:: Più vivi più umani. Virtù e vita quotidiana di Johnny Dotti e Mario Aldegani (Edizioni San Paolo, 2019) a cura di Daniela Distefano

by

PIU' VIVI PIU' UMANI(1)Virtù è dunque parola assai poco consona a un’epoca in cui il sacro dovere che tutti siamo invitati a rispettare è quello dell’autorealizzazione.
Oggi, ciò che viene apprezzato è l’essere spontanei, quasi che sia possibile semplicemente far trasparire ciò che “siamo”. Senza filtri, senza costrizioni, senza tabù.
Virtù è dunque parola controcorrente.
E i nostri due autori, che amano le sfide ardite, ben consapevoli della difficoltà del loro tentativo, hanno voluto in queste pagine impegnarsi e impegnarci a riscoprire un tesoro che rischia di andare perduto”.

Questo brano è ricavato dalla Prefazione di Chiara Giaccardi e Mauro Magatti al libro “Più vivi più umani. Virtù e vita quotidiana” (Edizioni San Paolo) di Johnny Dotti e Mario Aldegani. Un testo che apre sipari al nostro pensare a volte avvolto nella carta delle abitudini e delle refrattario modus vivendi. Cos’è davvero la virtù, perché è diventata nel tempo una parola in disuso?

La virtu è un movimento relazionale che ci fa camminare senza perdere il filo della vita, ma anche senza chiuderci al dialogo con l’altro e all’incontro con la realta”.

I due autori hanno scelto di visitare i “luoghi” del nostro esistere e di riscoprirli come spazi di virtù sentite, vissute e testimoniate.
Il titolo del libro è nato dalla Esortazione Apostolica di Papa Francesco Gaudete et exsultate, un vero faro luminoso.
Il libro è dedicato agli educatori, a chi continua a credere all’importanza di educare alla virtù, a chi non ha rinunciato al grande sogno dell’educare e a raccoglierne la sfida.

La virtù aiuta ad accogliere la gioia e ad accettare il dolore, ma anche a dare gioia e a portare perdono: è in sostanza una strada di benedizione.
Si potrebbe dire che la virtù sta tra la contemplazione e la vita: è ciò che ci permette di contemplare la vita”.

Già nei racconti del Vangelo si ravvisa un’attenzione speciale per particolari e simboli semplici però di grande significato, anche in ordine alla virtù.
E’ una stella che accende la speranza nella notte del mondo; è un asino la compagnia di Giuseppe nel suo pellegrinare; è il sicomoro che dà a Zaccheo il coraggio di accedere alla verità; è un giumento che permette al Samaritano di manifestare la sua carità; è il pane della condivisione che fa vivere alla gente la festa dell’abbondanza e della solidarietà; è l’olio di una lampada che tiene viva e amante l’attesa dello Sposo.
Le virtù nascono dalla vita, nella vita e nelle sue relazioni.
Secondo Paulo Freire, la virtù fondamentale ed essenziale dell’educare è la coerenza.
Prima di tutto ci vuole la serena consapevolezza che nessuno è coerente sino in fondo e in tutto.
La coerenza è un impegno, un proposito, mai un traguardo raggiunto.

Coerenza è riconoscere il vincolo in ogni situazione, come tramite di libertà; non solo il vincolo della parola data, l’accordarsi della parola all’azione, ma anche il vincolo più profondo: la mia costitutiva dipendenza dall’altro, il mio essere nodo relazionale”.

Si può essere coerenti se si ha la consapevolezza di essere incoerenti, e si sa dire la verità di se stessi; se continuiamo a sentirci precari, cioè bisognosi di un ancoraggio che ci trascende, capaci di ricevere e dare perdono.
Un’altra importante virtù dell’educare è saper gestire la tensione tra parola e silenzio, la parola dell’educatore e il silenzio dell’educando, ma anche il contrario.
Non è una cosa facile. Bisogna, per esempio, essere convinti che non esistono domande stupide e che nessuna risposta è definitiva.
Un libro che è insieme un manuale per chi ha smarrito la chiave della comprensione umana. Siamo così stimolati nei sensi che abbiamo perduto il contatto con l’essenziale. Rivolgere l’attenzione alle categorie di idee che ci portano al vero cammino è un dovere oltre che una salvezza.

Johnny Dotti, nato a Bergamo nel 1963, sposato con Monica, con quattro figli, imprenditore sociale, pedagogista e docente a contratto presso l’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato con Maurizio Regosa, un saggio dal titolo Buono è giusto (Editore Sossella, 2015), e Oratori generatori di speranza (Edizioni Messaggero, 2016). Insieme con Mario Aldegani ha pubblicato per LEM (Libreria Editrice Murialdo) La Linea dell’orizzonte (2007) e Tra amici (2010).

Mario Aldegani, nato a Petosino (BG) nel 1953, sacerdote dal 1980, è religioso della Congregazione dei Giuseppini del Murialdo, insegnante ed educatore. Collabora con diversi istituti religiosi maschili e femminili nella formazione permanente. L’incontro con Johnny Dotti gli ha permesso conoscenze e incontri nel mondo del Terzo Settore. Con Dotti è stato iniziatore anche della Fondazione Talenti. Ha pubblicato per le Edizioni Dehoniane “Levate lo sguardo”. Un pensiero positivo sulla vita consacrata (2009).

Source: libro inviato dall’Editore al recensore. Ringraziamo Alessandro Fuso dell’ufficio stampa “Edizioni San Paolo”.

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: