:: Come richiedere una recensione a un blog letterario

by

bny

A grande richiesta (va beh grande, diciamo di qualcuno) ecco un articolo rivolto a quegli scrittori che mandano tante mail ai blogger e non ricevono risposta, e neppure una recensione. E si chiedono dove sbagliano. A volte non sbagliano neanche, ma certe cose è bene tenerle presente.

Senza pretese di esaustività sull’argomento naturalmente, e senza nulla togliere agli articoli di numerosi colleghi reperibili in rete, scrivo dunque questo post per essere d’aiuto a quegli scrittori che senza ufficio stampa, o in accordo con loro, scrivono direttamente ai blogger letterari proponendo il loro libro affinché venga letto e recensito. Non nego che in 10 anni ne ho viste di richieste bizzarre, o perlomeno formulate in maniera bizzarra, e a parte la maleducazione la cosa che indispone più di tutto un recensore è la trascuratezza e la superficialità. Ma andiamo con ordine.

Ci sono due scuole di pensiero: una prevede che le recensioni non vadano richieste, che siano spontanee. L’altra ammette che si richieda a un recensore di leggere il proprio libro. Badate bene ho detto leggere, la successiva recensione sia per un quotidiano, o per una rivista, o un blog non è mai dovuta, e tanto meno la si può pretendere.

Chiarito questo, non lo dovrei dire, ma il recensore non è una divinità indiana, di un ipotetico pantheon di intoccabili. Fosse anche super influente, super rinomato, super qualificato, esprime sempre un parere, un punto di vista personale delle cose e del mondo, a volte è vittima di preconcetti, e debolezze, come tutti. Per cui se temete il suo giudizio, non sottoponetegli i vostri testi. Se lo fate, aspettatevi di accettare critiche e giudizi a volte anche se non spietati molto sulfurei.

Risentirsi di una stroncatura, criticarla, attaccare il recensore (dopo), è una cosa da non fare mai. Lo dico per voi, nel vostro interesse. I recensori si parlano, i nomi degli scrittori che dopo anche una pur velata critica scatenano la propria orda di fan dietro al critico, fosse anche un giovanissimo blogger alle prime armi, circolano e bene non credo vi sia difficile immaginare, che i blogger poi cestinino le successive richieste, per quieto vivere o per stanchezza.

Se nella mail (breve mi raccomando) specificherete che accettate con educazione le opinioni altrui, vi assicuro questa breve frase aumenterà esponenzialmente le probabilità di essere presi in considerazione. (Poi naturalmente lo dovete fare sul serio, non usarla come frase di circostanza).

Cercate le parole adatte con cura, siete scrittori, non dovrebbe essere difficile. Evitate il linguaggio burocratico (per carità), o quello troppo confidenziale, da amiconi quando a volte manco ci si consoce, o peggio quello di chi pretende un servizio che il blogger non è minimamente tenuto a concedere.

Visitate il sito di riferimento, assicuratevi che il blog accetti libri da recensire, mi raccomando, può sembrare strano e incredibile, ma ci sono anche blogger che non lo fanno. Che vogliono scegliere da soli cosa leggere. Leggete dunque sempre la policy del blog, il genere di libri che il blogger recensore preferisce leggere, i suoi tempi, se ha messo in un cartello (ideale) sono sospese le richieste di recensioni, rispettatelo. Non farà eccezioni perché voi avete scritto un capolavoro. Ha i suoi buoni motivi che siano familiari, di salute, o perché si è stancato. Insomma rispettateli.

Vi confido un segreto, i blogger non stanno tutto il giorno ad aspettare le vostre richieste, fanno altro, a volte anche meno piacevole di dare una scorsa alle mail. E un blogger medio grande, riceve decine e decine di mail simili al giorno e il tempo essendo limitato, non permette di dedicare troppo tempo a questa attività. Se una mail non cattura l’interesse, viene lasciata indietro, vi confesso senza tanti sensi di colpa. E’ più una questione di sopravvivenza, ne convenite?

Quindi scrivete in buon italiano, perlomeno comprensibile, date segno di aver letto la policy e compreso i tratti salienti. Fate capire che ci tenete davvero al parere di quel blogger, e non solo per vendere più copie del vostro libro. Non è il mestiere del blogger fare vendere più libri. Il blogger scrive principalmente alla community dei suoi lettori, a loro deve rendere conto, loro con le loro visite tengono in vita il blog. Ciò non toglie naturalmente che le vendite possano aumentare, come effetto collaterale, se di un libro se ne parla, se ne discute ha più probabilità che circoli, che venga letto, e acquistato.

Infine, sperando di esservi stata utile, e nonostante ci siano tanti altri punti da toccare, ma sempre nel tentativo di essere sintetica ed efficace, nel concludere ricordatevi di ringraziare una volta pubblicata la recensione, che sia con una mail o con due righe sui social. Non è un pagamento in denaro, ma vuol dire molto per il recensore, e non c’è nulla di peggio che sentirsi usato e sfruttato. Un grazie può far miracoli, ve lo assicuro. E non vi sminuisce. I più importanti e famosi scrittori trovano il tempo per ringraziare del tempo dedicato ai propri libri. Gli addetti stampa, subissati di lavoro, trovano il tempo di scrivere due righe anche solo per far sapere che la recensione la si è letta davvero, e non si è solo appiccicato una testa impagliata nella parete del salottino da caccia. Non è solo bon ton, è più solidarietà tra colleghi (che si rispettano) e amici. Alla prossima.

