:: Interviste (im)perfette: a tu per tu con Pietro De Sarlo

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Ecco il resoconto del quarto incontro del ciclo Interviste (im)perfette tenutosi il 1 giugno sul nostro Gruppo Facebook. Buona lettura!

In che luogo della casa scrivi? Hai una routine di scrittura?

Scrivo tra lo studio e la sala. Non ho una regola predefinita.

Ascolti musica mentre scrivi?

Generalmente no. Ti confesso però che spesso mentre scrivo mi interrompo e… Vabbè te lo dico: faccio del karaoke in solitaria.

Dalla parte dell’assassino Altrimedia Edizioni è il tuo nuovo libro, puoi parlarcene?

Certamente. E’ una storia che si svolge nel quartiere Tuscolano a Roma, uno dei miei luoghi del cuore. Partendo da un interesse apparentemente decentrato con una sorta di effetto domino lo scenario si allarga su più livelli. Sullo sfondo la nostra società con tutti i suoi limiti e le sue brutture.
Questo è il secondo romanzo che scrivo ed è un thriller ‘sociale’ come mi piace definirlo. Tre anni fa avevo scritto un altro giallo: L’Ammerikano. A breve uscirà anche il mio ultimo lavoro: un romanzo storico.

Un thriller, molto diverso da l’Ammerikano, giusto?

Certo, completamente diverso. Sia per l’ambientazione che per la costruzione. L’Ammerikano era cotruito come un mosaico, questo invece ha una concatenazione tra eventi apparentemente distanti tra loro.

Quanto lavoro ti ha richiesto la stesura di questo libro?

E’ stato un parto molto sofferto. L’ho riscritto praticamente 4 volte. Non riuscivo mai a trovare la quadra giusta. Specialmente per la caratterizzazione del commissario. Un uomo che con i suoi modi non sempre ortodossifa fatica, come tutti, a districarsi tra i problemi problemi professionali e personali come i figli lontani, la vita coniugale e il vizio del fumo.

Affronti tematiche attuali (la corruzione su più livelli, il sesso in cambio di favori, il potere ottenuto illecitamente, i reati ambientali) pensi che il thriller sia il genere migliore per descrivere il nostro presente, la nostra Italia?

Ogni scritto riflette l’epoca e i sentimenti che viviamo. Il thriller a mio modo di vedere è uno dei generi che si presta di più perché deve scavare non solo nella mentalità dei personaggi ma anche nel contesto in cui le loro azioni si generano.

Sei stato ispirato anche da fatti di cronaca durante la scrittura?

Questa è la cosa che mi ha divertito di più. Nei miei romanzi mi piace mettere riferimenti e ‘citazioni’ sia storiche sia di attualità. Una delle principali preoccupazioni che ho avuto è rendere credibile… la realtà che supera sempre la fantasia. I lettori più attenti alla attualità potranno divertirsi a riconoscere luoghi e situazioni.

Tornando a Dalla parte dell’assassino puoi parlaci del commissario Achille Schietroma del Tuscolano X, come hai creato questo personaggio?

Volevo un personaggio forte, ho scelto per questo un cognome ‘sdrucciolo’, poi è un uomo che mal si adatta all’epoca in cui vive, con una forte nostalgia della sua gioventù e della sua classe del liceo. Un cittadino scontento che fa fatica a indagare anche quando le vittime non risultano ‘simpatiche’.
Poi un uomo che cerca sicurezza in piccoli gesti scaramantici …
Insomma volevo costruire un cittadino che fa il commissario.
Una persona immersa nei problemi della quotidianità e non un ‘commissario’ a tempo pieno.

Se facessero un film chi vedresti nei panni dei protagonisti?

Nei panni di Virginia, la moglie del commissario, Elena Sofia Ricci. Per il commissario non saprei … se fosse ancora vivo vedrei bene un Mastroianni.

La tua scrittura ha una funzione sociale e politica? È fatta per modificare, in bene, il presente?

Ricordi la scena di Moretti in caro diario quando dice che in ogni minoranza lui sarebbe nella minoranza? Ecco io credo che mai come oggi ci sia una intellighenzia che adore il conformismo e il pensiero unico. Io mi ritrovo sempre solo, specialmente sui temi di natura economica, ma spesso anticipo i tempi. E poi il mio punto di vista trova spazio nel dibattio pubblico. Tutto ciò è altamente frustrante, e la scrittura è uno sfogo

Ami leggere? Cosa stai leggendo attualmente? Quale è il libro sul tuo comodino?

Molto, vado a periodi. Ho letto molto di storia dell’unità d’Italia, per ovvi motivi, ora leggo molto di economia. in questo momento il libro della Mazzuccato. poi quello sui Florio. A seguire l’ultimo di Stglitz e poi c’è ad attendermi Duflo. Non leggo solo di economia. Mi piace molto Bartolomei, lo trovo divertente.

Bene penso sia tutto chiuderei questa bella intervista con un’ultima domanda di rito: quali sono i tuoi progetti per il futuro? Continuerai la strada della narrativa dopo la pubblicazione del tuo romanzo storico?

Ho diversi progetti. Il romanzo storico credo avrà un seguito. Così come il thriller. Non riesco a concentrarmi su un solo interesse. Molto dipende anche dall’accoglienza che avranno i lettori. E se posso aggiungere una cosa spero che quello che scrivo diverta anche

Le domande dei lettori

Paola Rambaldi

Leggo che è ingegnere e che ha lavorato in banca come ha cominciato a scrivere?

Ho cambiato molte aziende in realtà, la banca è stata solo l’ultima. Ora scrivo romanzi, in passato saggi di economia e relazioni per il lavoro.

Accennavi che presto uscirà un tuo romanzo storico, Paola Rambaldi vorrebbe chiederti in che epoca è ambientato?

All’epoca dell’Unità D’Italia ed è ambientato in un altro dei miei luoghi del cuore: la Lucania.

Interessante, puoi anticiparci qualcosa?

Iniziamo dal probabile titolo: Tutto salvo fuorché l’onore. e’ la storia di una comunità dell’appennino lucano che viene travolta dagli eventi storici Anche qui, come in Dalla parte dell’assassino esploro il ‘partuculare’ che si intreccia con il ‘generale’.

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