistri, quando erano procurati dai servizi segreti, vedevano sempre in loco la presenza di “tecnici” per far scomparire tracce di manomissioni e artifizi applicati per sopprimere la vittima predestinata con incidenti automobilistici. Tale inquietante circostanza, sarà un caso, si riscontra pure il 2 giugno 1981, festa massonica della Repubblica,… intervengono dei “tecnici” e nessuna ambulanza e\o nessun medico o personale sanitario, sul luogo del tragico impatto. Oltretutto il Tg2 fornisce una ricostruzione falsa dell’incidente, paventando uno scontro frontale, in realtà i danni sulle carrozzerie dei due veicoli coinvolti dimostrano che non si trattò affatto di uno scontro frontale. I danni localizzati sulle parti anteriori destre escludono scontro frontale e, inoltre, circostanza omessa dal notiziario rai e poi da tutti i massmedia, l’auto di Rino e presumibilmente anche il secondo veicolo impattarono contro il tronco di un platano localizzato sul tratto viario nel quale la volvo dell’artista e il camion OM vengono a scontrarsi.

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Una Risposta to “:: Rino Gaetano e la sua morte sospetta nell’Italia dei misteri. Un’ intervista a Bruno Mautone a cura di Nicola Vacca”

  1. Roberto Iovacchini Says:

    ci sono tante anomalie in questa vicenda. Libro molto interessante.

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