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13 Risposte to “:: Come richiedere una recensione a un blog letterario”

  1. Katy Says:

    Io mi sono trovate da entrambe le parti, sia della scrittrice richiedente che della blogger. Sui casi in cui non mi è stata data risposta, come scrittrice, devo dire che non mi sono crucciata troppo appunto perché capisco bene che ognuno abbia gli affari suoi. In quanto blogger, più che vero l’ultimo punto. Di tutte le recensioni, segnalazioni che ho scritto, pochissime hanno avuto un grazie come conclusione. E sì, ci si sente giusto un pochetto sfruttati…

    • Giulia Says:

      Sì, ma lo noto più con gli scrittori italiani. (Non faccio certo di ogni erba un fascio, molti ringraziano naturalmente). Ma gli stranieri (forse anche perchè si parla all’estero dei loro libri) ringraziano sempre, (specie gli americani) anche in privato. E parlo di grandi nomi, anche. Forse è un’ usanza tutta nostra non ringraziare. Non che non l’abbia fatto anche io. A volte mi sfugge, ma in media cerco sempre di ricordamene. E’ diaciamo il minimo sindacale, anche fosse una stroncatura.

      • Katy Says:

        Non ho ancora avuto il piacere di collaborare con autori stranieri, ma concordo: c’è proprio un altro modo di porsi. Devo però anche dire che con alcuni autori ho instaurato una bella amicizia, qui ne vale la pena 🙂

      • Giulia Says:

        Che poi non è detto che il ringraziamento sia autentico e sentito, ma sì all’estero ringraziano più sovente. Proprio come sistema generalizzato. Qui da noi è sempre una questione di educazione. Poi ci sono l’eccezioni, autori come de Giovanni che potrebbero tirarsela alla grande, o passare tutto agli assistenti, ringraziano sempre di persona.

    • Giulia Says:

      Sì, anche io parlo nelle due vesti.

  2. I Ritrovati, i Tradotti e gli Scoperti Says:

    Un po’ di etichetta non fa mai male.

    Si tratta di un punto critico della mia esperienza (appena iniziata) di blogging: sono disponibile a segnalare perché, ammettiamolo, è più semplice e veloce, ma sconto questa comodità col dubbio di non offrire il meglio a’ miei venticinque lettori.
    Recensire – e dunque la lettura integrale dei testi proposti – sarebbe più onesto, ma sottrarrebbe tempo alle letture spontanee… inoltre, ammetto che sarei a disagio nel dare un giudizio negativo, giudizio che, temo, sarebbe facile da rintuzzare perché poco tecnico e molto, troppo (?) personale.

    Ciò che davvero non vorrei mai è leggere PER il blog.

    Non è un caso che in un mese di attività il mio bilancio sia di nove articoli basati sui miei ghiribizzi, una sola segnalazione (a cui sono seguiti, ammetto, i ringraziamenti dell’autore) e una recensione da preparare – un breve self che ho visto nascere 🙂

    • Giulia Says:

      Esatto, un blogger ha diritto a una posizione come la tua, o a chiudere definitivamente con le richieste, e parlare solo dei libri che sceglie direttamente. Insomma sono scelte legittime che non vanno sindacate. E uno scrittore dovrebbe informarsi prima, anche solo per non rimanere deluso dopo. Un blog collettivo come il nostro a più voci, forse ha più facilità a accettare richieste. O se per esempio è all’inizio. Ma poi si può cambiare idea strada facendo. E sì un blogger ha anche letture a cui tiene, e non si può sempre anteporre le richieste e tralasciare cosa leggerebbe spontaneamente. A meno certo che non diventi un lavoro.

  3. gianni Says:

    Interessante il post e i commenti. Avrei piacere di ribloggare …

  4. Recensioni pericolose? | ilperdilibri Says:

    […] via :: Come richiedere una recensione a un blog letterario — Liberi di scrivere […]

  5. Andrea Torti Says:

    Purtroppo molte persone sembrano pensare che sul Web le regole di base di buona educazione non abbiano alcun valore…

    Incipit come “Cara/o Blogger”, ad esempio, proprio no, per favore!

    Fate lo sforzo di andare sul sito, ricavare le informazioni necessarie, e scrivere un’e-mail degna di questo nome!

    • Giulia Says:

      Vero! Ma anche il burocratese ti deprime un pochino. Lo noto molto negli esordienti. Sono quasi intimiditi e ti trattano come un principale o uno più alto in grado in ufficio. Non che siano maleducati, per carità, ma bisogna regolare il tono della propria corrispondenza all’uso che se ne fa. Dato che poi un blogger deve farsi un’ idea da poche righe, in pochi secondi, per applicare un primo filtro. Iniziare per esempio con “Gent. ssimi Amministratori”, (ricevuta poco fa) se va bene ti fa sorridere. “Gentile Giulia” invece ti mette subito in predisposizione all’ascolto.

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