:: Impressioniste: Berthe Morisot, Eva Gonzalès, Marie Bracquemond, Mary Cassatt, di Martina Corgnati (Nomos edizioni 2018) a cura di Viviana Filippini

by

1Quattro sono le donne protagoniste di “Impressioniste” di Martina Corgnati edito da Nomos, che ricostruisce le vita di quattro figure femminili, che fecero dell’arte pittorica parte integrante del loro vissuto. L’ambientazione è la Parigi di fine Ottocento, nella quale prendono forma le vite ancora troppo poco conosciute al pubblico di Berthe Morisot, Eva Gonzalès, Marie Bracquemond, Mary Cassatt. A darci maggiori informazioni sulle artiste del colore ci pensa Martina Corgnati, che ci conduce in un viaggio biografico tra vita, famiglia, colori, pennelli e tante incomprensioni e pregiudizi che limitarono l’espressività di queste quattro geniali artiste. Sì, perché le pittrici vissero nella capitale francese in un periodo storico (la fine del XIX secolo) che fu la culla dell’arte. Loro riuscirono, con impegno e dedizione, a dimostrare che le donne potevano fare della pittura un vero e proprio lavoro e non un semplice passatempo come la società di allora credeva e, soprattutto, voleva. Nel senso che finché era un uomo a fare l’artista, tutto era perfettamente accettato, ma se era una donna a volerlo, ecco le cose si complicavano. La figura della pittrice era vista con sospetto, con pregiudizio, come se fosse uno strano essere dalla vita caotica e sregolata, perché per la società di allora era del tutto impensabile che una donna si potesse guadagnare da vivere con la pittura. Berthe Morisot, Eva Gonzalès, Marie Bracquemond e Mary Cassatt lottarono per farsi accettare come artiste professioniste e per ottenere tale riconoscimento arrivarono anche a sacrificare l’amore, gli affetti o la maternità. Il libro della Corgnati non analizza tanto le opere, anche se nel volume non mancano pagine con le riproduzioni dei dipinti, ma indaga le vite di quattro donne per raccontarci le aspirazioni, le emozioni, le volontà e i sacrifici che fecero per imporre il loro fare arte in una società dalla mentalità tipicamente maschile. Si scopre che la Morisot conosceva molto bene Manet e lo aveva come punto di riferimento, perché era il cognato. Anche la Gonzalès conobbe Manet, ma andò a scuola da un altro pittore –Chaplin- dal quale apprese tutti gli insegnamenti per fare arte. La Bracquemond aveva come mentori, e li conosceva pure, Manet e Degas, ma il suo estro artistico venne annientato dalla dirompente personalità del marito, anche lui artista. La Cassatt, americana di nascita, visse per anni in Francia dove assorbì molto della pittura impressionista e delle altre correnti pittoriche. Il suo mentore, amico-nemico fu Degas. Queste donne fecero scalpore non solo perché scelsero la pittura come professione, ma anche perché affrontarono temi trattati in pittura dagli uomini: nature morte, paesaggi, scene di vita quotidiani, nudi maschili e femminili. Questa voglia intraprendenza, di mantenersi da sé, di partecipare alle mostre con gli artisti rifiutati dalla gallerie ufficiali, i conflitti con i maestri, con le famiglie che mal tolleravano l’accoppiata donna-pittura, le malattie (la Gonzalès morì a soli 34 anni) e i mancati riconoscimenti impedirono alla Morisot, alla Gonzalès, alla Bracquemond e alla Cassatt, di avere un giusto riconoscimento nel mondo della Storia dell’arte. Martina Corgnati in “Impressioniste” ci porta dentro al mondo umano, ai colori, alle forme e alla scoperta dello stile di queste quattro donne pittrici che consacrarono, nonostante gli ostacoli, la loro esistenza all’arte come linfa vitale del vivere.

Martina Corgnati è curatrice e critica d’arte. Da anni si divide tra l’attività didattica (è docente titolare di Storia dell’arte all’Accademia Brera di Milano), le collaborazioni giornalistiche e l’impegno critico. Da molto tempo si occupa del lavoro di artiste femminili nell’arte Del Novecento e in quella contemporanea. Tra i suoi lavori si ricordano quello co-curato con Luisa Wagner e con protagonista Meret Oppenheim “Wrote nicht in giftige Buchstaben einwickeln” (Scheidegger & Spiess, 2013) e la prima biografia dedicata all’artista: “Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda”, Johan & Levi, 2014. Per le edizioni Compositori ha scritto: “L’opera replicante; la strategia dei simulacri nell’arte contemporanea” (2009) e “I quadri che ci guardano. Opere in dialogo” (2011)

Source: richiesto dal recensore all’editore. Grazie a Benedetta Tosi dell’ufficio stampa Nomos.

Tag:

Una Risposta to “:: Impressioniste: Berthe Morisot, Eva Gonzalès, Marie Bracquemond, Mary Cassatt, di Martina Corgnati (Nomos edizioni 2018) a cura di Viviana Filippini”

  1. ilcassettosegretodeilibri Says:

    Quando si parla di Arte i miei occhi si riempiono di colori, tinte e soprattutto il cuore ri riempie di amore ed affetto! Grazie per questo articolo! Gli articoli sull’Arte sono estremamente ben accetti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: