A “Paris Noir” di Ida Ferrari, il premio speciale “romanzo giallo” al Concorso di Letteratura “Città di Pontremoli”. A cura di Viviana Filippini

by

Ida Ferrari, bresciana, lavora in banca e ha una profonda passione per la scrittura, che l’ha portata  ad affinare la sua tecnica alla scuola Holden con la partecipazione ad un corso di tecniche della narrazione. L’amore per le parole, unito a una eccellente dose di creatività, hanno permesso a Ida Ferrari di ricevere vari riconoscimenti per i suoi scritti e di dare vita a diversi gialli, l’ultimo dei quali “Paris Noir”, edito da Golem e ambientato tra Milano e Parigi, ha ricevuto il premio speciale “romanzo giallo” al Concorso di Letteratura “Città di Pontremoli”. Di come è nato il romanzo e di scrittura ne abbiamo parlato con la nostra amica Ida.

Benvenuta Ida, ciao, quali sono state per “Paris Noir” le tue fonti d’ispirazione?

È strano come l’ispirazione per l’avvio di una storia possa avvenire in modo inaspettato e del tutto casuale (come è successo per il mio precedente “La vincita”) o metabolizzato nel tempo, come per “Paris noir”. In questo caso mi ha colpito il progetto, realizzato da un ragazzo molto giovane, per il riparo dei clochard. Mi era parso, e lo penso ancora, geniale. Ho pensato quindi di inserirlo in una storia. Parallelamente ho maturato altre due casistiche, una presa da un fatto di cronaca e l’altra inventata, relativa all’ambiente bancario. L’incastro di questo mix è diventato “Paris noir”. 

Non è la prima volta che nel tuo lavoro letterario la banca e il mondo finanziario compaiono. Cosa rappresentano per te?

Semplicemente ci lavoro e, credimi, l’ambiente offre molti spunti. Non manco però di fantasia. La conoscenza del mondo bancario è solo la struttura principale sulla quale poi costruisco la trama. 

Gianluca fa il cassiere, Greta l’impiegata, si conoscono poco, ma tutti e due sono diretti a Parigi, perché hai scelto proprio la capitale parigina?  

Preferisco usare luoghi che conosco per non incorrere in inesattezze (il lettore non perdona). Parigi è una città che mi ha sempre affascinato e che ho visitato più volte. Ha anche un significato affettivo, per cui mi è venuto facile pensarla come location. 

Gianluca e Greta custodiscono due segreti e cosa li spinge a prendere spunto da quelle verità che hanno scoperto per agire a Parigi? Senza spoilerare troppo, Greta e Gianluca fanno parte della categoria dei disonesti solo nell’apparenza. Per una sorta di destino avranno un ruolo reciproco importante per arrivare alla soluzione del loro personale caso. 

Paolo Bosco, Simona Fontana e Neo – già presenti in La vincita- tornano nella scena narrativa, come sarà per loro districarsi in questo nuovo intrico?

Speravo mi chiedessi dei miei investigatori. Simona, Paolo e Neo sono per me quasi reali, tanto li ho interiorizzati. Saranno presenti anche nella prossima storia. Simona e Paolo sono i titolari della Fontana Investigazioni. Neo è il loro collaboratore informatico, tendenzialmente hacker. In “Paris noir”, come ne “La vincita” lavorano in simbiosi, ognuno con il proprio carattere, diversi uno dall’altro, ma indispensabili reciprocamente per arrivare alla soluzione, che appare ostica. Dovesse mancare uno di loro, credo mi verrebbe quasi impossibile riuscire a incastrare i vari tasselli del puzzle. 

Leggendo il romanzo si ha come l’impressione che le persone e le cose non siano mai quello che sembrano. Come è stato lavorare sul concetto dell’ambiguità?

Quante volte incontriamo persone o situazioni ambigue? Fa parte della vita stessa, anche se non ci piace. Una mia raccolta di racconti “Torte Gemelle” ha per sottotitolo “La forma dell’apparenza”. Nelle mie storie è un po’ sempre così, è anche funzionale alla trama di un noir/thriller. Mi capita però di faticare ad immedesimarmi perché personalmente, nella vita reale, preferisco le persone e le situazioni chiare e dirette.

Nel tuo libro si fa riferimento anche la mondo del web, quanti e quali sono i pericoli nei quali si rischia di imbattersi?

Parecchi rischi si possono evitare, basta averne coscienza. Più difficile risulta per le menti giovani che sono facilmente influenzabili, appunto, dall’apparenza. Nel libro parlo di una situazione al limite dove il gioco porta alla morte. E purtroppo non si riduce a pura fantasia, è tratto da un fatto reale. Io credo che questi argomenti debbano essere affrontati a fondo e con chiarezza. Anche in un noir, presentare argomenti attuali credo sia importante per uno spunto alla riflessione.

Per te cosa rappresenta la scrittura?

La scrittura è una necessità. Potrei forse farne a meno, ma l’astinenza è dura da sopportare e per ora continuo nel vizio. Poi, certo, scrivo con entusiasmo quando sono serena, quando altre situazioni lavorative o personali vanno su binari giusti. In questo periodo di disagio mondiale sono stata un paio di mesi senza scrivere nemmeno una riga. Mi è però capitato, in altre situazioni, di partire in quarta in momenti difficili e, allora, la scrittura è una bolla in cui rifugiarsi.

Già al lavoro per il prossimo giallo?

Sì. Avevo iniziato un noir partendo da una storia vera interessante per vari aspetti, ma arrivata al decimo capitolo mi sono arenata, sentivo di non trovare la giusta via. Inoltre doveva essere ambientato in un luogo che non conosco, per cui trovavo impossibile la descrizione delle location. Ora sto scrivendo una nuova trama, piuttosto complessa, mi ci sto appassionando. Non dico altro per scaramanzia. Grazie Viviana per l’ospitalità e grazie mille ai lettori di Liberi di scrivere.

Grazie a te Ida e alla prossima!

Tag: , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: