:: Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood (Ponte alle Grazie, 2017), a cura di Micol Borzatta

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Siamo alla fine del ventesimo secolo.
Gli Stati Uniti non esistono più, il mondo è distrutto dall’inquinamento radioattivo e chimico, la crescita demografica è pari a zero. I governi decidono così che ognuno di loro può decidere come sedare le proprie rivolte senza che gli altri possano intervenire, in questo modo non ci sono più guerre.
Risultato di tutto questo è la nascita della Repubblica di Galaad, sita in tutto il Nord America e basata su un regime totalitario teocratico di ispirazione biblica, che basa la sua organizzazione sulla illegalità della lettura e la sottomissione della donna.
Infatti la donna è diventata un oggetto, definito ancella, che viene venduto al solo scopo riproduttivo, e finito lo scopo rivenduta per procreare con un altro proprietario, fino a quando non potrà più generare figli. Le ancelle non hanno nome, ma prendono il nome del loro padrone con davanti la particella di che indica proprio la proprietà.
Chi invece è sterile o troppo vecchia per procreare viene eliminata.
Difred è un’ancella di proprietà del Comandante Fred, e attraverso una serie di cassette registrate che verranno ritrovate un secolo dopo, vivremo la sua storia.
Romanzo distopico dalle tinte davvero forti che vuole raccontare di argomenti odierni, come la violenza, lo stalking, lo femminicidio, portandoli all’esasperazione, costruendo così un mondo basato su questi principi malsani.
Un miscuglio tra fantascienza e romanzo denuncia, dove la Atwood sa strabiliarci con la sua eccezionale bravura.
Descrizioni minuziose e uno stile finissimo ci permettono di farci trasportare in un mondo da incubo, ma che saprà farci interrogare sulle scelte di oggi.

Margaret Atwood nasce a Ottawa, Ontario, nel 1939.
Figlia di un entemologo e di una ex dietologa e nutrizionista, trascorse la maggior parte della sua adolescenza nelle foreste del Québec.
La scuola iniziò a frequentarla a tempo pieno solo dopo gli 11 anni, ma è sempre stata una lettrice vorace.
Iniziò a scrivere all’età di sei anni, e nell’arco di dieci anni si perfezionò a tal punto da farla diventare la sua aspirazione.
Sempre davanti a tutti, la Atwood ha iniziato a occuparsi della liberazione della donna e del cambiamento dei ruoli sessuali prima ancora che venissero divulgati, già a metà degli anni sessanta.

Source: pdf inviato dall’Editore al recensore, ringraziamo Matteo dell’ufficio stampa “Ponte alle grazie”.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

 

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2 Risposte to “:: Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood (Ponte alle Grazie, 2017), a cura di Micol Borzatta”

  1. Micol Borzatta Says:

    L’ha ribloggato su Quattro chiacchiere in compagniae ha commentato:
    Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

  2. Francesca Fichera Says:

    Non vedo l’ora di recuperarlo!

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